venerdì 18 marzo 2016

Comuni montani, il Pd: “Sciogliere l’unione nell’Anci”. I sindaci toscani in rivolta: “Decidiamo noi, non loro”

Il deputato Parrini, segretario regionale dei democratici: "L'accorpamento doveva essere già fatto". Il presidente toscano dell'Uncem: "Associazione da mantenere in vita per tutelare la specificità dei territori montani". Il primo cittadino ribelle Perdrini, ex parlamentare dell'Ulivo: "Impostazione fascista, roba da Ventennio"
Comuni montani in rivolta contro il Pd. Succede in Toscana, ma potrebbe essere un episodio che fa da apripista a uno scontro che può allargarsi al resto d’Italia. L’ipotesi su cui ragiona ilPartito democratico infatti è l’inserimento della Uncem, l’Unione nazionale Comuni, comunità e enti montani, dentro all’Anci, l’associazione dei Comuni. Obiettivo: razionalizzare costi e rendere meno frammentata la rappresentanza istituzionale. Il primo a dirlo è stato il deputato renziano e segretario regionale toscano democratico Dario Parrini: “Non è possibile che ci siano ancora Legautonomie e Uncem come centri autonomi di costo e di decisione – ha detto a Repubblica – L’accorpamento con Anci non può restare un impegno continuamente preso e mai realizzato: doveva essere già fatto”. Parole in linea con la direzione indicata da tempo dagli stessi vertici nazionali di Anci e Uncem: nelle varie Regioni la rappresentanza istituzionale dei Comuni montani passerebbe totalmente ad Anci mentre l’Uncem diventerebbe una sorta di centro studi a sostegno e tutela delle aree montane.
Ma l’Unione dei Comuni montani solo inToscana rappresenta180 realtà montaneestese sul 60 per centodel territorio regionale per un totale di 550mila abitanti. E tra questi ci sono quelli che invitano a frenare, per usare un eufemismo, e quelli che sono andati su tutte le furie, come il sindaco “ribelle” di Zeri, in Lunigiana, Egidio Pedrini, già noto per la sua battaglia per mantenere l’acquedotto che la Regione vorrebbe far confluire nell’autorità d’ambito territoriale togliendolo al Comune. Ex parlamentare dell’Ulivo e ex democristiano di sinistra se la prende con i renziani: “Che cavolo c’entra Parrini con l’Uncem?”. Il segretario regionale democratico secondo Pedrini dimostra una “arroganza politica inaudita, impostazione fascista, roba da Ventennio“. Il Pd si è dimenticato, aggiunge, “di ciò in cui credeva davvero il Pci: la difesa della democrazia e della povera gente“.
Più misurato ma ugualmente deciso Oreste Giurlani, sindaco diPescia (Pistoia) e presidente dell’Uncem della Toscana oltre che vicepresidente nazionale. Giurlani ricorda a Parrini che nell’ultimo congresso dell’ente (2015) è stato ribadita la volontà di mantenere in vita l’associazione “per la capacità della stessa dirappresentare e tutelare la specificità dei territori montani”. Ma precisa che “alla fine saranno comunque i sindaci Uncem a assumere la decisione finale”. Anche perché l’eventualescioglimento dell’associazione senza il consenso dell’assemblea – è la tesi di Uncem Toscana supportata anche da una consulenza legale – sarebbe da ritenersi illegittimo.
Parrini per dire il vero ha poi corretto il tiro: “Decidono i Comuni soci cosa fare di un’associazione, ci mancherebbe altro – ha precisato all’agenzia Impress – Li invito però a porsi il problema di cosa l’opinione pubblica pensa di questo spezzatino di rappresentanza istituzionale: sono certo che ne pensa molto male”. Secondo Parrini servirebbe perciò “meno corporativismo e più realismo”. Il gruppo consiliare Pd dovrebbe intanto portare la questione all’attenzione del prossimo consiglio regionale: per approfondire la questione c’è stato un primo incontro, secondo quanto appreso dal fatto.it, al quale hanno partecipato i vertici regionali dell’Uncem, dell’Anci, esponenti del Pd e Ledo Gori, capo di gabinetto del presidente della Regione Enrico Rossi.

Ma ora la battaglia rischia di diventare a tutto campo perchél’Uncem finisce in una polemica che riguarda anche l’esito del referendum sull’acqua, settore sul quale il governo è pronto a intervenire. E anche qui c’entra il Pd, perché un deputato, Enrico Borghi, è anche presidente nazionale dell’Uncem (guida il Comune di Vogogna, in Piemonte) sarebbe pronto a intervenire emendando la legge sul servizio idrico in discussione alla Camera. In particolare Borghi ha firmato le proposte di modifica per cancellare l’articolo 6 che prevede l’affidamento delle risorse idriche solo a enti di diritto pubblico, ricevendo peraltro il parere favorevole del governo per bocca del sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo (Pd, un’altra toscana, di Campiglia Marittima). Per questo il sindaco lunigiano Pedrini chiede anche le sue dimissioni: “E’ incompatibile con l’Uncem”.

giovedì 17 marzo 2016

Berlusconi affonda la Meloni: "Leghisti ed ex fascisti? Solo liti"

"I leghisti a Roma sono tutti ex fascisti e hanno liti tra di loro che sbocciano tutti i giorni"

"Non arretro sulla candidatura di Guido Bertolaso a Roma". Silvio Berlusconi, intervistato aLa telefonata di Maurizio Belpietro a Mattino Cinque ha le idee chiare.

"Bertolaso vincerà con una sua lista civica, ne sono certo". Il Cavaliera poi parla della Lega e del peso elettorale che il Carroccio ha a Roma: "I leghisti a Roma sono tutti ex fascisti e hanno liti tra di loro che sbocciano tutti i giorni". A questo punto, il leader di Forza Italia parla della probabile candidatura di Giorgia Meloni: "Non ha nessuna possibilità
di diventare sindaco di Roma".

Il Cavaliere incontrerà la Meloni per discutere della sua candidatura e afferma: "Non ho speranza di convincerla", perchè "le donne, qualsiasi cosa gli dici, fanno quello che vogliono loro". Liquida poi come "meschina strumentalizzazione! la polemica sulla gravidanza di Giogia Meloni come controindicazione alla corsa al Campidoglio e , da Mattino Cinque, Silvio Berlusconi ribadisce che "la signora Melni sa benissimo che non ha nessuna possibilità di diventare sindaco mentre quella sul suo futuro ruolo di madre è una stupidaggine del teatrino della politica. Che disastro questa politica".

domenica 13 marzo 2016

PUTIN: “ITALIA ESCI DALL’EURO E TORNA ALLA LIRA. COSI VINCERAI LA CRISI E TORNERAI GRANDE


Durante una conferenza stampa tenuta al Cremlino, il presidente russo Vladimir Putin, non ha risparmiato critiche all’Europa: “Non ho ancora ben capito che ruolo svolga oggi l’Europa. Sembra un’organizzazione che manca di una struttura coesa e compatta, non c’è insomma una spina dorsale. Vedo che l’Inghilterra terrà un referendum per uscirne. Beh, mi sembra il minimo: quale Stato vorrebbe mai appartenere a un’organizzazione così fragile?”
Poi continua “Furba è stata l’Inghilterra a mantenere la sterlina, la sovranità monetaria e bancaria è importante. Ma questo non è accaduto negli altri Paesi membri che, convinti che una moneta nazionale sarebbe stata troppo debole, si son lasciati abbindolare da un presunto progetto di forte moneta unica. Ma guardatevi ora? Stavate meglio prima o adesso? Rispondete da soli a questa domanda, interrogate le vostre coscienze e capirete” poi rivolgendosi all’Italia, al centro della scottante situazione immigrazione vista la sua posizione geografica sullo scacchiere geopolitico, ha detto: “Italia, allora cosa aspetti a uscire dall’euro e tornare alla lira? Non stavi forse meglio prima. Governanti agite bene, agite ora”. Parole forti quelle del leader russo che hanno fatto, in breve tempo il giro del mondo e del Bel Paese, riaprendo il dibattito sulla sovranità monetaria.
Secondo il giornalista Andrea Screzi: “L’Europa, così com’è, è un fallimento e andrebbe rivista la sua posizione per quanto riguarda la politica e l’economia. Putin lancia un messaggio forte pur dalle mille contraddizioni”.

giovedì 10 marzo 2016

NUOVA TASSA PER I FAENTINI


ALLE ELEZIONI COSA SUCCEDE: DOCET BERLUSCONI.

Paolo Savelli Sul PD la domanda che tanti si fanno (ma non lo dicono apertamente) è: ma se fanno pastette alle loro primarie, alle elezioni in cui votiamo tutti che combinano?
#domandissimainsidiosissima. Una battaglia continua del presidente Berlusconi per avere scrutatori e rappresentanti di lista, pensate abbiamo perso du elezinoi politiche le prime per 30mila voti e 130mila alle ultime……….

mercoledì 9 marzo 2016

DISCARICA TRE MONTI: L’AMPLIAMENTO SPACCA LA MAGGIORANZA NELL’ASSEMBLEA DELLA ROMAGNA FAENTINA.


L'AMPLIAMENTO  della discarica di rifiuti Tre Monti nel territorio di Riolo Tenne scuote la maggioranza di centrosinistra al governo nell'Unione dei comuni della Romagna Faentina. Sul durissimo ordine del giorno incentrato sull'argomento presentato in Consiglio da Edward Jan Necky de L'Altra Faenza, il vice sindaco e assessore all'Ambiente di Solarolo Stefano Briccolani, il capogruppo e  dirigente manfredo da Insieme per Cambiare Paolo Cavina e la consigliera di Uniti per Riolo Tarme Nicoletta Cembali si sono  astenuti, assieme al consigliere di Rinnovare Faenza Tiziano Cericola, dimostrano di condividere almeno in parte le tesi sostenute nel documento. Tra le quali, a sostegno di un deciso «no» alla maggiorazione dei rifiuti già conferiti nel sito, spiccano le considerazioni sulla possibile pericolosità dell'impianto e gli allarmi in tal senso lanciati dalle organizzazioni ambientaliste, senza tralasciare le allusioni all eventuale conflitto di interessi riguardante la società Hera. Il testo de L'Altra Faenza era critico sull'impianto imolese che coinvolge anche Riolo Terme l'Odg è stato respinto per 11 voti contrari, espressi dal Gruppo del Partito democratico-Indipendenti, a fronte di 3 alzate di mano favorevoli del proponente Necki, di Andrea Palli del Movimento 5 Stelle e di Guido Catani della lista civica di centrodestra Alternativa per Riolo, ma l'esito del dibattito ha comunque messo in luce le diffuse perplessità che il progetto di Hera e ConAmi suscita nei rappresentanti delle Amministrazioni coinvolte. A DIMOSTRARLO è del resto anche la motivazione della bocciatura fornita dalla capogruppo e segretaria del Pd del comprensorio faentino Federica Degli Esposti, basata semplicemente sul fatto che «non si è voluto condividere il tema della salute pubblica e fermarsi un attimo per concordare un diverso testo». Se si fosse trattato di una generica assicurazione di attenzione verso gli sviluppi dell’operazione, accompagnata da un vibrante invito alle agenzie di monitoraggio ad effermare severi controlli, probabilmente il consenso sarebbe stato unanime. Nicola Tanesini

sabato 5 marzo 2016

TRE MONTI, I RESIDENTI ESPONGONO STRISCIONI CONTRO LA DISCARICA E QUALCUNO LI TAGLIA


Imola. Non si ferma la protesta contro l'ampliamento della discarica Tre Monti. Parecchi residenti della zona, in via Bergullo e via Pediano, hanno esposti parecchi striscioni per tenere alta la guardia su un tema assai caldo da mesi. Ma hanno ricevuto come risposta una brutta sorpresa: nonostante fossero stati piantati all'interno delle loro proprietà private, di notte, qualcuno è andato a tagliarli tutti. Una cosa molto riprovevole. Tuttavia i residenti non demordono e fanno sapere che, per ognuno tagliato, nasceranno due striscioni nuovi. Intanto l'iter della discarica è ancora in Regione che deve esaminare tutte le osservazioni dei cittadini, ben 141, in un periodo che si prolungherà fin verso il 20 marzo. A tal punto, se il progetto subisse significativi cambiamenti, il comitato “Vediamoci chiaro” potrebbe chiedere la presentazione di uno completamente nuovo. La lotta continua.

martedì 1 marzo 2016

FIGLI E ADOZIONI

Andrea Palermo ha pubblicato:
Il compagno Vendola si è COMPRATO un figlio alla modica cifra di 130.000 euro ma l’Italia si scandalizza solo quando Berlusconi va a  mignotte, (aggiungo n.d.r) e nemmeno  quando ADOTTA Verdini.