martedì 8 settembre 2015
OGNI PARROCCHIA OSPITI UNA FAMIGLIA DI PROFUGHI” BERGOGLIO TORNA A PREDICARE LA POLITICA DELL’ACCOGLIENZA, PREPARIAMOCI PURTROPPO…….
In prossimità del Giubileo della Misericordia, rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi". Mentre l'Europa affronta la più grande emergenza migratoria degli ultimi anni, papa Francesco torna a chiedere di accogliere gli immigrati che stanno arrivando in Europa. E, durante l'Angelus, annuncia che "anche le due parrocchie del Vaticano accoglieranno in questi giorni due famiglie di profughi". "Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma". Il Santo Padre si rivolge a tutti i vescovi d’Europa affinché "nelle loro diocesi sostengano questo mio appello, e accusa i fedeli di essere spesso "ripiegati e chiusi in noi stessi" fino a creare "tante isole inaccessibili e inospitali" e rileva che "persino i rapporti umani più elementari a volte creano delle realtà incapaci di apertura reciproca: la coppia chiusa, la famiglia chiusa, il gruppo chiuso, la parrocchia chiusa, la patria chiusa".
sabato 5 settembre 2015
giovedì 3 settembre 2015
lunedì 31 agosto 2015
L’EUROPA RISCHIA L’ISLAMIZZAZIONE E IL PAPA NON LO CAPISCE
Luttwak: Duro attacco del politologo americano contro il governo italiano e contro il Pontefice che "non si rende di collaborare al suicidio dell'Eu
"L'Italia ha il Papa. E questo Papa ritiene che si debbano accogliere tutti. Del resto sin dall'inizio ha mandato il segnale sbagliato, quando fece il primo pellegrinaggio a Lampedusa. E invece non si rende conto di collaborare, suppongo involontariamente, a un suicidio epocale, quello dell'Europa cristiana". Il politologo americano Edward Luttwak, intervistato sul Giorno, non ha dubbi: uno dei principali colpevoli dell’invasione di profughi è Papa Francesco.
L’Italia dovrebbe bombardare i barconi vuoti degli scafisti individuandoli con i raggi infrarossi senza aspettare l’autorizzazione dell’Onu. Ne “ha la forza ma non la volontà”, attacca il politologo. Il problema è la Libia che non è più uno Stato “da quando Sarkozy e Obama fecero la stupida guerra per cacciare Gheddafi” e “trattare con le tribù e i radicali islamici sul territorio è pura illusione". Ma "all'invasione dalla Libia – spiega Luttwak - si aggiunge l'invasione attraverso i Balcani. E questa è ancora più imponente” perché “è tollerata, se non addirittura incoraggiata, dal presidente turco Erdogan" che opera per "la progressiva islamizzazione dell'Europa”. “La stragrande maggioranza dei migranti – prosegue Luttwak - è musulmana. E le comunità musulmane, come si sa, sono refrattarie all'integrazione. Parlo in generale. Alla lunga sarà l'Europa cristiana ad adeguarsi ai loro valori e non il contrario”. “Questo Papa farebbe bene a ripassarsi la storia", attacca di nuovo Luttwak che ricorda la fine della civiltà romana: “Arrivarono i barbari dal nord. Ora vengono dal sud. Alle invasioni barbariche seguirono cinquecento anni di secoli bui. Ce ne vollero altri trecento perché l'Europa conoscesse un Rinascimento". "Nell'Europa attuale - è la conclusione dell'esperto di geopolitica - non vedo alcuna volontà di sopravvivenza. I muri non basteranno. Ci vorranno interventi diretti. E la prima a farlo dovrebbe essere l'Italia".
OGGI SOLO 3300 INVASORI (AGGIORNATO 4400) IN CROCIERA IN ITALIA A SPESE NOSTRE. CLANDESTINI NO PROFUGHI
Maxi operazione di recupero immigrati al largo e fin sotto le coste libiche. Ed è emergenza. Sedici gommoni e sei barconi stracarichi di migranti hanno lanciato ieri l’Sos raccolto dalla centrale operativa della Guardia costiera di Roma, che ha dirottato diverse unità navali nelle aree segnalate.
La nave Fiorillo, la Diciotti e 4 motovedette, tutte della Guardia costiera, una nave norvegese in forza a Triton e, ancora, mezzi della Marina militare e della Guardia di Finanza hanno lavorato senza sosta visto l’alto numero di migranti che si è riversato in mare per raggiungere l’Italia. In arrivo sulle nostre coste circa 3300 immigrati. E le partenze dalla Libia sono a ciclo continuo. Arriveranno a Vibo Valentia a bordo della Bourbon Argos di «Medici senza frontiere» 319 immigrati recuperati in tre operazioni. Una motovedetta della Capitaneria di porto di Lampedusa ne ha tratti in salvo 111, la CP291 ha soccorso due gommoni con in tutto 187 migranti, 322 sono quelli trasbordati su un’unità navale norvegese. In due interventi la Marina militare ha soccorso quasi mille persone: 507 sono sulla nave Cigala Fulgosi, 432 sulla Vega.
La nave Fiorillo, la Diciotti e 4 motovedette, tutte della Guardia costiera, una nave norvegese in forza a Triton e, ancora, mezzi della Marina militare e della Guardia di Finanza hanno lavorato senza sosta visto l’alto numero di migranti che si è riversato in mare per raggiungere l’Italia. In arrivo sulle nostre coste circa 3300 immigrati. E le partenze dalla Libia sono a ciclo continuo. Arriveranno a Vibo Valentia a bordo della Bourbon Argos di «Medici senza frontiere» 319 immigrati recuperati in tre operazioni. Una motovedetta della Capitaneria di porto di Lampedusa ne ha tratti in salvo 111, la CP291 ha soccorso due gommoni con in tutto 187 migranti, 322 sono quelli trasbordati su un’unità navale norvegese. In due interventi la Marina militare ha soccorso quasi mille persone: 507 sono sulla nave Cigala Fulgosi, 432 sulla Vega.
Le interminabili operazioni di soccorso sono iniziate nella notte tra venerdì e ieri, quando la Guardia costiera ha salvato quasi 300 profughi, poi trasbordati su un’unità navale della Guardia di Finanza. Sono oltre 105mila (in realtà essendo migliaia al giorno fate i conti voi) i migranti sbarcati in Italia nel 2015, con dati aggiornati al 19 agosto.
L’enorme ondata che sta investendo le nostre coste mette a dura prova il sistema di accoglienza che, pur oliato, visti i grossi numeri raggiunti, deve fare i conti con un carico non indifferente. Le partenze programmate dai Cpsa verso altre strutture in Italia sono all’ordine del giorno, per garantire posti liberi ai nuovi arrivati. Oneroso il fardello che incombe sulle forze dell’ordine che, malgrado il deficit di unità, devono lavorare sui due fronti: individuare gli scafisti ed effettuare i controlli sull’identità degli arrivati. Roba non da poco, visto che la gran parte degli immigrati non ha documenti.
«Si va oltre lo scafismo di Stato». «Umiliati e beffati dall’Ue, usiamo le nostre forze per alimentare gli affari dei trafficanti e farci invadere. Solidarietà alla nostra Guardia costiera e alla nostra Marina, costrette da un governo di incapaci a sostenere un malaffare che pagheranno gli italiani».
venerdì 28 agosto 2015
CLAMOROSA PRESA IN GIRO
A Ravenna premi per quasi 10.000 euro a testa per tutti i dirigenti. Tutti. Ravenna, città
che per ripianare il bilancio vende ogni anno patrimonio, Ravenna che ha
mancato la partita di capitale europea della cultura 2019 quest'anno. Ravenna
che perde 85.000 presenze nel ricettivo solo nei primi 7 mesi dell'anno.
Ravenna città da cui sono partiti una ventina di foreign fighters. Ravenna,
città dove si perde Red Ronnie...ecco, solo per ricordare alcune cose tra il
serio e il faceto, ha tutti i dirigenti che sono dei fenomeni. Non vi pare una
clamorosa presa in giro? Solidarietà ai ravennati che non hanno gli occhi
coperti dalle veline di partito. Paolo Savelli
EMERGENZA
PROFUGHI NEL RAVENNATE, “STRUTTURE PUBBLICHE O PRIVATE” ?
Emergenza profughi nel
ravennate. Il capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia, Alberto Ancarani, ha presentato un'interrogazione al
sindaco Fabrizio Matteucci, chiedendo "se abbia già reperito o adibito
strutture pubbliche per l'ospitalità o se preferisca che venga emanato il bando
per i privati". Esordisce l'esponente del centrodestra: "Il Prefetto
pare abbia riunito i sindaci della Provincia per informarli che gli attuali
alloggi messi a disposizione dei profughi, a causa del costante incremento
degli stessi, non sono più sufficienti a recepire i nuovi arrivi previsti dal
ministero". Ancarani sottolinea che "qualora i sindaci non diano
soluzioni che il prefetto giudichi convincenti e realizzabili la prefettura
emanerà un nuovo bando nei confronti dei privati per il reperimento di
strutture senza tener conto dell’opinione dei sindaci, dunque non
salvaguardando alcun territorio, a partire dai lidi e giocando sugli ormai noti
35 euro per profugo che il privato percepisce se aderisce al bando". L'esponente
di Forza Italia tiene conto che "appare opportuno che la cittadinanza non
apprenda la scelta del comune a cose fatte, ma possa essere informata passo
passo sulle scelte di quest’ultimo su un tema così delicato". Per queste
ragioni ha presentato un question time al sindaco per capire "se abbia già
reperito o adibito strutture pubbliche a tale scopo o se preferisca che venga emanato
il bando per i privati".
giovedì 27 agosto 2015
GOVERNO RENZI: SANITA’, TERREMOTI, WELFAR UN TETTO DI SPESA A TUTTO MA NON ALL’IMMIGRAZIONE!!
Perché la politica riduce tutto a un dato
ragionieristico e non altrettanto avviene per l’immigrazione?
Ci
hanno spiegato che sanità, pensioni, stipendi, scuole, giustizia, polizia
devono contenere le loro richieste entro limiti fissati. Esiste un confine
economico della alla spesa per l’accoglienza? Non porsi il problema è
volerlo nascondere. Gli intellettuali dal loro palco ci diranno che siamo dei cinici
economisti. In realtà ribaltiamo esattamente lo stesso ragionamento che essi ci
fanno quando chiediamo di mettere un po’ di benzina nel motore dell’economia
che non gira: se ogni attività pubblica oggi cade sotto la mannaia della dura
legge dell’austerity, perché ce n’è una al di fuori del controllo?
mercoledì 26 agosto 2015
SALLUSTI: “ ECCO PERCHE’ RENZI NON ARRIVERA’ A MANGIARE IL PANETTONE”
Ci sono tanti fattori che remano contro il Presidente
del consiglio Matteo Renzi. E iniziano a essere talmente tanti, che
forse si sta apparecchiando la resa dei conti. L'ultima in ordine di tempo è la
bufera sollevata dalla Cina nei mercati finanziari, che si lega a doppio
filo con le riforme in materia economica che Renzi e il governo devono
partorire in autunno, e che cade sotto il nome di legge di stabilità. Come
spiega Alessandro Sallusti nel suo editoriale sul quotidiano il
Giornale, quello che aspetta Renzi è un autunno rovente, durante il quale
dovrà districarsi fra il sali e scendi dei mercati finanziari, crisi economica,
questione immigrati e numeri risicati per l'approvazione delle riforme. Per non
parlare poi delle spalle scoperte che si ritrova, con un partito che non lo
appoggia più, o almeno non nella sua totalità, nel percorso di governo. È
sempre più evidente come il premier non abbia più al suo seguito un partito
compatto. Ammesso ovviamente che lo abbia mai avuto in passato. Infatti già
dalle scorse settimane Matteo Renzi è a caccia di alleanze, di numeri e di voti
che gli consentano di passare indenne le prove d'autunno. E le sta davvero
cercando ovunque, fra forzisti titubanti e grillini insoddisfatti, per non
parlare dei lupi solitari oscillanti fra le vecchie conoscenze e le nuove
prospettive.
Storia - Come si
suol dire, la storia insegna. Ma fra il dire e il fare, ci sta sempre di mezzo
il mare. Sallusti ricorda che nell'ormai lontano 1960 il primo ministro
della Dc Fernando Tambroni fece quello che sta tentando di fare Renzi
oggi, ovvero di ottenere la fiducia grazie a numero determinante di voti
esterni al partito di appartenenza, e in particolare Tambroni accalappiò i voti
dei missini, gli esponenti del Movimento sociale italiano. Si gridò allo
scandalo per questa strategia, i democristiani di sinistra si ribellarono, i
ministri si dimisero e Tambroni fu costretto a mollare il colpo, abbandonando
l'incarico di governo. La differenza fra quello che successe allora, e quello
che potrebbe succedere oggi, è che nel 1960 saltò solo la poltrona del premier,
mentre oggi potrebbe saltare l'interno partito del premier, vista la fragilità
della compagine democratica. E la sorpresa sta nel fatto che forse per Renzi
una sterzata del genere non sarebbe così male, perché lo metterebbe spalle al
muro e di fronte alla possibilità (obbligata) di fondare il suo tanto agognato
partito della nazione. Senza minoranze insubordinate pronte a mettere sempre il
bastone fra le ruote.
martedì 25 agosto 2015
TERREMOTO DI MAGNITUDO 3,5 A FORLI AVVERTITO ANCHE A BRISIGHELLA E FAENTINO
Scossa di magnitudo 3.5
questa mattina intorno alle 5.43 tra Forlì e Castrocaro Terme. Lo rileva
l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che parla di ipocentro
a 9 km di profondità.
Il terremoto è stato avvertito anche a Faenza, Brisighella, Castel Bolognese, Riolo Terme e Solarolo.
Il terremoto è stato avvertito anche a Faenza, Brisighella, Castel Bolognese, Riolo Terme e Solarolo.
lunedì 24 agosto 2015
OGGI SOLO 3300 INVASORI (AGGIORNATO 4400) IN CROCIERA IN ITALIA A SPESE NOSTRE. CLANDESTINI NO PROFUGHI
Maxi operazione di recupero immigrati al largo
e fin sotto le coste libiche.
Ed è emergenza. Sedici gommoni e sei barconi stracarichi di migranti hanno
lanciato ieri l’Sos raccolto dalla centrale operativa della Guardia costiera di
Roma, che ha dirottato diverse unità navali nelle aree segnalate.
La nave Fiorillo, la Diciotti e 4 motovedette, tutte della Guardia costiera, una nave norvegese in forza a Triton e, ancora, mezzi della Marina militare e della Guardia di Finanza hanno lavorato senza sosta visto l’alto numero di migranti che si è riversato in mare per raggiungere l’Italia. In arrivo sulle nostre coste circa 3300 immigrati. E le partenze dalla Libia sono a ciclo continuo. Arriveranno a Vibo Valentia a bordo della Bourbon Argos di «Medici senza frontiere» 319 immigrati recuperati in tre operazioni. Una motovedetta della Capitaneria di porto di Lampedusa ne ha tratti in salvo 111, la CP291 ha soccorso due gommoni con in tutto 187 migranti, 322 sono quelli trasbordati su un’unità navale norvegese. In due interventi la Marina militare ha soccorso quasi mille persone: 507 sono sulla nave Cigala Fulgosi, 432 sulla Vega.
La nave Fiorillo, la Diciotti e 4 motovedette, tutte della Guardia costiera, una nave norvegese in forza a Triton e, ancora, mezzi della Marina militare e della Guardia di Finanza hanno lavorato senza sosta visto l’alto numero di migranti che si è riversato in mare per raggiungere l’Italia. In arrivo sulle nostre coste circa 3300 immigrati. E le partenze dalla Libia sono a ciclo continuo. Arriveranno a Vibo Valentia a bordo della Bourbon Argos di «Medici senza frontiere» 319 immigrati recuperati in tre operazioni. Una motovedetta della Capitaneria di porto di Lampedusa ne ha tratti in salvo 111, la CP291 ha soccorso due gommoni con in tutto 187 migranti, 322 sono quelli trasbordati su un’unità navale norvegese. In due interventi la Marina militare ha soccorso quasi mille persone: 507 sono sulla nave Cigala Fulgosi, 432 sulla Vega.
Le interminabili
operazioni di soccorso sono iniziate nella notte tra venerdì e ieri, quando la
Guardia costiera ha salvato quasi 300 profughi, poi trasbordati su un’unità
navale della Guardia di Finanza. Sono oltre 105mila (in realtà essendo migliaia al giorno fate i conti
voi) i migranti sbarcati in Italia nel 2015, con dati
aggiornati al 19 agosto.
L’enorme ondata che sta
investendo le nostre coste mette a dura prova il sistema di accoglienza che,
pur oliato, visti i grossi numeri raggiunti, deve fare i conti con un carico
non indifferente. Le partenze programmate dai Cpsa verso altre strutture in
Italia sono all’ordine del giorno, per garantire posti liberi ai nuovi
arrivati. Oneroso il fardello che incombe sulle forze dell’ordine che, malgrado
il deficit di unità, devono lavorare sui due fronti: individuare gli scafisti
ed effettuare i controlli sull’identità degli arrivati. Roba non da poco, visto
che la gran parte degli immigrati non ha documenti.
«Si va oltre lo scafismo
di Stato». «Umiliati e beffati dall’Ue, usiamo le nostre forze per alimentare
gli affari dei trafficanti e farci invadere. Solidarietà alla nostra Guardia
costiera e alla nostra Marina, costrette da un governo di incapaci a sostenere
un malaffare che pagheranno gli italiani».
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