giovedì 28 aprile 2016

PROVINCIA DI RAVENNA RENDICONTO 2015, CONSUNTIVO NEGATIVO DI 5 ANNI DI GOVERNO


Il consiglio provinciale di Ravenna ha approvato ieri il rendiconto di gestione del 2015 ma è anche l’ultimo. Il presidente Casadio e soci di sinistra in questi cinque anni non hanno lasciato un segno tangibile di quanto,  ancora peggio, della precedente giunta Giangrandi. Un segno negativo certo lo lasciano con l’aumento delle multe agli automobilisti, nel 2014 302mila euro corrispondente a un aumento del 185% al 2012, sino a arrivare al 2015 con un aumento, rispetto al 2014, dell’1.457 % con ben 4,700milioni euro, di cui 3.977.347 già incassati, come attestano i Revisori dei conti!!!!
Ancora più grave lo scandalo STEPRA, per nuove aree industriali con oltre 30milioni di debiti scaricati alle banche, (tolgono denaro alle imprese) insieme alla Camera di commercio ma nessuno è responsabile. La politica urbanistica ha portato all’aumento della cementificazione e mancanza d’infrastrutture. Realizzare (nel tempo) un nuovo Casello dell’A14 a Castelbolognese, con altri 100 ettari di  aree produttive, ma non ha risolto il nodo della circonvallazione portando nuovo traffico nel centro storico. Si doveva utilizzare un intervento minimo con modica spesa a monte di Castelbolognese utilizzando in parte la viabilità esistente. E' mancata la lotta per l’E55, il porto di Ravenna e la liberalizzazione del traffico di Bagnacavallo (passaggio livello), arrivando ora a uno svincolo sull’autostrada dopo l’inutile strada parallela dal costo proibitivo. Siamo la peggiore provincia dell’Emilia-Romagna per il numero gli incidenti stradali. (10,8 per 100mila 37 morti)
Nei settori di competenza come le scuole nell’ultimo periodo hanno risolto il problema dell’ascensore al liceo di Ravenna e dell’Istituto Ballardini carente nelle fondazioni e struttura del tetto! Per cinque anni gli interventi sono stati modestissimi. In compenso in passato sono stati sperperati fondi per l’acquisto del Palazzo Mazzolani (ISIA a Faenza),  il liceo scientifico di Ravenna (inutilizzato) per oltre 4milioni senza decidere nulla per recuperare gli euro spesi per altri lavori!
A conclusione, nonostante le “balle” di Renzi la Provincia rimane, l’unico risparmio, le spese per le elezioni democratiche dei consiglieri, sostituiti con nominati da consiglieri comunali (avverrà dopo le elezioni in comune a Ravenna). Nominati come i senatori con l’orrenda riforma costituzionale.
La riduzione notevole dei fondi (per scuole e strade) sono servite e servono a Renzi per pagare gli “80 euro” a una parte dei lavoratori privati.
            Renzi ha fatto  come il Duce (circolare 31 agosto 1939) impose alle Province il divieto assoluto di realizzare, per cinque anni, opere pubbliche straordinarie e di contrarre mutui per strade e scuole!!!!

 Forza Italia ha espresso un giudizio negativo sul consuntivo 2015 e di cinque anni di Giunta Casadio, con un auspicio di una vera modifica “costituzionale”  e eliminando le Regioni…….   Consigliere Gruppo Forza Italia Vincenzo Galassini

martedì 26 aprile 2016

FANTASMI A RIOLO TERME E FOGNANO?


MEMORIA ALL’ ITALIANA: ECCO TUTTI I SOLDI AI NUOVI PARTIGIANI


Gli esborsi alle 179 associazioni di reduci, rifinanziati dal Governo Fondi anche ai «garibaldini» che combatterono dal ’43 al ’45 in Jugoglavia

Centosettantanove sfumature di partigiano. E il Governo le finanzia tutte: dai reduci garibaldini agli antifascisti. Ecco le associazioni che lo Stato foraggia e di cui si sente parlare solo il 25 Aprile. Anpi, Anvrg, Aicvas, Anvcg, Aned, Anppia, solo per citarne alcune. Con molta probabilità solo gli iscritti, vedendo queste sigle, sapranno riconoscere le associazioni di cui stiamo parlando: "Associazione Nazionale Partigiani Italiani", "Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti", "Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra", "Associazione Nazionale Ex Deportati", "Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti". C’è chi strabuzzerà gli occhi quando leggerà che il primo acronimo sta per "Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini". Ovviamente non si tratta di un’associazione di mummie del 1861, bensì dei reduci della divisione italiana in trincea dal ’43 al ’45 con i partigiani in Jugoslavia. I suddetti acronimi appartengono all’immensa galassia delle associazioni combattentistiche che godono di stanziamenti pubblici annuali predisposti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dai ministeri della Difesa, dell’Interno e dell’Economia. La crisi non tocca le tante associazioni rosse che possono dormire sonni tranquilli. A mettere in cassaforte il tesoretto ci ha pensato lo Stato inserendole nella legge di stabilità del 2014: «Per il sostegno delle attività di promozione sociale e di tutela degli associati svolte dalle Associazioni combattentistiche - si legge nel testo - è autorizzata la spesa di euro 1.000.000 annui per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016». E stiamo parlando solo di quelle sottoposte alla vigilanza della Difesa. Al milione di euro stanziato da questo ministero, infatti, se ne aggiungono altri due disposti dal Viminale di concerto con il ministero dell’Economia. Totale: tre milioni di euro circa per sostenere associazioni combattentistiche e d’arma. Nella maggior parte dei casi non si tratta di cifre stellari.

ENERGIA ELETTRICA DALLA CINA


Ormai la notizia non è più un segreto e, dalla Cina all'Australia (ultima fonte) è palese: la Cina si prepara ad esportare energia elettrica verso l'Europa. Contravvenendo agli ipocriti accordi presi con il COP21 continuano a costruire centrali a carbone e saranno nella condizione di godere di un eccesso di generazione a breve. Contestualmente, in Germania 6.9 milioni di persone vivono in una condizione di povertà energetica e sono costrette a spendere oltre il 10% del proprio reddito per pagare l'energia a causa delle sovvenzioni per le energie rinnovabili. Lo scorso anno 350 mila famiglie sono state scollegate dalla rete e 800 mila soffrono gravi difficoltà per pagare la bolletta, mentre industrie come la BASF, la BMW ed SGL Carbon hanno trasferito le proprie attività negli Stati Uniti ove l'ampia disponibilità di gas naturale (permessa dal fracking) e del nucleare (entrambi ancora per poco) permettono di accedere all'energia elettrica a costi irrisori. La Cina afferma che l'energia eolica è una sciocchezza inutilmente costosa e preferisce investire nella generazione di energia nucleare (in costruzione da 8 a 10 centrali l'anno da qui al 2030), gas (in costruzione almeno 10 centrali al mese) e carbone (in costruzione 2 centrali al giorno). https://stopthesethings.com/…/china-wont-waste-its-time-on…/
Così la Cina è pronta ad approfittare del danno auto-inflitto dalle potenze occidentali e sponsorizzato dall'ONU per fornire loro ciò che oggi loro non hanno o lo hanno a costi eccessivi. Contestualmente l'Australia, dopo le elezioni e la perdita del premier Abbott è tornata ad investire (e bruciare) ingenti capitali con le energie rinnovabili, adesso anche attraverso l'accumulo di energia. Appena 100 famiglie per un progetto pilota, saranno sovvenzionate dallo Stato a spese della comunità intera per "ridurre gli impatti" dell'inquinamento ambientale, in misura del tutto effimera (l'Australia ha autorizzato nuove miniere a carbone) e del tutto marginale rispetto al resto del mondo, il 2%.


domenica 24 aprile 2016

PARCO DELLA VENA DEL GESSO: IL TAR BOCCIA LE RICHIESTE DEGLI AGRICOLTORI


Imola. Dopo circa 10 anni si è chiusa definitivamente in questi giorni la vertenza legale sulla costituzione dell'Ente Parco della Vena dei Gessi Romagnolo iniziata con una causa avviata dalla Cia di Imola insieme alla Confagricoltura di Bologna. “Il 29 febbraio il Tar dell'Emilia Romagna - precisa il presidente della Cia Giordano Zambrini - ha totalmente respinto il ricorso che avevamo presentato ritenendo che non fosse stata assicurata la giusta rappresentanza degli agricoltori negli organi di gestione dell'Ente del Parco di casa sulle colline romagnole. Il Tar ha ritenuto infondate le nostre tesi giudicandole una forzatura alle norme di legge in materia di composizione degli organi. La storia legale ha preso avvio, come noto, all'atto di costituzione del parco pubblico su un terreno di proprietà di privati, in maggior parte agricoltori ed è proseguita quando gli stessi agricoltori chiedevano la possibilità di avere una presenza adeguata nel consiglio di amministrazione dell'Ente Parco. Nel corso degli anni gli stessi agricoltori, dopo aver contrastato in varie occasioni la nascita del Parco, hanno richiesto fortemente il coinvolgimento sindacale delle organizzazioni agricole. Oggi alla luce di questo risultato, le stesse organizzazioni hanno deciso di chiudere definitivamente la vertenza legale, rimane l'impegno di vigilare sul comportamento dell'Ente Parco”.

LIBERAZIONE: MERITO DEGLI ALLEATI



Ennesima celebrazione del 25 aprile. Peccato che il mito della liberazione dell'Italia da parte  dei partigiani rossi, altro non sia che una delle tante leggende  metropolitane mantenute vive  dai camaleonti nipotini di Marx per ottenere consensi, plausi, voti e gloria. Se l'Italia è rimasta un paese libero, lo si deve in primis all'intervento degli alleati, in infima parte ai partigiani, ma soprattutto alle "circostanze fortuite" della storia. Se la spartizione del bottino di guerra di Yalta avesse deciso diversamente, anche  l’ Italia avrebbe subito la  medesima infausta sorte dell'Europa dell'est. I partigiani  rossi, non è un mistero, avrebbero preferito che l'Italia  cadesse sotto le grinfie dell'URSS. Dovettero  accontentarsi dell'annessione  dell'Istria e della Dalmazia da  parte dei colleghi partigiani rossi titini.  Per fortuna, il fato, o più probabilmente la mano di  Dio, decise altrimenti. Circa  l'operato dei "liberatori" a  guerra finita, basti leggere i libri di Gianpaolo Pansa per avere  una pallida idea di quali  efferatezze furono capaci. Non  solo ammazzarono per odio o  vendetta, centinaia di colleghi  di brigata "bianchi " o non filo a sovietici, ma anche migliaia di  inermi civili e sacerdoti. Se non  si vuole subire all'infinito i  revisionismi storici imposti dai nostalgici dell'Unione Sovietica, si abolisca una volta per tutte l'inutile farsa del 25 aprile. Gianni Toffali

I DATI DELL’INVASIONE: 300.000 CLANDESTINI DAL 2014 3 MILIARDI E MEZZO DI SPESA/ANNO PER MANTENERLI, 300.000 IN ARRIVO.


Ormai oltre la meta’ della spesa che l’Italia sostiene per affrontare l'”emergenza profughi” riguarda le spese di “accoglienza” di migranti che tutto sono meno che profughi, spesa che nel 2015 ha raggiunto quota 51,2% del totale e nel 2016, secondo le stime pubblicate sul Def (approvato dieci giorni fa dal governo Renzi), arriveranno fino al 58,3% del totale della spesa che si prevede di sostenere nel 2016.
Spesa che sempre il governo Renzi ha stimato essere lo scorso ottobre di ben 3,3 miliardi di euro in contanti per il 2015 e che nel suddetto Def viene addirittura ritoccata al rialzo a quota 3 miliardi 427 milioni di euro per il 2016, senza scordare che la spesa del 2014 è comunque stata di oltre 3 miliardi di euro, sempre in contanti ovviamente.
Quindi, conti alla mano, il governo Renzi ha buttato nella spazzatura oltre un miliardo e mezzo di euro in contanti (il 51,2% dei 3 miliardi e 300 milioni di euro spesi nel 2015) per mantenere in Italia clandestini che invece doveva espellere, a norma delle leggi Ue e italiane.
E si appresta a gettare sempre nel cesso quasi 2 miliardi di euro allo stesso modo nel 2016.