giovedì 20 ottobre 2016

BERLUSCONI: ECCO PERCHE’ VOTO NO.”



SERVIZI: Berlusconi: ecco perchè voto no. Silvio Berlusconi al Tg5: no a questa riforma costituzionale perchè pericolosa.. Guarda su Mediaset On Demand il video…
video.mediaset.it|Di Mediaset



mercoledì 19 ottobre 2016

BERLUSCONI TORNA IN VIDEO AL TG5: “NO AL REFERENDUM E POI UNANUOVA RIFORMA CONDIVISA”


Silvio Berlusconi p rla al Tg5. L'ex premier rilancia la campagna per il No al referendum del 4 dicembre. Dall'altra parte dell'Oceano Matteo Renzi cena con Barack Obama alla Casa Bianca. Ma il Cavaliere ha pronta la contromossa. Tutti sono abituati a vederlo parlare davanti alla libreria bianca della sua casa (quella del famoso video della discesa in campo ndr). Dietro di lui libri e foto. Ma una più di tutte balza all'occhio: Berlusconi tra Vladimir Putin e George Bush. Un momento storico con i due che si stringono la mano. Un tempo che, visto oggi, appare lontanissimo. E su Twitter è il senatore di Forza Italia, Lucio Malan, non perde occasione per sottolinearlo. In tv l'uomo che aveva riavvicinato Russia e Usa. In America il premier che, in tempi di rinnovata Guerra Fredda, ha scelto di schierarsi con Obama, contro Putin. Referendum Costituzionale  Dopo mesi di assenza, l'ex cavaliere concede un'intervista al Tg5: "Il ddl Boschi? Rischia di consegnare l'Italia a un uomo solo e un solo partito". L'ex premier indica "cinque punti" che dovrebbero essere previsti nel riassetto costituzionale da approvare con un largo consenso, tra i quali l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, il vincolo di mandato e il dimezzamento dei parlamentari. “Diciamo No a questa riforma costituzionale, per poi approvare, tutti insieme, una riforma vera, diversa, una nuova riforma“. Torna a parlare di persona Silvio Berlusconi, e lo fa a meno di 50 giorni dall’appuntamento cruciale nel calendario politico: quello del referendum del 4 dicembre. Termina così la lunga assenza dell’ex cavaliere dalle reti televisive. L’occasione scelta dal leader di Forza Italia per mostrarsi di nuovo in video, dopo il colloquio per Chi con Alfonso Signorini in occasione del suo 80esimo compleanno e dopo l’inatteso ricovero a New York il 3 ottobre scorso, è un’intervista concessa al Tg5. E l’argomento trattato non poteva che essere quello della riforma costituzionale. Una riforma che, spiega Berlusconi, “potrebbe consegnare a un solo uomo e a un solo partito l’Italia e gli italiani. Con appena il 15% degli aventi diritto al voto, quindi con una esigua minoranza, Grillo ad esempio, già padrone del Suo partito, potrebbe diventare anche col 55% padrone dell’unica Camera che farà le leggi ordinarie”. Il che equivarrebbe, secondo l’ex cavaliere, a farne il “padrone dell’Italia e degli italiani”. “Questo governo – attacca Berlusconi – punta su una riforma costituzionale mal scritta e pericolosa per ritrovare quel consenso che non ha più. Anche per questa ragione dobbiamo rispondere con un forte, deciso e responsabile No a questa riforma che favorirebbe una deriva autoritaria, davvero con il rischio di un uomo solo al comando. Il contrario del governo del popolo – si chiede polemicamente il leader di Forza Italia – è il contrario della democrazia?”.
La bocciatura al ddl Boschi, precisa comunque Berlusconi, non va considerato come un desiderio di “lasciare le cose come stanno”. Votare No, “un forte, deciso e responsabile No”, è invece necessario, nei disegni dell’ex premier, per poi trovare un accordo condiviso su un riforma diversa da quella proposta. Una “nuova riforma” che, secondo il leader di Forza Italia, dovrebbe contenere “cinque punti”. Innanzitutto, “la scelta da parte degli elettori del Presidente della Repubblica”; in secondo luogo, “un vero taglio dei parlamentari, che vanno ridotti di oltre la metà”, e “il vincolo di mandato, per cui un eletto non può cambiare bandiera senza dimettersi. Altro elemento imprescindibile del nuovo disegno costituzionale, spiega Berlusconi, dovrebbe essere “un limite costituzionale alle imposte, alla pressione fiscale che nessun governo può superare” e, infine, “una vera riforma delle Regioni, che oggi sono diventate un’altra grande e costosa burocrazia”.
LA FOTO “MALIGNA” DIETRO SILVIO BERLUSCONI. UN MESSAGGIO  A RENZI E OBAMA?
Silvio Berlusconi parla al Tg5. L'ex premier rilancia la campagna per il No al referendum del 4 dicembre. Dall'altra parte dell'Oceano Matteo Renzi cena con Barack Obama alla Casa Bianca. Ma il Cavaliere ha pronta la contromossa. Tutti sono abituati a vederlo parlare davanti alla libreria bianca della sua casa (quella del famoso video della discesa in campo ndr). Dietro di lui libri e foto. Ma una più di tutte balza all'occhio: Berlusconi tra Vladimir Putin e George Bush. Un momento storico con i due che si stringono la mano. Un tempo che, visto oggi, appare lontanissimo. E su Twitter è il senatore di Forza Italia, Lucio Malan, non perde occasione per sottolinearlo. In tv l'uomo che aveva riavvicinato Russia e Usa. In America il premier che, in tempi di rinnovata Guerra Fredda, ha scelto di schierarsi con Obama, contro Putin.   


A RIOLO TERME LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEL XXVII PREMIO LETTERARIO “VALLE SENIO” ASSEGNATO AL BRISIGHELLESE VINCENZO MALAVOLTI


Alla presenza del primo cittadino Alfonso Nicolardi si è tenuta nella Rocca Sforzesca di Riolo Terme la premiazione del XXVII Premio Letterario “Valle Senio”. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Culturale Romagna in collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo della Romagna Occidentale e la Ars-Cra di Castel Bolognese, ha visto la partecipazione di numerosi scrittori e poeti provenienti da diverse regioni italiane. Questi i premiati: nella Sezione ‘Libri editi di narrativa’ primo posto ex-aequo a Vincenzo Malavolti di Faenza (Ra) con “L’ora della Lepre” e Paolo Innocenti di Giulianova (Te) con “Le quattro verdi”. Nella sezione ‘Libri editi di poesia’ il primo premio è andato a Rodolfo Vettorello di Milano con “Tu la farfalla variopinta ed io”. Nella sezione ‘Poesia inedita’ ha vinto Carla Sautto Malfatto con “Per dirci”. Nella sezione ‘Narrativa inedita’ primo posto a Vanes Ferlini di Imola con il racconto “La Luisa”. Per la sezione lavori scolastici primo posto al libro “Conosco il bosco” dell'istituto Comprensivo Angelicum di Monte San Giovanni Campano (Fr). Menzione speciale al libro di racconti di Luciana Baruzzi di Casola Valsenio "La giulietta rossa". Soddisfazione per Giuliana Montalti, presidente dell’Associaione Culturale Romagna, che ha dato appuntamento all’edizione del 2017 del Premio Valle Senio.




martedì 18 ottobre 2016

OSPEDALE FAENZA, “SERVE UNO SCATTO D’ORGOGLIO”


“Siamo la terza città non capoluogo più grande della regione dopo Imola e Carpi” Li nessuno taglia i servizi; Sassuolo è più piccola e ha una Pediatria con primario proprio. Interviene l’ex sindaco Boscherini.
di FRANCESCO DONATI -  FAENZA. L'ospedale di Faenza è sempre nel mirino per via delle penalizzazioni che potrebbe subire nel riordino della rete ospedaliera della Romagna. Non sono bastati i chiarimenti portati da Marcello Tonini, direttore generale dell'Ausl Romagna, durante la recente assemblea dei Consigli comunali dell’ Unione della Romagna Faentina. La parola fine non esiste ancora. Pare invece in atto una negoziazione all'ultimo sangue. «Questo traspare. Mi auguro che Faenza possa ancora far valere la sua rilevanza m Regione, e pretendere quei servizi che altre realtà simili o più piccole conservano, mentre qui è sempre tutto in discussione». Con questa "overture", si inserisce nel dibattito l'ex sindaco Giorgio Boscherini: «La mia non è una polemica - dice -: è un contributo, m virtù dell'esperienza amministrativa e della conoscenza della sanità pubblica».
Per Boscherini «la città a tutti i numeri per "rivendicare un ospedale degno di un bacino' molto vasto e particolare che, a rigor di logica, e non di interessi, deve essere tenuto in considerazione. Sulla sanità non sì scherza, gli interessi andrebbero lasciati da parte». A cosa si riferisce? «Si parla di Ausl Romagna, ma la sanità è regionale, perciò è in tale ambito che bisogna ragionare, perché i cittadini di Faenza non sono diversi da quelli del Modenese, deIl'Emilia, di Imola». Cosa non torna? «Non toma la differenza di trattamento. Mi spiego: siamo piccoli in Romagna, ma siamo grandi in regione. Se si escludono le città capoluogo di provincia (o ex che siano) tutte con ospedali importanti, e tutte con oltre lOOmila abitanti (solo Cesena ne ha meno: 96.716), ci sono solo altre tre realtà con una popolazione compresa trai 50 e i lOOmila: sono (Carpi 70.726), Imola (69.705) e Faenza (58.549). Ebbene, di queste solo Faenza ha visto penalizzato il suo ospedale; al contrario addirittura Sassuolo – che di abitanti ne ha solo 40.873 ha conservato un ‘signor’ ospedale, che si trova a soli 8 chilometri da quello di Modena. A Sassuolo vi sono otto unità operative in una area medica; dieci in area chirurgica; due in area materna infantile con una pediatria dotata di primario esclusivo e un'équipe di  otto medici. Ci sono paesi nell’Appennino emiliano che hanno ospedali funzionanti mentre noi li abbiamo chiusi trent'anni fa». "Quindi quale deduzione ne trae? «Che Faenza è come Carpi, Imola, Sassuolo. Credo che m una trattativa questo debba essere fatto pesare in nome dell'uguaglianza dei diritti di tutti gli emiliano-romagnoIi». Secondo lei perché Faenza sarebbe penalizzata? «Per vari motivi. il potere dei politici ha privilegiato altre zone. Faenza è in provincia dì Ravenna, che è decentrata rispetto alla sua estensione; per mantenere un alto livello nel suo ospedale, sì è dovuto tagliare a Faenza che però è centrale, quindi più raggiungibile da ogni parte. Adesso comunque Ravenna perderà anche lei nella riorganizzazione, perché è decentrata, rispetto a Cesena». Proprio Cesena infatti pare essere la più tutelata. «Beh è qui che sorgerà il nuovo Bufalini, affare da qualche centinaia di milioni di euro, non si potrà lasciarlo vuoto, da qualche altra parte bisognerà pure tagliare, non certo dall'Emilia che è lontana, ma dalla stessa Romagna». In uno scenario simile allora cosa propone per ridare dignità e servizi a Faenza? « Il suggerimento è quello di restare uniti sulla base del documento approvato all’unanimità dal consiglio comunale, con organici sufficienti e dare risposte adeguate come succede nei comuni enunciati. Vorrei che si diventasse protagonisti delle scelte, mettendo sul tavolo i numeri di cui sia detentori. Da questo si evince la disparità di trattamento. Chi non capisce è lampate che ha interessi di altro tipo e dovrà assumersene le responsabilità. Bisogna considerare anche le comunicazioni: il fatto di avere un nodo ferroviario in cui convergono cinque linee e un traffico passeggeri notevole. Così l’autostrada. Inoltre Faenza fornisce un servizio in service a paesi di altre regioni e altre province. Non credo che Sassuolo, Carpi e Imola abbiano più motivi di noi»


lunedì 17 ottobre 2016

BERLUSCONI: “AL REFERENDUM NO CONVINTO RIFORMA CONTRO DEMOCRAZIA”


"Convinzione e determinazione". Silvio Berlusconi indica chiaramente la strada da seguire in vista del referendum del 4 dicembre sulle riforme.
Il leader di Forza Italia ribadisce la sua posizione per il "No" è invita il partito a mobilitarsi per spiegare agli elettori le motivazioni di questa scelta da fare alle urne. In una nota affidata alla deputata azzurra Elvira Savino, Berlusconi sottolinea le ragioni del "No" e l'impegno di Forza Italia: "Quella del NO è una battaglia che ci vede impegnati con convinzione e con determinazione. Nelle prossime settimane in tutt’Italia daremo vita ad una serie di manifestazioni per spiegare sempre più a fondo le ragioni del nostro impegno, che è per una riforma vera, profonda, radicale delle nostre istituzioni", ha affermato. Poi il Cavaliere ha aggiunto: "Una riforma, quella che abbiamo in mente, molto diversa da quella imposta dal Governo al Parlamento, che non cambia nulla in termini di efficienza e di risparmi, ma è pericolosa perché riduce gli spazi di democrazia a tutto vantaggio di un solo partito e di una sola persona. È per questo che, dopo aver tentato di collaborare al processo riformatore, ci siamo chiamati fuori quando abbiamo capito che non c’era buona fede da parte dei nostri interlocutori, non c’era una vera volontà di cambiamento, ma solo quella di assicurarsi il potere senza il consenso degli italiani".
"La nostra idea di riforma -spiega il Cav- comprende l'elezione diretta del presidente della Repubblica, cosicchè siano i cittadini a scegliere davvero; il dimezzamento -e non una semplice riduzione- del numero dei parlamentari; il vincolo di mandato, per cui sia vietato agli eletti di cambiare schieramento (chi cambia idea deve dimettersi); poteri più forti al premier, per esempio quello di cambiare un ministro che non funziona; una vera riforma delle regioni nello spirito di un autentico federalismo; un limite in Costituzione alla pressione fiscale in rapporto al pil''. "Su questi contenuti, che abbiamo confrontato e condiviso con i nostri alleati -assicura- potremo costruire istituzioni più moderne, più efficienti e soprattutto più vicine ai cittadini". Infine Berlusconi mette nel mirino Renzi: "Solo con una vittoria del No, che elimini questa finta riforma, ci sarà spazio per lavorare ad una riforma vera. E naturalmente il presidente del Consiglio, per sua stessa ammissione, dovrà trarre le conseguenze del fallimento di un progetto al quale ha legato la sua intera azione politica. Noi - aggiunge - non diciamo No alla riforma per ostilità preconcetta a Renzi e al Pd, se la riforma fosse utile agli italiani la appoggeremmo anche se siamo profondamente contrari a questo governo e alle sue politiche. Però è innegabile che il voto del 4 dicembre sarà anche un voto sul governo e sul Presidente del Consiglio. Dunque ci sono tutte le condizioni per una svolta, sul piano istituzionale e politico".


A PROPOSITO DI VOTO AL REFERENDUM IN PROVINCIA DI RAVENNA


Qui Provincia di Ravenna, territorio governato dal medesimo partito dal 1946. Qui quelli del suddetto medesimo partito fanno a gara per spiegare che "oh, è ora di cambiare, se no c'è la palude" e "oh, ma come fai a votare NO, bisogna cambiare, vota SÌ". E io li guardo un po' stranito, perchè poi quando c'è da votare di solito vanno in giro a dire "oh, ma sei matto a cambiare? Bisogna che rimaniamo noi" e "oh, ma vuoi mettere in mano la città a loro? Ma non vedi quanto stai bene con noi che governiamo da sempre?". E allora io penso "oh, ma come vi si mette state, eh?". #imaestrinidallapennarotta


LA VENA DEL GESSO PATRIMONIO DELL’UMANITA’ UNESCO? PRESENTATA LA DOMANDA DI CANDIDATURA. INCONTRO A BRISIGHELLA 20 OTTOBRE ORE 20,30


La Federazione Speleologica Regionale assieme all’Amministrazione Regionale ha deciso di iniziare la procedura per ottenere dall’UNESCO il riconoscimento ufficiale per una porzione delle aree evaporitiche dell’Emilia-Romagna: i "Valori naturali e culturali dei Gessi dell’Emilia Romagna" potrebbero diventare patrimonio dell'umanità; la presentazione del progetto a Brisighella
Nel 2016 la Federazione Speleologica Regionale si è imbarcata in una nuova sfida, se possibile ancora più difficile e complessa delle precedenti: ottenere dall’UNESCO la qualifica di “World Heritage” per i fenomeni carsici nelle evaporiti regionali, ottenendo così una visibilità a livello internazionale.
Le ragioni della cadidatura. Nonostante una cinquantina di siti carsici mondiali siano oggi “World Heritage”, non ve ne è nessuno nei gessiNessuna area carsica italiana è compresa nei 51 siti inseriti nella lista del World Heritages dell’UNESCO. Le aree carsiche evaporitiche dell’Emilia-Romagna pur essendo molto piccole consistono di due differenti litologie: Andirti triassiche e i Gessi messiniani inoltre esse ospitano oltre 700 grotte tra cui alcune delle più grandi e profonde al mondo, la cui genesi spazia dal periodo intramessiniano ai giorni nostri. La storia ultracinquantennale della Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia Romagna è stata da sempre caratterizzata da progetti ambiziosi, che di volta in volta sono stati affrontati per rendere sempre più consapevole e matura l’attività speleologica regionale e, contemporaneamente, diffondere, anche e soprattutto al di fuori del proprio ambito, l’importanza dei fenomeni carsici del nostro territorio al fine di garantirne la sopravvivenza prima e la valorizzazione poi.
 Oggigiorno la quasi totalità delle aree carsiche del nostro territorio sono state salvaguardate e di volta in volta inserite all’interno di Parchi nazionali o regionali, riserve e/o oasi naturali. La serietà e l’impegno profuso dalla FSRER in questi progetti le ha consentito poi di allacciare un rapporto privilegiato con la Regione, di cui è divenuta consulente ufficiale per tutte le questioni carsico-speleologiche ed in particolare per il catasto delle grotte, divenuto parte integrante dei database naturalisti regionali.

martedì 11 ottobre 2016

EDILIZIA CRISI INFINITA…..DRAMMATICO PER LE AZIENDE SINGOLE PICCOLISSIME


Ravenna. Nel pieno del suo ottavo anno, continua ad imperversare nel nostro paese la grave crisi del settore edile e del suo indotto, dovuta ad un immobiliare poco più che fermo e alla scarsità di investimenti pubblici e privati. Una crisi dura che colpisce in maniera particolare la provincia di Ravenna e che non ha risparmiato e non risparmia tuttora imprese grandi o piccole o imprese cooperative o private, in questo quadro l'unica impresa che sembra non soffrire più di tanto di tale crisi è la cooperativa CMC di Ravenna, ma va precisato che gran parte del suo fatturato è fatto all'estero.

I numeri della grave crisi edilizia in provincia di Ravenna parlano chiaro, in otto anni le imprese iscritte alla Cassa Edile sono passate da oltre 1.000 a poco più di 500 e si sono persi 3.500 posti di lavoro, e purtroppo in questo settore il peggio sembra senza fine. In questi giorni, dopo 70 anni di attività, è stata messa in liquidazione l'impresa di costruzioni Gallileo Pasini di Ravenna con i lavoratori che sono stati tutti licenziati, questa è l'ultima di una serie di chiusure e ridimensionamenti di tante imprese edili piccole o grandi, tra cui hanno spiccato il fallimento della Bentini di Faenza, che era la più grande azienda privata del settore in provincia e la chiusura della cooperativa muratori di Cotignola, mentre continua l'agonia in liquidazione della ormai ex Iter di Lugo e prosegue la grave crisi in concordato della Acmar di Ravenna. Non dimentichiamo anche le numerosissime aziende artigianali anche di solo una o due persone che si trovano senza lavoro…..

BRAVO VITTORIO SGARBI!!! DICIAMOLO CHIARO!!



COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE NOI BAMBINI DEGLI ANNI 50 - 60 - 70 - 80 ?


1.- Da bambini 🙇 andavamo in auto 🚙 che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto 🚛 era una passeggiata speciale...
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi 🔯, con vernici a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali 😳, nei bagni 🚽, alle porte 🚪 , alle prese 🔌.
5.- Quando andavamo in bicicletta 🚲 non portavamo il casco 🏮.
6.- Bevevamo l’acqua 💦 dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia 🍶 dell’acqua minerale…
7.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto 🌅. Non avevamo cellulari… 📱 cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile .😮
8.- La scuola 🏤durava fino alla mezza 🕜, poi andavamo a casa 🏠 per il pranzo 🍝🍗🍌 con tutta la famiglia 👪 (si, anche con il papà👨).
9.- Ci tagliavamo😨 ci rompevamo un osso perdevamo un dente😖 e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
10.- Mangiavamo biscotti 🍪, pane olio 🍞e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, senza palestra, ma sempre in giro a giocare…
11.- Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia😷 e nessuno moriva per questo.
12.- Non avevamo Playstation 📟, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo 📺 con 99 canali, videoregistratori📼, dolby surround, cellulari personali📱, computer💻, chatroom su Internet...
… Avevamo solo tanti AMICI 👭 👬👬👭👭👭
13.- Uscivamo, montavamo in bicicletta 🚲 o camminavamo fino a casa dell’amico 🏡, suonavamo il campanello semplicemente per vedere se lui era lì e poteva uscire.
14.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele 🌍! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis 🎾, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non subivano un trauma.
15.- Alcuni studenti 👦👧 non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia 😙 né di problemi di attenzione 😘 né d’iperattività;😜 semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno, perché gli insegnanti avevano ragione.
16.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.
La grande domanda allora è questa:
💥💥 Come abbiamo fatto a sopravvivere? a crescere e diventare grandi?