lunedì 3 novembre 2014

SI VA ALLE ELEZIONI PERCHE’ VASCO ERRANI E’ STATO CONDANNATO ED IN QUESTA VICENDA NON VI SONO EROI


Il pensiero di Raffaella Ridolfi, candidata al Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna, è intervenuta a Ravenna alla Manifestazione di Forza Italia
Alla presenza dell’on Massimo Palmizio Presidente Regionale di Forza Italia e Alessandro Cattaneo della Presidenza Nazionale del partito, la Ridolfi ha detto fra l’altro: “Il 23 novembre andiamo a votare per responsabilità tutte del Pd, travolto dallo scandalo della Coop Terremerse dal quale è scaturita la condanna in primo grado per Vasco Errani e suo fratello Giovanni Presidente all’epoca dei fatti della Coop in questione che ha beneficiato di un contributo regionale di un milione di euro".
"La condanna e le dimissioni di Errani nascono dall’aver questo presentato in merito alla vicenda una memoria: “redatta con contenuto volutamente omissivo e fuorviante" in modo da fornire una falsa rappresentazione della regolarità delle procedure seguite per attribuire il contributo alla cooperativa al fine di natura politica di non alienare consensi nell'operato dell'amministrazione regionale e del suo presidente". In questa vicenda non ci sono degli eroi o uomini di partito degni di andare al Governo dell’Italia, in questa vicenda finalmente si fa finalmente luce su quel sistema di intreccio politico ed economico che vizia la democrazia di questa Regione e crea disuguaglianza ed iniquità per tanti cittadini. Il PD ripropone un candidato allevato nel pollaio di partito di Modena, in cerca da diverso tempo di una nuova poltrona da occupare essendosi reso disponibile nella primavera scorsa a presentarsi anche come Sindaco della sua città. Un candidato che non ha certo brillato e si è distinto nella sua opera politica nei banchi della Regione Emilia-Romagna nella scorsa legislatura. Non un uomo nuovo ma la pura espressione dell’arrogante apparato Pd, come dimostrato dal clamoroso flop delle primarie. Gli elettori hanno il potere e l’occasione di rottamare dopo quarantaquattro anni di ininterrotta egemonia questo regime, che con Bonaccini continuerebbe a produrre la solita politica che i giudici hanno definito: “di attenzione per non alienare consensi nell'operato dell'amministrazione regionale e del suo presidente" penalizzando i cittadini, le famiglie e le imprese che vivono fuori dal “magico cerchio rosso”.

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