martedì 10 maggio 2016

ARRIVA “IF” LA NUOVA SOCIETA’ CHE SOSTITUIRA’ -SOCIETA’ AREA- E IMOLA – STAI -


Riccardo Isola - La nuova società «IF», acronimo  di Imola/Faenza, che dovrà gestire la promo-commercializzazione del territorio, sta per prendere il via. Il 18 maggio, con un  ritardo di un paio di settimane  dal previsto cronoprogramma,  l'assemblea dei soci firmerà davanti al notaio l'atto costitutivo.  Tra situazioni risolte (compagine societaria, riassetto finanziario, fusione e organizzazione) e questioni ancora in via di compimento (cda) ci sono ancora alcune pedine da muovere prima che il nuovo corso del turismo faentino imolese possa diventare operativo. A quanto appare oggi le indicazioni e gli indirizzi anticipati a suo tempo da Stefano Manara, presidente del Con.Ami, realtà  che detiene la maggioranza delle quote pubbliche (circa il 40%) della nuova società, sembrano saranno rispettate. «If - aveva dichiarato il presidente - sarà una struttura a forte vocazione privatistico-imprenditoriale. Il capitale sociale sarà ripartito al 60% privato e 40% pubblico. In tutto potrà contare su una ventina di dipendenti (con contratti differenti) e sarà composto da un consiglio di amministrazione di sette persone. Tre in rappresentanza del territorio imolese, tre per il faentino a cui si aggiunge un direttore».
NOMINE CDA «FATTE» Sui nomi di chi dovrà dettare le linee guida della società non ancora tutto è deciso. Per l'area faentina sembra ormaia certa la partecipazione di Giorgio Erbacci (Gruppo Erbacci) Giorgio Sagrini (Società. Area-Terre di Faenza) e Canzio Camuffo (Faenza Spurghi), mentre per  area imolese dovrebbero entrare Guelfo Guelfi (Comunica), Augusto Macchinelli (Con.Ami), Gianfranco Montanari (Stai). Per Imola, quindi, manca ancora un nome. Dai piani  alti di via Mentana l'indicazione e l’ invito ai soci è quello di far presto a trovare la quadra sull ultimo  nome. Per quanto riguarda il

domenica 8 maggio 2016

CORTE DEI CONTI: DUE PESI E DUE MISURE?


            Apprendo che la Corte dei Conti di Milano in merito all’esposto contro il sindaco di Lodi (non entro nel merito delle eventuali responsabilità) ha risposto al presentatore dell’esposto (20.5.14 a seguito sollecito 20.11.2014) che la pratica era stata aperta e assegnata a un sostituto procuratore (indicando il nome e cognome) e  avviata l’istruttoria.
Nel mio caso ho presentato diversi esposti Corte dei Conti di Bologna per fatti successi a Bologna, Ravenna e comuni della Provincia fino al 2009 ho ricevuto risposta che le pratiche erano chiuse o in istruttoria parecchie erano ancora aperte, poi più nulla.
            A Bologna e forse anche a Milano la Corte non riceve il pubblico, a seguito di numerose telefonate sono riuscito ad avere notizie sugli esposti “…alla richiesta di conoscere lo stato dei procedimenti aperti a seguito degli esposti in data 25.10.14; 29.6.15, 31.8.15 si comunica che secondo le Linee guide del Procuratore Generale, non è possibile fornire alcuna informazione sulle attività inquirenti, ai privati, ancorché, autori di esposti”.  
La decisione è frutto di “linee guida” non una legge o una circolare, a Milano almeno rispondano a chi è stata assegnata e se stata avviata l’indagine!
Alla faccia della “TRASPARENZA”. Consigliere Provinciale Forza Italia Vincenzo Galassini.

LEGGI DUE LETTERE

IN EMILIA ROMAGNA I TERREMOTATI IN ROULOTTE E I CLANDESTINI IN ALBERGO: I RISULTATI DELL'ITALIA BUONISTA!

 

https://www.facebook.com/votadonzelli/videos/10153605102750662/

LA REGIONE APPROVA IL PIANO RIFIUTI: RAVENNA SPEGNE L’INCENERITORE, LI BRUCERA’ FORLI, RIMANE LA DISCARICA DI IMOLA


La Regione ha il nuovo piano dei rifiuti. Un piano che prevede entro due anni lo spegnimento dell'inceneritore di Ravenna. Con 27 voti a favore, 2 astenuti, un contrario e 15 dichiarate non partecipazione al voto, l’Assemblea legislativa di Bologna ha approvato il Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr). Con il Piano approvato, vengono confermate le scelte di autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti a livello emiliano-romagnolo, facendo coincidere l’ambito territoriale ottimale con l’intero territorio regionale. Dalla L.r. 16/2015 sono stati ricavati nuovi obiettivi, più elevati dei precedenti, da raggiungere entro il 2020. Viene alzata dal 20 al 25% la riduzione della produzione pro capite di rifiuti urbani, dal 70 al 73% la quota di raccolta differenziata, dal 65 al 70% il riciclaggio di materia. Il Piano scommette sugli effetti incentivanti di un’altra novità introdotta dalla L.r. 16/2015: la “tariffazione puntuale”, il commisurare il pagamento della tariffa all’effettiva quantità di rifiuti conferiti da ciascuna utenza. MENO DISCARICHE E SPENTI 2 INCENERITORI SU 8 - Infine, il Prgr pianifica una significativa riduzione degli impianti di smaltimento. Al 2020, si prevede siano attive solo 3 discariche sul territorio regionale (Carpi, Imola, Ravenna) e che cessi il conferimento di rifiuti urbani a 2 degli attuali 8 impianti di termovalorizzazione: quello di Ravenna dovrebbe chiudere entro il 31 dicembre 2018.  LA SITUAZIONE ATTUALE - In sintesi, una fotografia della situazione attuale. Nel 2014, i rifiuti urbani prodotti in Emilia-Romagna sono stati 2.929.953 tonnellate, pari a 657 chilogrammi per abitante. Nonostante la crisi economica, c’è stata una crescita dell’1,1% rispetto al 2013. Quanto alle principali forme di smaltimento, nel 2014 la raccolta differenziata è cresciuta del 2%, raggiungendo il 58% del totale dei rifiuti urbani (e i primi dati sul 2015 fanno pensare si sia già raggiunto il 60%), l’11% è finito in discarica, il 25,8% incenerito con recupero di energia. Si assiste a consistenti scarti territoriali: il valore più alto è a Parma (69% di raccolta differenziata), il più basso a Bologna (51%). Analizzando il “tasso di riciclaggio”, che raggiunge la media del 51% dei rifiuti da raccolta differenziata, si scopre che il legno sta all’89%, i metalli al 64, il vetro al 75, la plastica al 19, la carta al 56, la frazione umida al 44%. GLI OBIETTIVI - Il Prgr agirà sulla prevenzione, vale a dire la riduzione della produzione di rifiuti, ponendo attenzione all’intero ciclo di vita dei prodotti (produzione, distribuzione, consumo, utilizzo, fine vita), con l’obiettivo, al 2020, di ridurre dal 15 al 20% la quantità complessiva di rifiuti urbani da trattare. In altri termini, un segno meno di 100-135 chilogrammi per

giovedì 5 maggio 2016

PROFUGHI IN ALBERGO ITALIANI IN PANCHINA A FAENZA


LA TRAGICOMMEDIA DEI RIFIUTI DI TIZIANO CERICOLA


Tiziano Cericola, della lista civica Rinnovare Faenza, Il problema, secondo Cericola, "sta nella gestione complessiva della filiera dei rifiuti, totalmente affidata ad Hera, senza alcun controllo effettivo da parte della Regione, che ha anche tolto ogni voce in capitolo ai Comuni". Cericola  "La Regione ha diviso il territorio in ambiti territoriali ottimali; per tali ambiti la Regione fa un bando e trova il gestore (Hera); la Regione ha un ufficio (Atersir) che ha il compito di controllare il gestore e di definire il costo del servizio; i singoli Comuni prendono atto di questo costo e lo trasformano in TARI (tassa rifiuti). Questo sistema ha difetti evidenti, sia come principio che come pratica attuazione. 1) Non si possono esautorare i Comuni dai compiti di scelta del gestore, di controllo del servizio, di controllo dei costi: questo semplice principio deriva dal fatto che il cittadino paga la TARI e deve (tramite il Comune) avere la possibilità di effettuare un controllo democratico sul servizio che sta ricevendo: pago quindi controllo2) Atersir è in realtà una scatola vuota. In ottobre 2015, su mia richiesta, un dirigente di Atersir è venuto a relazione nella nostra commissione consiliare, con effetti sconfortanti: sono in pochi, non riescono a fare controlli efficaci, tutte le loro analisi vengono fatte sui dati forniti da Hera. In sostanza si tratta di un ufficio passacarte, che lavora sui dati forniti dal soggetto che dovrebbe controllare, che non fa controlli durante la fornitura del servizio. Nessun soggetto pubblico è in grado di controllare se Hera sta veramente facendo quello che c'è scritto sul bando. 3) Il gestore (Hera) non

martedì 3 maggio 2016

COMITATO PER IL NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE BOSCHI RENZI

La XV^ Convention di Azzurri '94  di Rimini del 15 aprile scorso ha costituito il Comitato per il NO alla riforma costituzionale Boschi-Renzi chiamando a presiederlo il Prof. Avv. Liborio Cataliotti. Il Comitato che opererà in tutte le province e le città dove è presente il Movimento nella provincia di Ravenna sarà coordinato da Vincenzo Galassini e nella città di Faenza da Andrea Tarabusi
Le motivazioni:
1) NO PERCHE’ LA COSTITUZIONE DEVE UNIRE E NON DIVIDERE
La Costituzione costituisce l’identità politica di un popolo. E’ stato così nel miracolo costituente del 1948, con una Costituzione approvata quasi all’unanimità e che ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del nostro Paese. Certamente quell’impianto necessitava di riforme, che si inseguono invano da decenni, ma questa riforma costituzionale per il suo codice genetico e per i suoi contenuti destituisce il meglio della tradizione democratica del nostro Paese: divide anziché unire, lacera anziché cucire, porta le cicatrici di una violenza di una parte sull’altra. Questa riforma nasce già fallita.
2) NO PERCHE’ IL NUOVO SENATO E’ SOLO UN PASTICCIO
Le funzioni attribuite al nuovo Senato sono ambigue e il modo di elezione dei nuovi senatori è totalmente confuso, prevedendo peraltro che siano rappresentati enti territoriali (Regioni e Comuni) con funzioni molto diverse. Non potrà funzionare.
3) NO PERCHE’ SI SOSTITUSCE IL CENTRALISMO AL PLURALISMO E ALLA SUSSIDIARIETA’, E SI CREA INEFFICIENZA
La stessa riforma del Titolo V della Costituzione, così come riscritta, tornando ad accentrare materie che, nel riordino effettuato nel 2001, erano state assegnate alle Regioni, matura l’eccesso opposto, ovvero un centralismo che non è funzionale all’efficienza del sistema. Aumenterà la spesa statale, e quella regionale e locale, specie per il personale, non diminuirà. Ci si avvia solo verso la destituzione del pluralismo istituzionale e della sussidiarietà. Non basta l’argomento del taglio dei costi, che più e meglio poteva perseguirsi con scelte diverse. Né basta l’intento dichiarato di costruire una più efficiente Repubblica delle autonomie, che è clamorosamente smentito dal farraginoso procedimento legislativo e da un rapporto Stato-Regioni che non valorizza per nulla il principio di responsabilità e determina solo un inefficiente e costoso neo-centralismo. Se proprio si voleva ragionare sul taglio dei costi, e sulla riduzione degli eletti, andavano magari fatte scelte più drastiche.

FAENZA COME TUTTI I COMUNI DELLA PROVINCIA DI RAVENNA: TARI INCAPACI DI RISCUOTERE DA SOLI!!!!!

Il Comune riaffida ad Hera la gestione delle bollette della TARI, per € 220.000= circa per anno. Come vi ricorderete nel luglio 2015 ha fatto un articolo su questo tema, per cui avevo pensato di stare zitto in Commissione per non passare da solito rompiscatole. Figuratevi la mia meraviglia quando Maretti (La tua faenza), esponente della maggioranza, ha lanciato un attacco all'assessore Zivieri riprendendo tutte le mie argomentazioni: costo eccessivo, necessità di farlo fare agli uffici, ecc.. L'assessore e la dirigente hanno risposto come sempre: non abbiamo personale libero perché sono tutti MOLTO OCCUPATI con le altre cose, non abbiamo il software, ecc... Maretti ha capito l'antifona ed è subito rientrato nei ranghi: segnale che, come sempre, questa giunta non vuole persone che dicano cose sensate ma solo "yes man". Allora ho ripreso coraggio io e sono intervenuto: dato che avete fatto l'Unione per razionalizzare e potenziare i servizi, iniziate a fare le bollette in casa, e questi € 220.000= dateli indietro ai cittadini. Ovviamente non ci pensano proprio, perché devono fare il favore ad HERA e dei cittadini non gliene importa un c.... (cavolo, non pensate male).
EFFICIENZA RENZI
Si 4-5000 mila euro per il programma sono già abbondantemente abbastanza per garantire un guadagno. Posso scrivere che è relativamente semplice realizzarlo anche perché dovrebbe fare una sola funzione (tecnicamente tutti i data base si possono gestire da un'unico IDE, il linguaggio SQL è simile praticamente per tutti). "Non abbiamo il software" questa dovrebbe essere indagata, non è possibile che non si possa reperire il software della gestione della TARI o che questo addirittura non esista o in pratica, forse scrivo sciocchezze sia dato in mano adf HERA. Mi sorge un'altra domanda... a livello Nazionale tutti i comuni devono acquistare un software per gestire la TARI? Non so se è una domanda corretta visto che mi baso su presupposti. Non so quante bollette TARI sono da inviare, ci sono macchine che stampano, che piegano e che imbustano automaticamente e convengono per un alto numero e frequenza di invio (so possono visionare anche su youtube), è chiaro che i 220.000 euro possono essere giustificati solo con un'invio massiccio di bollettini TARI e magari con una frequenza molto elevata, per quantità minori conviene gestirsele in casa, come appunto propone Rinnovare Faenza.

domenica 1 maggio 2016

MARCHINI SINDACO PER ROMA. DA LEGGERE. NESSUNO INCIUCIO. SOLO UNA SCELTA PER VINCERE.

"E’ una decisione per riportare i moderati a governare Roma. E questo immagino non farà piacere a Renzi. Eppure c’è chi, forse nella confusione delle ultime ore, ci ha accusato proprio del contrario, di voler fare un favore a Renzi, risuscitando addirittura il Patto del Nazareno. Questa è un’accusa che mi ha davvero sorpreso. Intanto il Patto del Nazareno, come lo avevamo inteso noi, non serviva affatto a fare il gioco di Renzi, serviva a rendere insieme un servizio al Paese, cambiandolo e modernizzandolo con riforme condivise: avevamo il dovere di provarci. Ma poi ci siamo resi conto che Renzi aveva tutt’altre intenzioni, voleva soltanto una riforma a suo uso e consumo che di fatto limita la democrazia." ...Ripeto: se vogliamo contrastare davvero Renzi dobbiamo convincere coloro che non votano a tornare con noi, usando il linguaggio della ragione e della concretezza".

Comunali Roma, intervista a Berlusconi su Marchini: «Con lui possiamo vincere»