giovedì 16 marzo 2017

RAVENNA SEMPRE MENO ESPOSTA ALLA PENETRAZIONE MALAVITOSA, LO DICE IL RAPPORTO AGROMAFIE NAZIONALE: SARA’ VERO?

Per il Rapporto Agromafie Ravenna scende dal poco onorevole podio regionale

La nostra provincia scivola all'84° posto della classifica elaborata da Coldiretti. Pederzoli: “Questo è il momento di intensificare i controlli e stringere le maglie della legge"
Cala sul territorio provinciale l'intensità del fenomeno 'agromafie' nel settore agroindustriale. E’ quanto è emerso questa mattina alla presentazione del quinto Rapporto #Agromafie2017 elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, nel quale è stata calcolata, appunto, l’intensità del fenomeno per provincia sulla base delle risultanze quantitative delle azioni di contrasto specifiche poste in essere dalle diverse Forze dell’ordine per questo particolare aspetto criminale. La graduatoria, che fotografa una concentrazione del fenomeno soprattutto nel Mezzogiorno evidenziando però la presenza nella top ten anche di rilevanti realtà del Nord come Genova e Verona rispettivamente al secondo ed al terzo posto dopo Reggio Calabria per i traffici finalizzati al ricco business del falso Made in Italy, vede la provincia di Ravenna scendere dal 77° posto del 2015 all'attuale 84° posto, subito dietro altre quattro province emiliano-romagnole come Ferrara, Piacenza, Modena e Forlì-Cesena. Nella classifica 2016 Ravenna esce dalla zona più calda caratterizzata da un livello 'medio-basso' di penetrazione malavitosa assestandosi ad un livello 'basso' e scende anche dal poco onorevole podio regionale (oggi composto da Bologna (24ª), Parma (43ª) e Ferrara (80ª). “L'intensità del fenomeno agromafie sul nostro territorio è calata e questo è un dato alquanto positivo – commenta il presidente Coldiretti Ravenna Massimiliano Pederzoli – tuttavia guai a mollare la presa e ad abbassare la guardia. Auspichiamo, soprattutto in una realtà economica come la nostra caratterizzata da un importante scalo portuale, che i controlli sulle merci in arrivo e sui traffici – sinora davvero efficaci - proseguano con ancora più intensità perché non possiamo lasciare nessuna breccia al malaffare e ai delinquenti che vogliono lucrare sulla pelle dei nostri agricoltori e dei consumatori tutti”. Sono oltre duecentomila, a livello nazionale, i controlli effettuati dalle forze dell’ordine nel 2016 per combattere le agromafie dal campo allo scaffale e garantire all’Italia il primato nella qualità e nella sicurezza alimentare. Ma il volume d'affari complessivo annuale dell'agromafia è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nell’ultimo anno. Numeri impressionanti che già nel maggio scorso, intervenendo al seminario ‘Solo con la legalità si protegge il Made in Italy da italian sounding e agromafie’ promosso da Coldiretti Ravenna in collaborazione con la Camera di Commercio di Ravenna all'Osservanza di Brisighella, erano stati stigmatizzati con forza dall’ex procuratore antimafia Gian Carlo Caselli, oggi Presidente del Comitato scientifico dell'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura.

martedì 14 marzo 2017

UN GRANDE BERLUSCONI….: L’ALBERO DELLA LIBERTA’


Foto Giorgio di Cento

È un Silvio Berlusconi in forma e carichissimo quello che parla alla manifestazione Primavera azzurra a Milano. Con il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, "non c'è nessuna concorrenza, abbiamo un programma comune che è stato approvato integralmente". "E' certo e sicuro che il centrodestra saprà riunirsi per le prossime elezioni", assicura Silvio, "con tutti coloro che aderiranno al nostro programma comune", ha aggiunto Berlusconi. Salvini e Meloni, ha sottolineato, "hanno già approvato questo programma, dobbiamo solo riunirci attorno a un tavolo per approfondire". Fra i punti da chiarire quello sull'euro che sta a cuore a Salvini. Secondo Berlusconi, la strada è quella di una "seconda moneta nazionale, come le Am Lire". Del Pd, dice: "Pd è imploso, è senz'anima e senza numeri. Da un lato vediamo che il M5s non ha neppure le capacità di governare la più piccola entità comunale, dall'altro il Pd è imploso. Oggi il Pd non ha, a mio parere, neppure un'anima e ha soltanto forse ancora l'eterna volontà di potere. Ma credo che non sia in grado di esprimere dei numeri per poter arrivare a governare il Paese". 
"Le persone disperate votano chi promette la rivoluzione", dice sempre a proposito di Grillo, "votano contro l'establishment, votano il Movimento 5 Stelle. Quello è un movimento fatto di sottoposti a un dittatore, di incapaci, di pauperisti e giustizialisti". "Oggi loro sono il primo partito, sono al 30%. E nulla ferma questa ascesa: aumenta la povertà, aumentano i voti ai 5 Stelle". 
Ogni volta che si ascolta il presidente Berlusconi capisci che se i politici da strapazzo lo avessero lasciato "comandare" in questo paese, l’Italia sarebbe stata diversa. il popolo con i suoi milioni di voti gli ha dato ampio consenso ma i giochi di palazzo ogni volta hanno creato problemi. Il popolo aimè è chiaro che non comanda basta pensare che 4 governi non eletti hanno fatto il bello e cattivo tempo alla faccia delle elezioni e a pagarne le conseguenze tutti noi che viviamo in un paese privo dell’autorevolezza politica che solo un grande leader come silvio può creare e dare. con #lalberodellaliberta si riparte speriamo che questa volta gli si riconosca l’autorevolezza del grande consenso popolare e che possa governare alleati permettendo che a suo confronto sono davvero pochissima cosa




lunedì 13 marzo 2017

ALTRO CHE TAGLI ALLE TASSE MAZZATA DA 30 MILIARDI


È già sulla carta l'aumento previsto entro il 2019. Manovra, certo il ritocco sulle accise
Difficile dire sì a Gentiloni e no a nuove tasse, come ha fatto ieri l'ex premier Matteo Renzi nell'intervista alla Stampa.  Perché a legislazione invariata, cioè se il governo in carica non modificherà le decisioni prese dai precedessori, le tasse aumenteranno eccome. Un promemoria sull'andamento dei grandi numeri delle finanze pubbliche è il «Bilancio semplificato» della Ragioneria generale dello Stato. Una sintesi delle previsioni sugli andamenti dei conti pubblici che precede la pubblicazione del Def, il documento di economia e finanza. Quello del governo Gentiloni arriverà in aprile, conterrà gli effetti finanziari della prossima legge di bilancio, compresi quelli di misure come il taglio del cuneo fiscale e l'aumento dell'Iva. Se il governo Gentiloni non dovesse fare nulla, tra il 2017 e il 2019 le entrate dello Stato aumenteranno comunque di circa 30 miliardi. Nel complesso passeranno dai 523 miliardi di quest'anno ai 552,9 del 2019. Le entrate tributarie, cioè quelle tasse e imposte, passeranno da 463 miliardi a 497,6 nel 2019, per poi sfondare il muro dei 500 miliardi a partire dal 2020. Il tutto mentre la spesa corrente, nelle previsioni del governo, dovrebbe scendere: dai 502,6 miliardi al netto degli interessi sul debito, a 492,2 del 2019. In calo anche la spesa per gli interessi sul debito, da 79 a 76,7 miliardi di euro. Gli aumenti delle tasse, insomma, sono già sulla carta.

AIMI (FI): “CARENZA DI PERSONALE NEGLI OSPEDALI DI RAVENNA, FAENZA, LUGO E RISCHI PER I PAZIENTI”


 “Un eccessivo carico di lavoro finisce per costringere medici e operatori sanitari degli ospedali del comprensorio ravennate a inaccettabili doppi turni e rientri in servizio, con inevitabile deterioramento fisico e psicologico che nuoce alla qualità e tempestività delle loro prestazioni, senza escludere ovviamente rischi per i pazienti”. A denunciare i disagi degli operatori sanitari attivi negli ospedali di Ravenna, Faenza e Lugo, in un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale è Enrico Aimi (Forza Italia).
 “La Cgil - si legge nel testo dell’atto ispettivo - ha lanciato un grido d’allarme sulla grave difficoltà che si sta manifestando negli ospedali ravennati, dovuta alla mancata sostituzione di medici, infermieri e personale tecnico che, gradualmente, ha lasciato sguarniti ben 130 posti: le carenze riguardano diversi reparti, anche se il problema è più evidente in quelli di medicina, dove si focalizza la maggiore richiesta di assistenza”. Già dalla nascita, evidenzia Aimi, “nell’Ausl unica della Romagna era stata riscontrata una disparità organizzativa che ad oggi non è stata ancora sanata”. Il consigliere di Forza Italia, sul tema, vuole quindi sapere dalla Giunta “se non reputa ormai più che evidente che l’Ausl della Romagna, questo enorme e ingovernabile pachiderma, sia riuscita solo a offrire un peggioramento delle prestazioni con inevitabile aumento dei costi”. 


REDDITI IN PROVINCIA: TUTTI I 18 COMUNU IN CRESCITA, BOOM DELLA BASSA.



 BUON SENSO FAENZ -  Come si distribuiscono gli oltre 5,9 miliardi di euro di redditi percepiti in provincia di Ravenna? A dircelo sono le dichiarazioni fiscali 2016, relative all’anno di imposta 2015, disponibili su base comunale. I dati del Mef, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, riflettono una situazione sostanzialmente positiva per tutti i Comuni del ravennate: per la prima volta dall’inizio della crisi vi è stato un aumento in tutti e 18 i Comuni, pur in presenza di significative variazioni territoriali. La tabella sottostante indica i dati del reddito medio per contribuente e la variazione rispetto al dato del 2014.
Comune
Reddito medio per contribuente
Variazione 2014-2015
CERVIA
16.790,96
218
CASOLA VALSENIO
16.825,32
257
BRISIGHELLA
17.691,03
386
SOLAROLO
17.762,02
702
FUSIGNANO
18.168,19
384
MASSA LOMBARDA
18.329,94
286
RIOLO TERME
18.404,17
220
ALFONSINE
18.438,85
457
CONSELICE
18.629,11
559
BAGNACAVALLO
18.787,48
324
RUSSI
19.065,40
440
CASTEL BOLOGNESE
19.256,08
379
BAGNARA DI ROMAGNA
19.357,74
761
COTIGNOLA
19.874,09
363
FAENZA
19.995,89
224
SANT’AGATA SUL SANTERNO
20.138,81
680
LUGO
20.376,68
617
RAVENNA
20.836,48
288
A Ravenna e Lugo il reddito medio più alto della provincia
I dati diffusi dal Ministero confermano alcuni squilibri territoriali presenti nella nostra provincia. Sul podio troviamo la città capoluogo, con oltre 20.800 euro di reddito medio, seguita da Lugo (20.376,68) in seconda posizione. Medaglia di bronzo per Sant’Agata sul Santerno, che con 20.138 euro ed un aumento di quasi 700 euro su base annua riesce a spodestare Faenza, che scivola al quarto posto perdendo due posizioni rispetto al 2014. Nella città manfreda il reddito medio si attesta a 19.995,89, un soffio sotto la soglia dei ventimila. All’estremo opposto troviamo come tre Comuni più “poveri” i tre Comuni turistici per eccellenza: Cervia (16.790 euro), Casola Valsenio (16.825) e Brisighella (17.691), a dimostrazione che sono ancora i territori ad una forte vocazione produttiva a generare più reddito. Emerge infatti una situazione nel quale i salari più alti si accumulano nei centri maggiori e nei paesi alle porte di essi (Bagnara e Sant’Agata, sostanzialmente due quartieri di Lugo) o lungo le direttrici viarie della via Emilia (Castel Bolognese) o della san Vitale (Russi).

venerdì 10 marzo 2017

SECURITY DAYS


http://www.forzaitalia.it/notizie/11793/securitydays

LEONARDO DA VINCI: SABBIE GIALLE, AZZURRE ,ANTICO MARE E ODIERNA CERAMICA. BRISIGHELLA E RIOLO TERME

La particolare geologia del basso Appennino faentino tagliato dal fiume Lamone è osservata e descritta per la prima volta da Leonardo da Vinci: “… e il segnio di ciò si vede dove per antico li Monti Appennini versano li lor fiumi nel mare Adriatico, li quali in gran parte mostrano infra li monti gran somma di nichi insieme coll’azzurrigno terren di mare”, “… e nel congiungersi colle pianure, le predette falde son tutte di terra da fare boccali, come si dimostrano, in Val di Lamona, fare al fiume Lamona…”.
  A poca distanza dall’azienda si trovano aree verdi protette di grande interesse paesaggistico e naturalistico. I nostri terreni sono nella cintura verde che circonda l’area del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola istituito nel 2005 per valorizzare un geosito di interesse internazionale. 
Meritano una visita i pini centenari nei pressi del colle dell’Olmatello e lo spettacolare fenomeno erosivo dei calanchi: anfiteatri naturali di argille azzurre che si aprono fra Brisighella e Riolo Terme e hanno reso celebri nel mondo le belle ceramiche di Faenza. L’argilla è la materia prima fondamentale per la produzione di ceramica: i manufatti per uso domestico e le opere artistiche delle storiche botteghe artigiane di Faenza, i materiali da costruzione (piastrelle e laterizi) e le nuove tecnologie. Lo stretto rapporto che lega la nostra città alle argille azzurre delle sue colline è testimoniato dall’uso del termine “faenza” in italiano e del corrispondente francese “fayence” per identificare nel mondo la maiolica

martedì 7 marzo 2017

CONSIP, IL PIANO DIABOLICO DI BERLUSCONI: COSI SALVERA LOTTI E GENTILONI PER AFFONDARE RENZI


Il caso Consip e l'indagine su Luca Lotti è una bomba non solo su Matteo Renzi, ma pure sul governo Gentiloni. E Silvio Berlusconi sarebbe pronto ad approfittarne nel modo più geniale possibile: cercando di tenere il sottosegretario con delega allo Sport al suo posto. Per l'ex premier tutta l'inchiesta puzza di "chiaro disegno per creare tensioni" ai massimi livelli politici. Per il presidente del Pd Matteo Orfini è invece tutto studiato "per liquidare" proprio il già traballante Partito democratico. Parlando di Lotti, il premier in carica Paolo Gentiloni è stato chiaro: "La mia fiducia nei suoi confronti rimane immutata ed io mi auguro che lo sia anche quella del Parlamento". È lì che si gioca la partita e forse la sopravvivenza dell'esecutivo: la mozione di sfiducia contro Lotti presentata dal Movimento 5 Stelle troverà il voto favorevole anche della Lega Nord e molto probabilmente degli scissionisti del Pd. Il rischio, come detto, è di far finire qui la legislatura e di tornare al voto a giugno o a settembre.

Per questo Forza Italia si sta muovendo per scongiurare l'ipotesi. Come ricorda il Messaggero, il capogruppo al Senato degli azzurri Paolo Romani ha sottolineato: "Non votiamo mozioni di sfiducia individuali". Particolare non da poco. A Palazzo Madama la maggioranza, contando le defezioni tra Democratici e Progressisti, esisterebbe solo con i voti di Forza Italia. Un "Nazareno" momentaneo e improvvisato che però metterebbe in gravissima crisi Renzi, salvando il suo uomo di fiducia e allungando la vita al governo. Praticamente, tutto quello che sogna il Cavaliere.

NEL 2016 IN PROVINCIA DI RAVENNA E A FAENZA CONTINUA IL CALO DELLE IMPRESE

3 marzo 2017 buonsenso - Il Pil cresce, ma non si può dire lo stesso per le imprese, e a farne maggiormente le spese sono quelle di piccola dimensione come quelle artigiane e giovanili. Malgrado i segni positivi di una ripresa economica alle porte in Emilia-Romagna e di miglioramenti anche sul fronte occupazionale, i numeri del registro delle imprese segnano ancora un anno in rosso. Il sistema imprenditoriale della provincia di Ravenna e dei suoi tre comprensori (il capoluogo con Cervia e Russi, il lughese e il faentino) vede un calo delle aziende iscritte, passando dalle 40.508 presenti a fine 2015 alle 39.704 di fine 2016. Il numero delle imprese subisce così un calo che si assesta -1,3%, un passo indietro più marcato sia rispetto alla media regionale (-0,7%) sia a quella nazionale, che vede una sostanziale stabilità del numero delle imprese (+0,03%). Provincia di Ravenna: la ricchezza si concentra nelle medie e grandi imprese. Va precisato che il calo dell’1,3% risente di una modifica dei criteri di calcolo effettuata dalla Camera di Commercio: fra le 2.891 cessazioni del 2016, 156 sono cessazioni d’ufficio per imprese non più operative, mentre 543 sono le cancellazioni di imprese fallite prima del 2006 per insufficienza d’attivo. In sostanza si è proceduto ad un aggiornamento straordinario del registro delle imprese. Scorporando queste due tipologie particolari, il saldo passa da -805 a -105 aziende su base annua, riducendo l’ordine di grandezza della diminuzione e portandolo verso i livelli medi dell’Emilia-Romagna. Ma si conferma comunque uno scenario che non si può dire soddisfacente: la ricchezza e l’occupazione vanno incentrandosi nelle medie e grandi imprese, mentre il tessuto imprenditoriale di minori dimensioni vede molti piccoli