mercoledì 31 agosto 2016

FALSI CERTIFICATI PER I COLLAUDI: DOSSIER SVELA LO SCANDALO FONDI. E’ CAPITATO ANCHE A BRISIGHELLA DENUNCIATI DA GALASSINI. NULLA CAMBIA!


Milioni di euro e fior di certificati per dimostrare le ristrutturazioni antisismiche dopo il 1997 e il 2009. Ma allora perché è crollato tutto? Chiara Sarra  Falsi certificati per dimostrare collaudi antisismici, quasi 3 milioni di fondi pubblici intascati in appalti per lavori che avrebbero dovuto mettere a norma gli stabili di Amatrice e Accumoli. Eppure le immagini che rimbalzano dal 24 agosto, quando la terra ha tremato e il tempo si è fermato, sono tristemente note. Ben pochi gli edifici che sono rimasti in piedi. Qualcosa non ha funzionato o non è stato fatto. Il simbolo di questa tragedia che forse si poteva evitare è la scuola "Romolo Capranica" di Amatrice, che si è sbriciolata sotto i colpi del sisma. Ma anche l'ospedale di Amatrice ormai inagibile, la Torre Civica di Accumoli gravemente danneggiata, il campanile di Amatrice che è crollato su una casa ammazzando un'intera famiglia. Tutti edifici in teoria ristrutturati con i fondi per il terremoto dopo il sisma del 1997 in Umbria e quello del 2009 de L'Aquila, come raccontano oggi il Corriere e La Stampa.  Milioni di euro per 21 appalti di cui si parla in un documento segreto in cui si fa l'elenco dei fondi, dei collaudi, delle ditte coinvolte, degli interventi effettuati, dei collaudi. Come è possibile che con una mole di lavoro simile nemmeno un edificio si sia salvato? Probabilmente, sospettano ora i magistrati che indagano per disastro colposo, quei certificati sono stati falsificati. Come dimostrerebbero anche le segnalazioni raccolte dai vigili del fuoco da parte di cittadini che sostengono di aver comprato casa con tutta la documentazione in regola per la tenuta antisismica.

Ristrutturazioni fantasma coi fondi per i terremotati, in manette un ingegnere 18 dicembre 2008

RAVENNA. Ristrutturazioni fantasma con i contributi pubblici per i danni del terremoto del 2000. Questo il contesto che ha portato alla condanna a due anni e due mesi di carcere per Giorgio Ragazzini, ex ingegnere capo del Comune di Brisighella, nel Ravennate. Il Collegio del Tribunale di Ravenna ha inoltre concesso una provvisionale di 35.000 euro alla Regione, di 10.000 al Comune brisighellese e di 15.000 a una delle famiglie danneggiate, costituitisi a suo tempo parte civile. Ragazzini è stato giudicato colpevole di falso e truffa aggravata dal conseguimento di erogazioni pubbliche. E assolto, per la vecchia insufficienza di prove, dall'accusa di abuso di atti d'ufficio in relazione a quegli interventi di somma urgenza che, secondo gli inquirenti, l'imputato pilotò dopo i primi sopralluoghi della Guardia di Finanza per fare apparire i lavori come eseguiti. Secondo la procura di Ravenna, l'ex ingegnere capo, in ragione della sua posizione, avrebbe attestato falsamente l'impiego dei fondi regionali per i lavori, mai fatti, in due caseggiati, mentre quei finanziamenti sarebbero stati dirottati altrove. Nella vicenda era stato coinvolto anche Paolo Cicognani della Edilzeta Costruzioni di Ravenna: l'uomo già a suo tempo aveva patteggiato sei mesi.

martedì 30 agosto 2016


LA COLPEVOLIZZAZIONE GLOBALE NON RISPARMIA IL TERREMOTO

A proposito del terremoto di qualche giorno fa, una mia carissima amica m'ha fatto avere un intervento firmato che imperversa su internet. Il sisma è stato sentito distintamente da Rimini a Napoli. Ci sono morti e feriti, mentre il sito online della cosiddetta "protezione civile" è inaccessibile. Lo stesso ente, però, aveva già acquistato i moduli abitativi. Preveggenza o calcolo degli effetti collaterali di qualche azione bellica sperimentale e non convenzionale? C'entra forse qualcosa il programma segreto di aerosolchemioterapia bellica che la Nato - previo indottrinamento degli esperti civili - manda m onda dal 2002, a base di irrorazioni aeree di alluminio e bario che rendono l'aria maggiormente elettronconduttiva, in modo da consentire alle onde elf di colpire le faglie sismiche attive? Scie belliche e sciami sismici: un connubio militare devastante. C'è stato un boato, singolare coincidenza, alla stessa ora nel cuore della notte, come a L'Aquila il 6 aprile 2009, proprio come una bomba". Fautore della nota, Gianni Lannes, insomma dunque che questi terremoti, lungi dall'essere "naturali", siano "militarmente provocati". Ora, io non escludo dietrologie e complotto di un paese ormai ridotto (dopo tre governi non democraticamente eletti) a espressione geografica, però il passaggio dal campo politico-finanziario a quello militare mi sembra francamente eccessivo. Resta che queste ipotesi, più o meno fantapolitiche, sono rivelatrici di quella mentalità da "colpevolizzazione globale" secondo cui, qualunque cosa capiti, dietro c'è sempre qualcuno. In un rapporto causa-effetto cosi rozzamente positivista che (solo per fare l'esempio più comico) se la temperatura del pianeta sale la colpa è dell’uomo. Uomo

PREMIO NOBEL….AVRA’ FORSE RAGIONE


FESTIVAL DELL’IPOCRISIA: TROVO VERGOGNOSO NOMINARE ERRANI COMMISSARIO

Non vorrei parlare del tragico evento, del terremoto in se’, ma del festival dell’ipocrisia andato in scena in ogni forma possibile, dopo il disastro. Gli ipocriti li avete visti ovunque, anche durante la Messa nel Palazzetto dello Sport di Ascoli Piceno, dove tutti e quattro a mani giunte – Mattarella, Grasso, Boldrini e Renzi  (che con una mano si faceva il segno della Croce e con l’altra leggeva gli sms di Papà Napolitano) hanno fatto la loro pubblica esibizione. In piu’, sui media di regime, è andata in onda la solita propaganda di governo per aver sospeso il pagamento delle utenze nelle zone terremotate, facendola passare per una straordinaria agevolazione. Mi chiedo: chi dei terremotati usufruisce ora delle utenze, quando è stato distrutto tutto? Che dire poi di quell’ipocrita di Gramellini che su La Stampa, prendendo spunto dalla polemica sui “profughi” in hotel, ha scritto: “I migranti non stanno in alberghi di lusso ma nelle topaie“? Sulla pagina facebook di IO, gli abbiamo rivoltato contro i suoi stessi insulti con una gallery che lo smentisce, chiamata “RUTTODROMO di Gramellini”. Per non parlare dell’inviata di La7: “Direttore, ho mandato la foto della famiglia morta per il crollo del campanile… non so se siete riusciti a vederla, se la volete mandare in onda ….”  dice la Mascioli, cui Mentana risponde con un lapidario “…. o anche no…”. E che dire di quell’ipocrita di Vespa che a PortaaPorta ha avuto il coraggio di dire: “Questa sarebbe una bella botta di ripresa per l’economia perché pensi l’edilizia che cosa non potrebbe fare” …”Darà lavoro ad un sacco di gente“, cui ha fatto seguito quell’altro ipocrita di DeliRio che ha prontamente risposto: “Adesso L’Aquila è il più grande cantiere d’Europa e anche l’Emilia è un grandissimo cantiere in crescita, farà PIL” Frasi incommentabili. Mi viene in mente quel Sindaco di un


TERREMOTI EMILIA ROMAGNA STORICI

dal 217 a.c. al 2002 - TERREMOTI storici vicini al Comune di FAENZA nel raggio indicato ( attuale: 30 km )




Aprile 1718 epicentro: Faenza - Magnitudo stimata : 5.9 Morti : oltre 20

Questo terremoto distrusse alcuni paesi nei dintorni di Brisighella e numerose località del Faentino subirono danni molto gravi. In totale vi furono oltre 20 morti. Una nuova forte scossa che si verificò  poi il 17 di agosto dello stesso anno, provocò ulteriori danni crollano nell’area compresa tra Faenza e Forlì dove crollarono edifici su una ventina di paesi tra cui Corleto e Scaldino e danni pure a Imola e Ravenna.

 17 luglio 1781 epicentro: Faentino - Magnitudo stimata :5.6 - Morti : nessun dato disponibile

Questo terremoto causò danni su oltre una ventina di località, sopratutto nel  faentino, dove vi furono danni gravi. dove le case crollate o gravemente danneggiate furono 694, 46 Chiese e 47 Canoniche su un totale di oltre 2000 edifici (circa il 39%). A Faenza furono resi inagibili 247 edifici su 1.832 (13% circa).

1 settembre 1813 epicentro: Parmense -  Magnitudo stimata :5.3 - Morti : nessun dato disponibile: I centri più colpiti da questo terremoto furono Imola, Faenza, Cesena e Forlì. I danni provocati sono valutabili intorno VII grado della scala Mercalli. Crollarono migliaia di fumaioli e crollarono i muri divisori di molti edifici.



lunedì 29 agosto 2016

IL CONSORZIO CHE RISTRUTTURO’ LA SCUOLA DI AMATRICE COSTRUI LE FONDAZIONI DI EXPO

Il Consorzio Valori Scarl ristrutturò per 500mila euro la scuola di Amatrice ora distrutta. Nel 2013 vinse l'appalto per costruire le fondamenta di Expo. Nel settembre del 2012, a ristrutturare la scuola di Amatrice ora distrutta dal sisma fu il Consorzio Valori Scarl di Roma.

Un insieme di aziende nato 11 anni fa e che si definisce "un punto di riferimento" nel mercato "sempre più complesso degli appalti pubblici e privati". Forse anche grazie all'esperienza sviluppata ad Amatrice riuscì ad accaparrarsi, pochi mesi dopo, un bando di gara da 18 milioni di euro per costruire le fondamenta di Expo. Le migliorie tecniche alla scuola di Amatrice Per assicurare un tetto stabile ai bambini, la Regione Lazio ed il Comune stanziarono ben 500mila euro. I lavori piacquero talmente tanto che di fronte alla scuola si possono ancora notare dei cartelli "propagandistici" che definiscono gli interventi tecnici come "un'opera sontuosa". Peccato ora sia crollata. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, sostiene che dopo il terremoto a L'Aquila i tecnici giurarono che lo stabile era a posto. Parliamo del lontano 2009. Nel mezzo ci sono stati gli interventi "anti-sismici" del 2012 e nuove scosse nel 2013. In quel caso la struttura non subì conseguenze. "Anzi - dice il Sindaco - per la stabilità della scuola io ricevetti addirittura i complimenti".

OCCHIO. DA DOMENICA SI VA A VOTARE PER IL RINNOVO DELLE PROVINCE. E QUESTE ELEZIONI CI COSTANO MILIONI. LE BUGIE DI RENZI

La narrazione del governo di Matteo Renzi ha provato a raccontarci che le Province erano state abolite per sempre. Peccato però che le Province esistano ancora, anche se ormai sono di stretto interesse della politica, visto che ad eleggere i rappresentanti provinciali non sono più i semplici cittadini, ma i sindaci. Come ricorda il Giornale, dalla prossima domenica e per ogni settimana fino alla fine di gennaio i sindaci di tutta Italia saranno chiamati a rinnovare le amministrazioni provinciali, ridotte ad assemblee tra di loro con poche e confuse competenze. I prossimi appuntamenti tra agosto e settembre coinvolgeranno le province di Macerata, Pavia, Mantova, Campobasso, Vercelli e Treviso. E poi man mano arriveranno tutte le altre, ognuno più o meno come preferisce. Sembra infatti che non esista una regola uguale per tutti che regoli la vita dei nuovi enti e dei suoi organi. Così ci sono Consigli provinciali decaduti, con presidente e giunta ancora in carica. Oppure presidenti dimessi e vice che ne reggono le funzioni da mesi. La speranza, dopo l'abolizione, doveva essere almeno che si risparmiasse qualche euro. Ma è la stessa associazione delle Province italiane a smontare ogni pia illusione: a fronte di un costo di circa 2 miliardi per il riordino, il risparmio sarebbe stato di 32 milioni di euro, tutto denaro speso per le indennità degli amministratori, 78 milioni di spese per far andare avanti la macchina amministrativa. E poi restano i 10 miliardi a carico dei contribuenti destinati ai servizi essenziali.

giovedì 25 agosto 2016

TERREMOTO CENTRO ITALIA, I 16 DISASTRI PIU’ GRAVI IN ITALIA DAL 1900 A OGGI


Dalle 100mila vittime di Reggio Calabria e Messina fino al dolore dell'Aquila e alle tre giornate di Modena e Ferrara passando per il Belice, il Friuli e l'Irpinia, - Dal terremoto di Messina e Reggio Calabria, fino a quello dell’Emilia del 2012, passando per il sisma che ha distrutto L’Aquila nel 2009, ecco gli eventi sismici più gravi avvenuti in Italia a partire dal 1908.
1 - 28 dicembre 1908 – La sciagura più grave: 100mila morti

Un terremoto di magnitudo 7,2 rade al suolo Reggio Calabria e Messina e tutti i villaggi nell’area, causando quasi 100mila morti. Si tratta della più grave sciagura naturale in Italia per numero di vittime e per intensità sismica.
2 - 13 gennaio 1915 – La Marsica
Un sisma di magnitudo 6,8 distrugge Avezzano e tutto il territorio della Marsica. I morti sono circa 30mila.
3 - 26 aprile 1917 – Perugia e Arezzo Umbria e Toscana sono colpite da un terremoto di magnitudo 5,8. Distrutte Monterchi, Citerna e Sansepolcro, in provincia di PerugiaArezzo. Danni a tutti i centri urbani dell’alta valle del Tevere. Tra i 30 ed i 40 morti.
4 - 26 aprile 1917 – Perugia e Arezzo

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Umbria e Toscana sono colpite da un terremoto di magnitudo 5,8. Distrutte Monterchi, Citerna e Sansepolcro, in provincia di PerugiaArezzo. Danni a tutti i centri urbani dell’alta valle del Tevere. Tra i 30 ed i 40 morti.
5 - 23 luglio 1930 – L’Irpinia

Terremoto di magnitudo 6,7 in Irpinia, in Campania: 1.425 morti.
6- 15 gennaio 1968 – Il Belice

Nella Valle del Belice, in Sicilia, vengono rasi al suolo da un terremoto di magnitudo 6,1 Gibellina, Poggioreale, Salaparuta in provincia di Trapani, e Montevago in provincia di Agrigento. Le vittime accertate sono 231.
7 - febbraio 1971 – Tuscania

Nel Lazio la cittadina di Tuscania viene semidistrutta da un terremoto di magnitudo 4,5. 31 i morti.
8 - 6 maggio 1976 – Il Friuli

Alle 21 un terremoto di magnitudo 6,1 nel Friuli provoca circa 1000 vittime. La zona più colpita è quella a nord di Udine. Ulteriori scosse l’11 e 15 settembre.
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9 - 19 settembre 1979 – Umbria e Marche
Un terremoto di magnitudo 5,9 colpisce la Valnerina, provocando gravi danni a Norcia, Cascia e le aree limitrofe, tra Umbria e Marche. Danni a Rieti ma anche a Roma, dove subiscono lesioni il Colosseo, l’Arco di Costantino e la Colonna Antonina. Cinque i morti.
10 - 23 novembre 1980 – L’Irpinia

Alle 19,38 l’Irpinia viene sconvolta per 90 secondi da un terremoto di magnitudo 6,5. Colpita un’area di 17 mila km quadrati tra Campania e Basilicata. I morti sono 2.914.
11 - 7 e 11 maggio 1984 – Molise, Lazio, Campania

Sisma di magnitudo 5,2 in Molise, Lazio e Campania, con epicentro a San Donato Val di Comino. 7 i morti.
12 - 13 dicembre 1990 – Augusta e la Val di Noto


Sisma di magnitudo 5,1 a Santa Lucia nella Sicilia sud-orientale. Gravi danni ad Augusta e Carlentini e nella Val di Noto. 16 le vittime.
13 - 26 settembre 1997 – Umbria e Marche
Un terremoto di magnitudo 5,6, seguito da altre forti scosse nei giorni successivi colpisce di nuovo l’Umbria e le Marche: danneggiate Assisi, Colfiorito, Verchiano, Foligno, Sellano, Nocera Umbra, Camerino. 11 i morti. 
14 - 31 ottobre-2 novembre 2002 – I bambini di San Giuliano

Terremoto di magnitudo 5,4 in Molise e Puglia. A San Giuliano di Puglia crollata una scuola dove muoiono 27 bambini. In tutto i morti sono 30.
15 - 6 aprile 2009 – L’Aquila


Alle 3,32 L’Aquila e le zone circostanti sono colpite da un sisma di magnitudo 6,3. La scossa principale è seguita da decine di repliche di assestamento. 309 morti e 23 mila edifici distrutti.
16 - 20 e 29 maggio, 3 giugno 2012  – Lo stillicidio dell’Emilia
Alle 4.04 un sisma di magnitudo 5,9 colpisce per venti secondi le province di Modena e Ferrara, provocando la morte di 7 persone. La scossa viene avvertita in tutto il Nord e parte del Centro Italia. Il sisma, che era stato preceduto da due forti scosse nel gennaio precedente, si ripete il 29 maggio con una magnitudo 5,8 e il 3 giugno con una nuova forte scossa da 5,1. In tutto sono sette i terremoti con magnitudo superiore a 5 e provocano complessivamente 27 morti e danni ingenti in tutta l’area.
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“IN GIAPPONE E IN CALIFORNIA CI SAREBBE STATA SOLO UN PO’ DI PAURA”


Il geologo Mario Tozzi attacca la politica di immobilismo e dice: "In un paese avanzato una scossa di magnitudo 6 non provoca crolli e vittime"
"Ormai abbiamo osservato che ogni 4 o 5 anni c'è un sisma che colpisce la dorsale appenninica.
Eppure gli amministratori non fanno prevenzione. Il risultato è che l'Italia è arretrata come il Medio Oriente: in un paese avanzato una scossa di magnitudo 6 non provoca crolli e vittime". Ne è convinto il geologo Mario Tozzi che attacca la politica colpevole, a sette anni dalla terremoto dell’Aquila, non essere intervenuta sulla prevenzione di disastri sismici di questa portata. Oggi i comuni più devastati: Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto." L'Italia è un territorio geologicamente giovane e perciò subisce queste scosse strutturali di assestamento. Non stiamo dicendo che i terremoti sono prevedibili", puntualizza Tozzi, "perché sappiamo che è una sciocchezza. Ma stupisce che in una zona sismica non si faccia quasi nulla per impedire che una scossa di magnitudo 6 possa addirittura far crollare un ospedale come è accaduto ad Amatrice". Secondo il geologo le istituzioni non possono cavarsela dicendo che i paesini del Centro Italia crollano più facilmente perché lì le case di antica costruzione. “Gli antichi – spiega Tozzi - sapevano costruire bene e basta pensare che a Santo Stefano di Sessanio, vicino l'Aquila, era crollata soltanto la torre perché restaurata con cemento armato, mentre a Cerreto Sannita nel Beneventano quasi tutto era rimasto intatto dopo il terremoto dell'Irpinia: non fu un caso, era stato costruito bene".
"In Giappone e in California con una scossa simile a quella di Amatrice c'è soltanto un po' di spavento ma non crolla nulla”, ribadisce Tozzi chiedendo che venga fatta quanto prima “una manutenzione antisismica di tutti gli edifici pubblici e privati”. Il geologo rimarca, infine, la necessità di cambiar passo, di smetterla di parlare di fatalismo e di, aumentare, invece, gli investimento contro il dissesto idrogeologico e per la prevenzione dei terremoti. “Siamo il paese europeo con numero record di frane e alluvioni, - conclude - siamo territorio sismico eppure per chi ci governa quando qualcosa succede è sempre una fatalità: bisognerebbe smetterla di pensare in questo modo e cominciare a ripensare seriamente al territorio".


mercoledì 24 agosto 2016

TASSE: IL TAGLIO DI RENZI E’ UN BLUFF


Le associazioni di categoria: "L’Istat certifica che sono salite". La minoranza Pd: "La politica dei bonus non dà risultati"

È guerra di cifre sulla diminuzione della pressione fiscale. Ieri il premier ha ribadito che il suo governo ha tagliato le tasse e che la diminuzione continuerà anche in futuro. Parole che però non convincono affatto le due associazioni Abusdef e Federconsumatori. «Gli annunci del Governo sulla riduzione della pressione fiscale, non suffragati dai dati reali ed ufficiali, non certo dei consumatori, ma dell'Istat e di altre fonti, secondo le quali ci sarebbero stati incrementi delle imposte nazionali di circa 29,3 miliardi al netto del bonus di 80 euro oltre a rappresentare mera propaganda, fanno indignare i cittadini che non notano l'asserita diminuzione della pressione fiscale (salvo rare eccezioni), con effetto boomerang su capacità di spesa e flebile ripresa economica, che ancora non si vede all'orizzonte nonostante la favorevole congiuntura dei tassi di interesse sul debito pubblico, il tasso di cambio euro/dollaro ed il costo del barile, che comincia a riprendere la corsa verso l'alto». Leggendo i dati Istat, hanno aggiunto, «la pressione fiscale, non è affatto diminuita, ma è aumentata come tutti gli altri indicatori economici pubblicati alla data del 31 dicembre 2015, mentre per i primi 6 mesi del 2016, fanno fede le entrate tributarie e contributive aumentate nel loro complesso rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente». E critiche sono arrivate anche dal leader della sinistra del Pd Roberto Speranza: «Il tema del fisco è molto serio e non si può affrontare con le caricature come in queste ore fa purtroppo il segretario del Pd nei confronti della sua minoranza interna. Meglio essere chiari. Per me se togli la tassa sulla prima casa anche ad un miliardario, come purtroppo abbiamo fatto, commetti un errore grave. È una scelta inutile perché non produce sviluppo ed iniqua perché finisce col dare di più a chi già ha di più. La stessa politica dei bonus non mi pare abbia prodotto grandissimi risultati». Piccata la replica di Matteo Renzi: «Autorevoli esponenti della minoranza del mio partito intervengono per dire che bisogna smetterla di ridurre le tasse. Perché una parte dei politici italiani pensa che ridurle sia un errore. Dunque noi stiamo riducendo le tasse. Per i cittadini le stiamo riducendo troppo poco invece per (alcuni?) politici le stiamo riducendo troppo. Non è fantastico? Quelli che per anni hanno parlato e comunque aumentato le tasse lasciamoli parlare ancora. Non disturbiamo i loro monologhi».
Leonardo Ventura



PD ROMAGNA FAENTINA. CONTINUEREMO AD ACCOGLIERE I RICHIEDENTI ASILO.



Siamo coscienti che la situazione attuale di accoglienza e sostegno ai richiedenti asilo, che scappano dalla fame, dalle persecuzione e dalla morte, crea in molti un sentimento di preoccupazione, avversione, finanche di rabbia. Siamo coscienti che questo sentimento si ingenera perché siamo chiamati ad aiutare persone in difficoltà in un momento in cui molti cittadini italiani vivono in una situazione di disagio. Crediamo però che se da un lato si dovrà fare di più per sostenere maggiormente i nostri concittadini che si trovano in difficoltà, dall'altro non possiamo permetterci di rinunciare alla nostra umanità. 
Siamo consapevoli che questa situazione non è più un'emergenza ma una realtà che dobbiamo affrontare ogni giorno. E lo stiamo facendo insieme, cercando e trovando soluzioni che tengano conto, oltre che dell'umanità e della solidarietà, che crediamo sia dovuta a persone che fuggono da Paesi dove la loro vita è in pericolo, anche della serenità delle nostre comunità, che per il Partito Democratico e per le Amministrazioni che governa è sempre la prima preoccupazione. I Comuni della Romagna Faentina, insieme all’ASP e agli operatori, hanno sempre dato una risposta efficace, seria ed efficiente ogni volta che è stato loro chiesto. É ora che lo facciano tutti. Non è più accettabile che alcuni Enti Locali ignorino le richieste dei prefetti, scegliendo di non accogliere i richiedenti asilo. Come diceva qualche giorno fa la Sindaca di Lampedusa, nel 2015 nel nostro Paese sono sbarcate 150.000 persone, se suddivise negli 8.000 Comuni italiani sarebbero circa 18 a Comune. Non è accettabile che qualcuno dica di no. Non è accettabile che qualcuno sfrutti politicamente il dolore di chi arriva in Italia per salvarsi la vita. Non è accettabile che qualche forza politica cavalchi la paura, come è successo con la trasmissione di qualche sera fa. Questi atteggiamenti non fanno altro che provocare frizioni in quei comuni più virtuosi e di buon senso, come i nostri, che invece scelgono di fare il proprio dovere anche a scapito della popolarità. Le nostre amministrazioni e le nostre comunità stanno facendo la loro parte, costruendo un modello che può funzionare e che il Partito Democratico della Romagna Faentina sostiene con forza. Collaborazione, solidarietà e responsabilità questo chiediamo a tutti. Concludiamo con un auspicio: una comunità come la nostra con oltre 80 mila abitanti, non può aver timore di meno di 300 persone che chiedono accoglienza. Dovremmo essere orgogliosi di noi, della nostra forza, della nostra capacità di aiutare.
Noi indietro non vogliamo tornare ma non vogliamo nemmeno più accettare i no di qualcun altro. Ognuno faccia la sua parte, noi continueremo a fare la nostra. PD della Romagna Faentina



martedì 23 agosto 2016

OH MARIA, SALVACI TU


Bei tempi quelli in cui la Madonna e i Papi non erano neutrali ma guerrieri
Alessandro Sallusti - Ne è passato del tempo e forse non è il caso di scomodare la storia, quella con la s maiuscola. Ma sta di fatto che l'ultimo, in ordine di tempo, atto di sottomissione della cristianità ha dell'incredibile. Al Meeting di Rimini, tempio laico del cattolicesimo targato Comunione e liberazione, in uno stand di una casa editrice molto vicina ai padroni di casa, hanno coperto con un telo la statua della Madonna per non offendere, irritare o provocare visitatori di religioni e sensibilità diverse. Dopo aver rinunciato in molti casi a celebrare il Natale, dopo aver coperto statue per non irritare capi di Stato musulmani, ora siamo a mettere il burka alla Madonna. Dico la Madonna - e qui viene automatico il parallelo storico - alla quale Papa Pio V intestò e dedicò la vittoria decisiva della flotta cristiana contro quella musulmana dell'impero ottomano. Era l'8 ottobre del 1571, la famosa battaglia di Lepanto, il giorno in cui l'Europa avrebbe potuto finire, se le cose fossero andate diversamente, sotto le leggi di Allah. Da quell'anno, l'8 ottobre il calendario cristiano ricorda la «Madonna del Rosario», grazie alla cui protezione i musulmani furono rispediti a casa loro. Se oggi siamo quello che siamo, se la successiva Rivoluzione francese ci ha poi reso definitivamente e irreversibilmente uomini liberi lo dobbiamo a quella battaglia e, per chi ci crede, a quelle preghiere.
Bei tempi quelli in cui la Madonna e i Papi non erano neutrali ma guerrieri. Tristi i tempi in cui i cattolici censurano la propria iconografia. Dicono per rispetto, in realtà è solo per paura, quella che santi e martiri non hanno avuto, altrimenti Comunione e liberazione sarebbe al massimo il nome di una bocciofila di un quartiere islamico. Non mi permetto di interpretare il pensiero del fondatore, don Luigi Giussani, ma per quel poco che l'ho conosciuto sarebbe andato personalmente a strappare quel velo e a redarguire, probabilmente in dialetto brianzolo, gli autori della censura blasfema.
Invece che aiutare le donne islamiche a liberarsi dalla costrizione dei veli copriamo la nostra donna per antonomasia. In linea con quanto predica il nostro capo dello Stato Sergio Mattarella, che proprio dal pulpito del Meeting di Rimini, ci ha invitato a non fare battaglie ma ad accogliere senza se e senza ma. Verrebbe laicamente da dire, oh Madonna, salvaci tu



IL NUOVO NORMALE E’ LA RANA BOLLITA ITALIANA


Da noi usano la tecnica della “rana bollita”, poco alla volta, piano piano, dandoci il tempo di abituarci alla piccola novità che, però, insieme a mille altre piccole novità hanno stravolto la nostra vita senza strappi, e noi nemmeno ricordiamo più cosa significhi essere liberi.
Così, ad esempio, mentre resiste il mantra della buona sanità lombarda, ormai paghi ticket che costano come la visita e se vuoi farla (la visita) prima di andare in metastasi te la paghi pure, nonostante hai già pagato il costo del servizio sanitario nazionale con la tassazione del tuo reddito. Ma a questo ci siamo abituati poco alla volta ed ora è normale.
Oppure, sempre per esempio, quando qualcuno dell’Agenzia delle Entrate viene nella tua azienda e dice che non hai pagato qualcosa in base ad una legge le cui norme applicative sono state ribaltate già tre volte dal TAR, e (l’Agenzia delle entrate) nemmeno si preoccupa di notificarti cosa ha riscontrato a riprova della contestazione. E così sta a te dimostrare che non hai evaso nulla pagando un professionista per arrampicarsi sul muro delle norme per vedere se in cima c’è qualcosa a tuo favore, altrimenti patteggierà qualcosa convincendoti che è il male minore. Anche questo è il nuovo normale.
E ancora, per fare altri esempi, la politica . C’è l’abitudine a cambiare governo, primo ministro e maggioranze senza che nessuno li abbia mai votati. La prima volta era per una questione di emergenza, la seconda perché è andata bene la prima.. la terza invece.. boh… perché ancora stiamo qui a contarle? Ormai anche questa prassi è il nuovo normale. Poi c’è il comune che disattende la legge che dispone che si può imporre il pagamento del parcheggio ma che bisogna prevedere anche un adeguato numero di parcheggi liberi e che non può essere a pagamento un parcheggio che occupa la sede stradale,  o ancora che il mancato pagamento del parcheggio non dà luogo ad una sanzione ma al recupero del dovuto come qualsiasi mancato pagamento di un servizio (che non è una infrazione a nessun codice).

CAPALBIO NOBILI AMBIENTALISTI, BOIARDI DI STATO E INTELLETTUALI EX COMUNISTI NON VOGLIONO I PROFUGHI. MICA SIAMO METALMECCANICI!


E’ il calloso egoismo che ormai nemmeno fingono di nascondere sotto  una qualunque maschera di “socialità” e “democrazia”. Per loro essere di sinistra è aver votato la legge Cirinnà,  sono progressiste le nozze gay e l’utero  in affitto per il finocchione pugliese miliardario di Stato, mica  i problemi  della disoccupazione alle stelle, le infrastrutture arretrate,  la  magistratura arbitraria loro alleata… Difendono i loro emolumenti indebiti, scandalosi, senza alcuna vergogna:   “Non siamo mica metalmeccanici!”, ha esclamato giorni fa il deputato  Angelo Sannicandro  a difesa delle indennità milionarie del parlamento più costoso del mondo.
“Mica siamo metalmeccanici!” –   è lo slogan perfetto per questa oligarchia di parassiti.
“Mica siamo metalmeccanici!” è in vario modo il concetto espresso dai 3 milioni di statali   e pubblici fancazzisti che esigono, pretendono, l’aumento perché “i  nostri stipendi sono fermi da sette anni!”.   Sanno da quanto sono fermi i salari del settore privato?  Quando poi ci sono, perché  sono ormai milioni i privati snza lavoro. Sanno che l’Italia è in crisi economica profondissima , irreversibile, che il prodotto interno loro è calato, che sono scomparse il 25% delle imprese – ma a loro, non gliene frega niente. Vogliono l’aumento. Non intendono condividere alcuno dei sacrifici che la Nazione sta accettando (idiota!) da otto anni; loro, “mica sono metalmeccanici!”. Lo stesso dicasi per gli insegnanti che si rifiutano di “andare al Nord”: a coprire cattedre: “Ci deportano!”.  Cosa fare? Vorrebbero che  fossero gli scolari ad essere deportati al Sud, vicino a casa loro.
Questa è l’oligarchia sfruttatrice.



venerdì 19 agosto 2016

A RENZI E’ ANDATO DI TRAVERSO IL PIL

I dati deludenti sulla crescita (zero nel secondo trimestre) aprono scenari agghiaccianti, per il 2017 potrebbe servire una manovra da 25-30 miliardi (come sostiene da tempo Renato Brunetta. Lo staff di Padoan minimizza, ma con questi dati il deficit schizzerà al 2,9% già quest’anno.

AGOSTO 2014. RENZI E BOSCHI E COMPAGNIA ERANO PROTAGONISTI ASSOLUTI DELL’ESTATE. ORA TUTTI NASCOSTI MA AL FRATELLO DELLA MINISTRA BOSCHI INCARICO “ROSSO” DA 150MILA EURO

Al fratello della ministra Boschi incarico “rosso” da 150 mila euro

L’irresistibile ascesa del secondogenito. Commercialista 33enne, Emanuele ha avuto una ricca consulenza dal colosso cooperativo Ccc . E due. Dopo il lavoro offerto all’ingegnere Pier Francesco Boschi, 28 anni, da parte della Cmc di Ravenna ecco un’altra grande cooperativa rossa che sceglie tra tanti commercialisti proprio Emanuele Boschi, 33 anni, per seguire la ristrutturazione societaria più delicata della sua storia. Boschi jr (la sorella ministro ha due anni in più) ha ricevuto un incarico.

giovedì 18 agosto 2016

FUSIONI FRA I COMUNI: GIUSTE RIFLESSIONI DEL SINDACO DI CASOLA


CASOLA VALSENIO. «Allo stato attuale e con le condizioni esistenti oggi quella della fusione amministrativa tra comuni non è una priorità in agenda a Casola Valsenio. Chiaro che quello che sta succedendo a valle, precisamente a Castel Bolognese e Solarolo, ci interessa e ci incuriosisee. Vediamo cosa emerge dal documento di fattibilità che si sta preparando». Non si sbilancia o lascia trasparire particolari intenzioni 11 primo cittadino di Casola Valsenio, Nicola Iseppi, a proposito delle ventilate fusioni di cui tanto si sta parlando in queste settimane. Un argomento politico, ma non solo, che è tanto d'attualità quanto spinoso. Campanili e difesa delle proprie identità storiche, amministrative, economiche e socio-culturali non sono di certo messe in discussione da un 'eventuale fustone fra le diverse realtà. «Non è questo il motivo che ci porta a non prendere in considerazione questo progetto - aggiunge Iseppi -. Penso che oggi non ci siano ancora le condizioni complessive ma non vuoi certo dire che non ci saranno mai». Cioè Casola non è detto che continuerà a "correre da sola", ma allo stesso tempo non sembra avere nemmeno così tanta fretta di creare tandem con realtà vicine. «Sappiamo che di risorse la Regione su questo capitolo ne sta mettendo tante. Però non deve essere questo l'unico motivo stimolatore di passaggi così importanti. Per quanto riguarda Castel Bolognese e Solarolo - spiega il sindaco appaiono evidenti le similitudini e le vicinanze. Il documento credo le porterà ulteriormente alla luce. Un passaggio di fusione mi sembra quindi non una cosa così staaordmaria o fuori dagli schemi politico-amministativi per i territori».  Se mai fusione dovrà esserci, anche per Casola Valsenio Iseppi ipotizza alcuni scenari. «Per conformità credo che Casola Valsenio possa guardare alla vicina Riolo Terme. E sicuramente la strada più facile e semplice. Ma guardiamo oltre la dimensìone territoriale e di vallata anche con Brisighella (basti pensare all'esperienza della Comunita montana deU'Appennino faentino prima e all'Unione della Romagna faentina oggi, una fusione potrebbe essere presa in considerazione. Sono ipotesi che lancio ora - tiene a sottolineare il primo cittadino - ma non ci sono ragionamenti operativi in essere. Stiama a guardare cosa succede nella bassa valle del Senio». Intanto l'approcciò amministrativo, ad avviso del sindaco casolano, «deve proseguire con determinazione nell'Unione. Entro un paio di anni tutti i servizi funzioni saranno in capo a questo ente di secondo livello. Uno strumento che dovrà e potrà fare bene all'intero territorio e che non è non sarà in discussione nel futuro nemmeno con fusioni in atto o realizzate», (r.i.)

martedì 16 agosto 2016

L’ESTATE A PERCORSO NETTO DI STEFANO PARISI, MA CHE PRIMARIE…

Autunno potrebbe essere usato utilmente per organizzare una grande consultazione della base e dei dirigenti, di tutti i partiti, chiamiamole primarie o come vogliamo, nomi e modalità  interessano poco, dove chi vuole può presentarsi con la sua squadra e soprattutto col proprio programma politico. Così da vedere davvero cosa vuole il popolo del centro destra». Berlusconi non è d'accordo su questa singolar tenzone.. «Sulle" primarie” si discuterà. Finora non sono state un bei modello a giudicare da Renzi e lo stato di salute del suo Pd. Le primarie sono cieche sorde e mute: mi sembrano divisive e un po' ammuffite». Come sempre accade, i dibattiti di mezza estate non sono solo intrattenimento per i villeggianti ma l'antipasto di ciò che sarà. Si misurano le parole, si studiano le mosse, osservano le reazioni, costruiscono alleanze. Silvio Berlusconi osserva e ascolta da villa Certosa, apparentemente distaccato ma in realtà assai interessato. Che se la giochino, i suoi, poi a settembre si tireranno le somme, giusto alla vigilia degli scossoni - referendum e conti pubblici - che potrebbero fare traballare Matteo Renzi e il suo governo. Ma a metà di questa corsa oratoria estiva qualche indicazione già emerge. Chi pensava o sperava che Stefano Parisi, indicato da Berlusconi come riorganizzatore e possibile uomo nuovo del partito, inciampasse in uno dei tanti trabocchetti disseminati sulla strada della politica (ambiente per lui non naturale) deve ricredersi. Il suo, al momento, è stato un percorso netto nonostante stia giocando praticamente solo contro tutti. Sta andando diritto e veloce verso l'appuntamento di metà settembre nel quale metterà tutte le carte in tavola. Per ora dissemina di giorno in giorno indizi su cosa ha in testa ma non prove che lo incastrino a scelte obbligate. Tesse con pazienza la sua tela, soprattutto fuori dall'oligarchia del partito (dove piace assai) senza rispondere alle ormai quotidiane provocazioni di chi mal vede la sua ascesa, primo fra tutti quelle di Giovanni Toti, il governatore della Liguria che non ha mai nascosto le sue ambizioni di leadership e che sta facendo da capofila al variegato mondo del «no Parisi». Sostiene Parisi, mai smentito, di avere un quotidiano confronto sullo stato di avanzamento dei lavori di rifondazione di Forza Italia con Silvio Berlusconi. Il che aumenta il nervosismo degli avversari interni ma allo stesso tempo aumenta il livello di attenzione e di rispetto dei possibili alleati, che poi sono quelli storici (Lega e Fratelli d'Italia) più i centristi di Alfano delusi (e fregati) dall'abbraccio mortale della sinistra. Chiedersi ora come finirà è presto, ma certo è che se Parisi arriverà in fondo all'estate con questo stato di forma, be', voglio proprio vedere come sarà possibile non confermargli il mandato di essere il nuovo punto di riferimento del centrodestra. Poco importa con che titoli o galloni.

sabato 13 agosto 2016

BUON FERRAGOSTO 2016: STELLE CADENTI COME IL PIL E L’ITALIA


Le stelle cadenti foto tratto dal sito face book di Pier Luigi Raccagni

MATTEO RENZI LA SUA INAUDITA IPOCRISIA E VILTA’


Riceviamo dal dott. Alessandro Mazzerelli leader del M.A.T. e ospitiamo l’articolo che segue:
Il sedicente “cattolico” Matteo Renzi , nel promuovere e far approvare il “diritto” al matrimonio fra pederasti e lesbiche, ha affermato che nel raggiungere la Presidenza del Consiglio – senza essere stato eletto da nessuno – ha “giurato fedeltà alla Costituzione e non sul Vangelo”. E’ vero. Ma il grande ipocrita e tanto, tanto altro… dimentica, per opportunismo e viltà, che è stato Battezzato, Comunicato e Cresimato, che è stato un dirigente degli Scout cattolici, che ha fatto tutta la carriera politica in nome del cattolicesimo. Infatti prima è stato un demo”cristiano”1 , come suo padre, poi un “pipino” , cioè un militante del Partito Popolare, che, nel nome, è alle origini della democrazia “cristiana” . Poi è stato un esponente del cattocomunismo della “Margherita”. Poi ha dato tutto se stesso all’ipocrisia “buonista” dell’ex PCI, il quale accorgendosi di non poter più coprire la sua squallida identità – (“ Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male… “ Don Milani 1966) – ha avuto bisogno di squallidi personaggi come lui. E lui – “apprendista massone” come ha detto il Gran Maestro Gioele Magaldi, ma io credo che sia qualcosa di più – ha scoperto di essere un “rottamatore” . Quindi rottamando soltanto i suoi avversari, per poi favorire i suoi “clienti”, sempre da “cattocomunista” ha raggiunto il potere, tradendo definitivamente le sue apparenti origini “cattoliche”. Questa è la VERITA’ , ma la sua “storia” non può che concludersi con le stupende e chiarissime parole del Profeta, a cui giurai, nell’ormai lontanissimo 1966, assoluta fedeltà e che a Matteo Renzi perfettamente si addicono: “ … qualcuno finalmente si accorgerà che la gestione del potere da parte di certi cattolici, non vuol dire che sono salvaguardati i valori della civiltà cristiana… La gestione degli interessi delle classi benestanti,2 porta prima o poi tutto un popolo a prostituirsi alla loro etica, di cui il divorzio, l’infedeltà coniugale, la droga, l’aborto, la sopraffazione economica e politica del prossimo, sono gli aspetti più qualificanti… Sarà quello il momento giusto in cui si dovrà proclamare senza indugi la nostra tesi. Ma non farti illusioni, prima che le masse si accorgano che abbiamo ragione scorrerà molto sangue e sia la degenerazione morale che quella politica arriveranno a livelli di incredibile bassezza. “ Firenze, 10 agosto 2016 Alessandro Mazzerelli

PROVINCIA RAVENNA: INSEDIATO IL NUOVO CONSIGLIO, LE BUGIE DI RENZI, COME ACCADRA’ CON LA FINTA ELIMINAZIONE DEL SENATO!



In seguito all'esito delle elezioni del 3 agosto scorso, nella mattinata di ieri 12 agosto alla presenza del neo presidente della Provincia Michele De Pascale si è insediato il nuovo consiglio provinciale. «La Provincia ha un futuro incerto e un passato glorioso - ha esordito De Pascale - dobbiamo lavorare perché il suo presente sia di valore e all'altezza delle aspettative dei cittadini. La presenza non scontata di quattro sindaci su dodici consiglieri è il segno dell'assunzione di un forte senso di responsabilità. Siamo determinati a esercitare le funzioni rimaste in capo all'ente in un'ottica di coordinamento e valorizzazione del territorio». Ha poi preso la parola Orlano Casadiounico rappresentante delle opposizioni Forza Italia: «Come già in passato, la Provincia può svolgere un ruolo fondamentale di raccordo tra le realtà territoriali. Auspico però che i sindaci eletti mantengano separati e distinti il proprio ruolo di primo cittadino da quello di consigliere». Gianfranco Spadoni – ex opposizione ora maggioranza - ha sottolineato che il consiglio dovrà fare i conti con «il fragile nesso tra esercizio delle funzioni e risorse occorrenti, situazione che potrebbe compromettere seriamente lo svolgimento dell'attività ordinaria». Per Giovanni Malpezzi «sarà necessaria una lunga opera di ingegneria istituzionale se il referendum costituzionale avrà l'esito sperato; intanto la Provincia potrà svolgere un ruolo di coordinamento politico fra i Comuni e le amministrazioni su sanità, rifiuti e trasporto pubblico».

giovedì 11 agosto 2016

REFERENDUM COSTITUZIONALE “ LE FIRME RACCOLTE NON SERVIVANO, IL PD INCASSA 500MILA!

Parte il conto alla rovescia per decidere quando gli elettori saranno chiamati alle urne: sarà una domenica compresa tra il 50°e il 70° giorno successivo al decreto di indizione. In arrivo rimborso di per il "Comitato per il sì" che ha raccolto le sottoscrizioni dei cittadini, non necessarie visto che la consultazione era già stata richiesta da 1/5 dei parlamentari. La Suprema Corte aveva tempo per pronunciarsi fino al 15 agosto, ma ha anticipato i tempi e non ha utilizzato tutti i 30 giorni disponibili dalla presentazione delle firme, avvenuta il 14 luglio. Si noti che il referendum si sarebbe svolto comunque, visto che ne avevano fatto richiesta un quinto dei parlamentari. La raccolta di sottoscrizioni presso i cittadini è stata un di più, grazie al quale il Comitato per il Sì otterrà un rimborso di 500mila euro: 1 euro per ogni firma valida.

lunedì 8 agosto 2016

IL MONDO E’ MINACCIATO DALL’ISIS, MA RENZI VA 6 GIORNI A RIO


Fuori c’è la guerra ed è come danzare sulla paura. Gli aerei americani decollano dalla nave d’assalto anfibia Uss Wasp e su Sirte, roccaforte libica dell’Isis, e bombardano. Si andrà avanti almeno per un mese. I prossimi raid potrebbero partire da Sigonella o da altri base italiane. Non saremo più spettatori. L’equilibrio, ovunque, è un miraggio. L’Isis ha portato la guerra nelle città, nella vita quotidiana, dove mangi, fai festa, riempì la busta della spesa, passeggi, respiri. Le certezze geopolitiche sono finite, il caso Turchia tiene in allarme tutti, conErdogan che intanto bestemmia contro Roma. Ecco, la Rio a cinque cerchi, sotto un governo brasiliano senza più autorità e dignità, prega che il mondo davvero resti fuori. In questa terra de bagunça, questa terra del caos, è arrivato sorridente Matteo Renzi, con moglie e figli. Non dite che è una vacanza, ma ci assomiglia. È il primo viaggio con il suo nuovo aereo in stileAir Force One. Come Obama, solo che qui Obama non c’è e non ci sarà. Manda John Kerry, segretario di Stato come rappresentanza. L’equivalente italiano, Paolo Gentiloni, deve averci provato, ma Matteo gli avrà detto: scordatelo. Eccolo qui, allora. Ma questi sei giorni di Renzi a Rio stanno diventando un po’ un caso. È l’unico premier che ha staccato in una situazione così delicata. E l’immagine è di chi non ha voluto perdersi l’occasione di un viaggio organizzato con famiglia alle olimpiadi. Con l’aereo nuovo, per farsi i selfie con le medaglie d’oro, per portare fortuna, per lasciarsi alle spalle la noia politica di Roma.

venerdì 5 agosto 2016

PROVINCIA RAVENNA ELEZIONE NUOVO CONSIGLIO PROVINCIALE – ELEZIONI DI 2^ GRADO – AFFLUENZA VOTO 74% - ELETTO PRESIDENTE IL SINDACO DI RAVENNA E 11 CONSIGLIERE PER LA MINORANZA ORIANO CASADIO UN SOL OCONSIGLIERE- BUGIE DI RENZI LE PROVINCE CI SONO ANCORA……




LISTA 1 -
INSIEME PER LA PROVINCIA DI RAVENNA. DE PASCALEELETTO  PRESDIENTE. Michele de Pascale 64.496I  avente denominazione INSIEME PER LA PROVINCIA
PRESIDENTE; 1 RANALLI DAVIDE, 2 COFFARI LUCA, 3 MINGOZZI GIANNANTONIO, 4 SPADONI GIANGRANCO; 5 CAMPIDELLI FIORENZA; 6 PERINI DANIELE, 7 PULA PAOLA, 8 MALPEZZI GIOVANNI, 9 ROSSETTI ANGELA; 10 MARTINEZ MARIA LUISA; 11 STROCCHI PATRIZIA,
per la lista n. 2 avente denominazione RAVENNA PER LA ROMAGNA alla quale
spettano seggi n. 1 il Sigg. N. 1 CASADIO ORIANO



martedì 2 agosto 2016

SODDISFAZIONE MEETING “UNITI SI VINCE” A MARRADI, BRUNETTA , BERNINI, MUGNAI,


Grande soddisfazione per i dirigenti di Azzurri '94 e di Forza Italia Marradi, per lo straordinario successo del meeting dei berlusconiani dal titolo significativo “ Uniti si vince”. Oltre 100 partecipanti si sono dati appuntamento venerdì 29 luglio scorso  alla Palazzina per la XVI^ convention dell’associazione fondata da Rodolfo Ridolfi nel novembre del 2012. Quella di Marradi è stata come sempre la più rilevante manifestazione di Forza Italia in Provincia di Firenze e nel Mugello, con  dirigenti eletti e militanti azzurri  della Toscana e dell’Emilia- Romagna. A far gli onori di casa, Mauro Ridolfi capogruppo F.I. nell’unione dei Comuni del Mugello che ha lanciato il Progetto a guida azzurra per il ritorno del centro destra allargato alle realtà civiche al governo del Comune di Marradi nel 2018.  Silva Gurioli, responsabile del Mugello e della politica internazionale ha sottolineato nel suo intervento come: “L'immigrazione, la crisi economica, la Brexit, la povertà in ascesa, la guerra sussultoria dell'Isis sono i problemi che devono essere affrontati da Forza Italia per ridare fiducia ai nostri elettori ed una nuova spinta per la riorganizzazione del Partito”.  Momenti centrali della manifestazione gli interventi telefonici del presidente del gruppo parlamentare azzurro  Renato Brunetta, che  ha detto fra l’altro: “I prossimi mesi saranno decisivi, ci sara' da combattere e da vincere la battaglia piu' importante, la battaglia della vita: quella del referendum costituzionale, quella per il 'no' alla 'schiforma' Renzi-Boschi, quella per mandare a casa un premier mai eletto dai cittadini". Intere Regioni, Province e Comuni si stanno mobilitando con entusiasmo per il 'no' a questa assurda e inaccettabile riforma. Quella che stiamo conducendo tutti insieme, con passione, e' una battaglia per la democrazia. Arriveremo sicuramente alla vittoria, ma questa e' una vittoria che dobbiamo conquistare sui territori, tra la nostra