mercoledì 23 marzo 2016
venerdì 18 marzo 2016
Comuni montani, il Pd: “Sciogliere l’unione nell’Anci”. I sindaci toscani in rivolta: “Decidiamo noi, non loro”
Il
deputato Parrini, segretario regionale dei democratici: "L'accorpamento
doveva essere già fatto". Il presidente toscano dell'Uncem:
"Associazione da mantenere in vita per tutelare la specificità dei
territori montani". Il primo cittadino ribelle Perdrini, ex parlamentare
dell'Ulivo: "Impostazione fascista, roba da Ventennio"
I Comuni
montani in rivolta contro il Pd. Succede in Toscana,
ma potrebbe essere un episodio che fa da apripista a uno scontro che può
allargarsi al resto d’Italia. L’ipotesi su cui ragiona ilPartito
democratico infatti è l’inserimento della Uncem, l’Unione
nazionale Comuni, comunità e enti montani, dentro all’Anci,
l’associazione dei Comuni. Obiettivo: razionalizzare costi e rendere meno
frammentata la rappresentanza istituzionale. Il primo a dirlo è stato il
deputato renziano e segretario regionale toscano democratico Dario
Parrini: “Non è possibile che ci siano ancora Legautonomie e Uncem come
centri autonomi di costo e di decisione – ha detto a Repubblica –
L’accorpamento con Anci non può restare un impegno continuamente preso e mai
realizzato: doveva essere già fatto”. Parole in linea con la direzione
indicata da tempo dagli stessi vertici nazionali di Anci e Uncem: nelle varie
Regioni la rappresentanza istituzionale dei Comuni montani passerebbe
totalmente ad Anci mentre l’Uncem diventerebbe una sorta di centro studi a
sostegno e tutela delle aree montane.
Ma l’Unione dei Comuni
montani solo inToscana rappresenta180 realtà montaneestese
sul 60 per centodel territorio regionale per un totale di 550mila
abitanti. E tra questi ci sono quelli che invitano a frenare, per usare un
eufemismo, e quelli che sono andati su tutte le furie, come il sindaco “ribelle” di Zeri, in Lunigiana, Egidio
Pedrini, già noto per la sua battaglia per mantenere l’acquedotto che la
Regione vorrebbe far confluire nell’autorità d’ambito territoriale togliendolo
al Comune. Ex parlamentare dell’Ulivo e ex democristiano di sinistra
se la prende con i renziani: “Che cavolo c’entra Parrini con l’Uncem?”. Il
segretario regionale democratico secondo Pedrini dimostra una “arroganza
politica inaudita, impostazione fascista, roba da Ventennio“. Il Pd
si è dimenticato, aggiunge, “di ciò in cui credeva davvero il Pci:
la difesa della democrazia e della povera gente“.
Più misurato ma
ugualmente deciso Oreste Giurlani, sindaco diPescia (Pistoia)
e presidente dell’Uncem della Toscana oltre che vicepresidente
nazionale. Giurlani ricorda a Parrini che nell’ultimo congresso dell’ente
(2015) è stato ribadita la volontà di mantenere in vita l’associazione “per la
capacità della stessa dirappresentare e tutelare la specificità dei
territori montani”. Ma precisa che “alla fine saranno comunque i sindaci Uncem
a assumere la decisione finale”. Anche perché l’eventualescioglimento dell’associazione senza
il consenso dell’assemblea – è la tesi di Uncem Toscana supportata
anche da una consulenza legale – sarebbe da ritenersi illegittimo.
Parrini per dire il
vero ha poi corretto il tiro: “Decidono i Comuni soci cosa
fare di un’associazione, ci mancherebbe altro – ha precisato all’agenzia Impress –
Li invito però a porsi il problema di cosa l’opinione pubblica pensa di questo
spezzatino di rappresentanza istituzionale: sono certo che ne pensa molto
male”. Secondo Parrini servirebbe perciò “meno corporativismo e più realismo”.
Il gruppo consiliare Pd dovrebbe intanto portare la questione all’attenzione
del prossimo consiglio regionale: per approfondire la questione c’è stato un
primo incontro, secondo quanto appreso dal fatto.it, al quale hanno
partecipato i vertici regionali dell’Uncem, dell’Anci, esponenti del Pd e Ledo
Gori, capo di gabinetto del presidente della Regione Enrico Rossi.
Ma ora la battaglia
rischia di diventare a tutto campo perchél’Uncem finisce in una
polemica che riguarda anche l’esito del referendum sull’acqua, settore
sul quale il governo è pronto a intervenire. E anche qui
c’entra il Pd, perché un deputato, Enrico Borghi, è anche
presidente nazionale dell’Uncem (guida il Comune di Vogogna, in Piemonte)
sarebbe pronto a intervenire emendando la legge sul servizio idrico in
discussione alla Camera. In particolare Borghi ha firmato le proposte di
modifica per cancellare l’articolo 6 che prevede l’affidamento delle risorse
idriche solo a enti di diritto pubblico, ricevendo peraltro il parere
favorevole del governo per bocca del sottosegretario all’Ambiente Silvia
Velo (Pd, un’altra toscana, di Campiglia Marittima). Per questo il
sindaco lunigiano Pedrini chiede anche le sue dimissioni: “E’ incompatibile con
l’Uncem”.
giovedì 17 marzo 2016
Berlusconi affonda la Meloni: "Leghisti ed ex fascisti? Solo liti"
"I leghisti a Roma sono tutti ex fascisti e hanno liti tra di loro che sbocciano tutti i giorni"
"Non arretro sulla candidatura di Guido Bertolaso a Roma". Silvio Berlusconi, intervistato aLa telefonata di Maurizio Belpietro a Mattino Cinque ha le idee chiare.
"Bertolaso vincerà con una sua lista civica, ne sono certo". Il Cavaliera poi parla della Lega e del peso elettorale che il Carroccio ha a Roma: "I leghisti a Roma sono tutti ex fascisti e hanno liti tra di loro che sbocciano tutti i giorni". A questo punto, il leader di Forza Italia parla della probabile candidatura di Giorgia Meloni: "Non ha nessuna possibilità
di diventare sindaco di Roma".
Il Cavaliere incontrerà la Meloni per discutere della sua candidatura e afferma: "Non ho speranza di convincerla", perchè "le donne, qualsiasi cosa gli dici, fanno quello che vogliono loro". Liquida poi come "meschina strumentalizzazione! la polemica sulla gravidanza di Giogia Meloni come controindicazione alla corsa al Campidoglio e , da Mattino Cinque, Silvio Berlusconi ribadisce che "la signora Melni sa benissimo che non ha nessuna possibilità di diventare sindaco mentre quella sul suo futuro ruolo di madre è una stupidaggine del teatrino della politica. Che disastro questa politica".
"Non arretro sulla candidatura di Guido Bertolaso a Roma". Silvio Berlusconi, intervistato aLa telefonata di Maurizio Belpietro a Mattino Cinque ha le idee chiare.
"Bertolaso vincerà con una sua lista civica, ne sono certo". Il Cavaliera poi parla della Lega e del peso elettorale che il Carroccio ha a Roma: "I leghisti a Roma sono tutti ex fascisti e hanno liti tra di loro che sbocciano tutti i giorni". A questo punto, il leader di Forza Italia parla della probabile candidatura di Giorgia Meloni: "Non ha nessuna possibilità
di diventare sindaco di Roma".
Il Cavaliere incontrerà la Meloni per discutere della sua candidatura e afferma: "Non ho speranza di convincerla", perchè "le donne, qualsiasi cosa gli dici, fanno quello che vogliono loro". Liquida poi come "meschina strumentalizzazione! la polemica sulla gravidanza di Giogia Meloni come controindicazione alla corsa al Campidoglio e , da Mattino Cinque, Silvio Berlusconi ribadisce che "la signora Melni sa benissimo che non ha nessuna possibilità di diventare sindaco mentre quella sul suo futuro ruolo di madre è una stupidaggine del teatrino della politica. Che disastro questa politica".
domenica 13 marzo 2016
PUTIN: “ITALIA ESCI DALL’EURO E TORNA ALLA LIRA. COSI VINCERAI LA CRISI E TORNERAI GRANDE
Durante una conferenza
stampa tenuta al Cremlino, il presidente
russo Vladimir Putin, non ha risparmiato critiche all’Europa:
“Non ho ancora ben capito che ruolo svolga oggi l’Europa. Sembra un’organizzazione
che manca di una struttura coesa e compatta, non c’è insomma una spina dorsale.
Vedo che l’Inghilterra terrà un referendum per uscirne. Beh, mi sembra il
minimo: quale Stato vorrebbe mai appartenere a un’organizzazione così fragile?”
Poi continua “Furba è stata l’Inghilterra a mantenere la
sterlina, la sovranità monetaria e bancaria è importante. Ma
questo non è accaduto negli altri Paesi membri che, convinti che una moneta
nazionale sarebbe stata troppo debole, si son lasciati abbindolare da un
presunto progetto di forte moneta
unica. Ma guardatevi ora? Stavate meglio prima o adesso? Rispondete
da soli a questa domanda, interrogate le vostre coscienze e capirete” poi
rivolgendosi all’Italia, al centro della scottante situazione immigrazione vista
la sua posizione geografica sullo scacchiere geopolitico, ha detto: “Italia, allora cosa aspetti a uscire
dall’euro e tornare alla lira? Non stavi forse meglio prima. Governanti agite
bene, agite ora”. Parole forti quelle del leader russo che
hanno fatto, in breve tempo il giro del mondo e del Bel Paese, riaprendo il
dibattito sulla sovranità monetaria.
Secondo il giornalista
Andrea Screzi: “L’Europa, così com’è, è un fallimento e andrebbe rivista la sua
posizione per quanto riguarda la politica e l’economia. Putin lancia un
messaggio forte pur dalle mille contraddizioni”.
giovedì 10 marzo 2016
ALLE ELEZIONI COSA SUCCEDE: DOCET BERLUSCONI.
Paolo Savelli Sul PD la domanda che tanti si fanno (ma non lo dicono apertamente) è: ma se fanno pastette alle loro primarie, alle elezioni in cui votiamo tutti che combinano?
#domandissimainsidiosissima. Una battaglia continua del presidente Berlusconi per avere scrutatori e rappresentanti di lista, pensate abbiamo perso du elezinoi politiche le prime per 30mila voti e 130mila alle ultime……….
#domandissimainsidiosissima. Una battaglia continua del presidente Berlusconi per avere scrutatori e rappresentanti di lista, pensate abbiamo perso du elezinoi politiche le prime per 30mila voti e 130mila alle ultime……….
mercoledì 9 marzo 2016
DISCARICA TRE MONTI: L’AMPLIAMENTO SPACCA LA MAGGIORANZA NELL’ASSEMBLEA DELLA ROMAGNA FAENTINA.
L'AMPLIAMENTO della discarica di rifiuti Tre Monti nel
territorio di Riolo Tenne scuote la maggioranza di centrosinistra al governo
nell'Unione dei comuni della Romagna Faentina. Sul durissimo ordine del giorno
incentrato sull'argomento presentato in Consiglio da Edward Jan Necky de
L'Altra Faenza, il vice sindaco e assessore all'Ambiente di Solarolo Stefano
Briccolani, il capogruppo e dirigente
manfredo da Insieme per Cambiare Paolo Cavina e la consigliera di Uniti per
Riolo Tarme Nicoletta Cembali si sono astenuti,
assieme al consigliere di Rinnovare Faenza Tiziano Cericola, dimostrano di
condividere almeno in parte le tesi sostenute nel documento. Tra le quali, a
sostegno di un deciso «no» alla maggiorazione dei rifiuti già conferiti nel
sito, spiccano le considerazioni sulla possibile pericolosità dell'impianto e
gli allarmi in tal senso lanciati dalle organizzazioni ambientaliste, senza
tralasciare le allusioni all eventuale conflitto di interessi riguardante la
società Hera. Il testo de L'Altra Faenza era critico sull'impianto imolese che
coinvolge anche Riolo Terme l'Odg è stato respinto per 11 voti contrari,
espressi dal Gruppo del Partito democratico-Indipendenti, a fronte di 3 alzate
di mano favorevoli del proponente Necki, di Andrea Palli del Movimento 5 Stelle
e di Guido Catani della lista civica di centrodestra Alternativa per Riolo, ma
l'esito del dibattito ha comunque messo in luce le diffuse perplessità che il
progetto di Hera e ConAmi suscita nei rappresentanti delle Amministrazioni
coinvolte. A DIMOSTRARLO è del resto anche la motivazione della bocciatura
fornita dalla capogruppo e segretaria del Pd del comprensorio faentino Federica
Degli Esposti, basata semplicemente sul fatto che «non si è voluto condividere
il tema della salute pubblica e fermarsi un attimo per concordare un diverso
testo». Se si fosse trattato di una generica assicurazione di attenzione verso gli
sviluppi dell’operazione, accompagnata da un vibrante invito alle agenzie di
monitoraggio ad effermare severi controlli, probabilmente il consenso sarebbe
stato unanime. Nicola Tanesinisabato 5 marzo 2016
TRE MONTI, I RESIDENTI ESPONGONO STRISCIONI CONTRO LA DISCARICA E QUALCUNO LI TAGLIA
Imola. Non si ferma la protesta contro
l'ampliamento della discarica Tre Monti. Parecchi residenti della zona, in via
Bergullo e via Pediano, hanno esposti parecchi striscioni per tenere alta la
guardia su un tema assai caldo da mesi. Ma hanno ricevuto come risposta una
brutta sorpresa: nonostante fossero stati piantati all'interno delle loro
proprietà private, di notte, qualcuno è andato a tagliarli tutti. Una cosa
molto riprovevole. Tuttavia i residenti non demordono e fanno sapere che, per
ognuno tagliato, nasceranno due striscioni nuovi. Intanto l'iter della
discarica è ancora in Regione che deve esaminare tutte le osservazioni dei
cittadini, ben 141, in un periodo che si prolungherà fin verso il 20 marzo. A
tal punto, se il progetto subisse significativi cambiamenti, il comitato
“Vediamoci chiaro” potrebbe chiedere la presentazione di uno completamente
nuovo. La lotta continua.
giovedì 3 marzo 2016
martedì 1 marzo 2016
FIGLI E ADOZIONI
Andrea Palermo ha pubblicato:
Il compagno Vendola si è COMPRATO un figlio alla modica cifra di 130.000 euro ma l’Italia si scandalizza solo quando Berlusconi va a mignotte, (aggiungo n.d.r) e nemmeno quando ADOTTA Verdini.
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