mercoledì 13 marzo 2013
martedì 12 marzo 2013
lunedì 11 marzo 2013
DIFFUSI I DATI DEL GETTITO IMU DEI COMUNI DELLA ROMAGNA FAENTINA.
L’Imu
sembra abbia fatto fare cassa, e non poca, ai Comuni della Romagna faentina.
L’Istituto per la finanza e l’economia locale, una fondazione istituita
dall’Associazione nazionale dei comuni italiani, ha recentemente diffuso i dati
del gettito Imu dei comuni italiani. Tra questi ci sono anche quelli riferiti
ai sei comuni della Romagna faentina. I numeri riportano anche gli incassi per
abitazione principale pro capite e gli incassi per altri immobili sempre
calcolati pro capite. Da queste tabelle emerge come Faenza, Riolo Terme,
Brisighella e Solarolo siano tra i comuni della provincia ravennate che più di
tutti incassano risorse dall’Imu mentre gli introiti
più bassi si registrano a Casola Valsenio e Castel Bolognese I dati sono
stati elaborati sulla base delle informazioni fornite dal ministero
dell’Economia e finanza e indicano gli incassi Imu totali (compreso il gettito
derivante dalle variazioni di aliquota adottate dai Comuni) per abitazione
principale e per altri immobili, senza distinzione tra quota Stato e quota
Comune e il numero di versamenti registrati, distintamente, per abitazione
principale e per altri immobili. Nella provincia di Ravenna, il comune di
Casola Valsenio e quello di Castel Bolognese risultano essere quelli con i
valori pro capite più bassi, sia per l’abitazione principale che per gli altri
immobili mentre Riolo Terme, Faenza,
Brisighella e Solarolo sono quelli che incassano di più. La città d’acque
della collina faentina svetta su tutte con 136 euro pro capite per la prima
casa e 364 euro pro capite per gli altri immobili. Segue a stretto giro di boa Faenza con 122 euro per la prima casa e
420 per gli altri immobili. Anche
Brisighella non scherza con 105 euro pro capite per la prima casa e 335 euro
per tutti gli altri immobili. A Solarolo gli indici scendono a 100 euro pro
capite versati per l’abitazione principale e 368 euro per tutti gli altri
immobili. Infine comuni più economici, almeno dal punto di vista delle tasse
sugli immobili, sono Casola Valsenio e Castel Bolognese. Qui gli indici pro
capite per l’abitazione evidenziano rispettivamente una spesa di 73 euro per la
prima casa e 329 euro per tutti gli altri a Casola Valsenio e 66 euro e 342
euro a Castel Bolognese. Anche per quanto concerne il calcolo delle medie dei
versamenti in questi ultimi due comuni sono le più basse. Per l’abitazione
principale si arriva a 188 euro a Castel Bolognese e 217 euro a Casola Valsenio
e per gli altri immobili si raggiunge 353 euro a Casola Valsenio e 448 euro a
Castel Bolognese. Ben altre cifre si registrano negli altri quattro comuni con
Riolo Terme che viaggia dai 350 euro per la prima casa ai 539 euro per gli
altri immobili. Segue Faenza con 319 euro e 602 euro, Brisighella con 295 euro
e 322 euro e Solarolo con 274 euro e 411 euro. Articolo di Riccardo Isola Fonte: http://www.corriereromagna.it/faenza/2013-03-07/pagare-di-pi%C3%B9-sono-i-faentini-e-i-riolesi
sabato 9 marzo 2013
DOVE SONO I GARANTISTI DI SINISTRA?
Mi chiedo dove siano, se ancora esistono, i garantisti della sinistra italiana
Lo ha affermato, in una nota, il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone.
“In causa, in queste giornate, non sono solo le sorti del cittadino Berlusconi,
ma il diritto degli italiani a scegliere democraticamente i propri rappresentanti,
senza che il ’fattore giudiziario’ intervenga per annullare o alterare il
responso delle urne. Un valore così importante non deve stare a cuore solo ai
sostenitori di Berlusconi, ma anche ai suoi avversari, se hanno a cuore la
coesione nazionale e il rispetto della democrazia”
venerdì 8 marzo 2013
MANIFESTAZIONE PDL 23 MARZO A ROMA: APERTE LE PRENOTAZIONI: IO VADO!
Com’è noto, Sabato 23 Marzo nel pomeriggio si svolgerà
a Roma, in piazza del Popolo, una grande
manifestazione nazionale del PDL con l’intervento del Presidente nazionale Silvio Berlusconi. La manifestazione ha lo
scopo di ridire con forza che l’Italia vuole meno oppressione fiscale,
burocratica e giudiziaria, che famiglie, imprese e lavoro sono le nostre
priorità e che l’Italia è un grande paese che sarà ancora protagonista in
Europa e nel mondo. Il coordinamento provinciale di Ravenna sta predisponendo i
pullman che partiranno nella mattinata dai principali centri della provincia
per fare ritorno a Ravenna in serata.
Per chi vuole aderire i numeri da chiamare entro lunedi 18 Marzo sono il
3398628941 e
il 3466829146.
giovedì 7 marzo 2013
UN MARE DI SOLDI INVESTITI IN STEPRA, SOCIETA’ PARTECIPATA DALLA PROVINCIA E DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI RAVENNA, DEI CITTADINI E DELLE IMPRESE CHE FORSE NON VEDREMO PIU’.
Il consiglio Provinciale
ieri a maggioranza, contrari PDl, Lega Nord e UDC, ha approvato gli “Atti d‘indirizzo per l’assemblea ordinaria
del 7 marzo 2013 della STEPRA (società consortile ARL – Sviluppo Territoriale
della Provincia di Ravenna) ”. La società partecipata da enti pubblici
Provincia di Ravenna e Camera di Commercio di Ravenna è un pozzo di San
Patrizio, innumerevoli i contributi pubblici ad una società “immobiliare” per
aree produttive, un vero scandalo, che Forza Italia prima e ora il PDL ha
sempre contrastato, perché fuori dai compiti “istituzionali” della Provincia e,
nel silenzio generale, della Camera di Commercio. Il Pd a sempre accusato i
Governi di non dare fondi alle scuole, ma la quota di partecipazione (48,51%)
per la sola Provincia di Ravenna pari a €.
1.338.881,52 doveva essere utilizzata nei compiti istituzionali come il
settore scolastico, e la stessa somma della Camera di Commercio utilizzata per
le aziende in crisi! L’atto indirizzo
espressi dalla sinistra è stato “ ...il
nuovo consiglio di amministrazione riduca al massimo tutti i costi di gestione
e definisca un Piano operativo-finanziario che consenta di far fronte alla
situazione economica-finanziaria della società mettendo in campo tutte le
iniziative necessarie”. Il giudizio dei tecnici è: “...come già evidenziato anche l’anno scorso, il rapporto di
indebitamento debito/capitale è molto elevato, e la situazione finanziaria è
ulteriormente peggiorata rispetto allo scorso anno. I debiti di carattere
oneroso, contratti per il finanziamento degli investimenti effettuati per la
realizzazione delle aree produttive, rappresentano il 96,54% dell’indebitamento
totale. Di tale indebitamento il 90,64%
(26.522.031 euro) è costituito da debiti di breve periodo verso banche con
oneri finanziari in crescita. La restante parte (2.738.766) è costituita da
mutui passivi. L’indebitamento a breve
supera in modo significativo le risorse disponibili a breve, Questo
costituisce uno dei maggiori punti deboli della società”.
In una società, normale, i libri contabili andrebbero portati
in Tribunale.
Nel maggio 2012 quando
si è andati a finanziare un contributo di 379.000 da parte della Provincia alla
Stepra dichiarai “Un brutto esempio viene
dall’aeroporto di Forli e SAPRO, che dovrebbero fare riflettere la Provincia e
la Camera di Commercio, che utilizzano soldi pubblici”. Nel frattempo la società partecipata
SAPRO, è sta messa in liquidazione e dichiarato il fallimento per 32 milioni,
un errore iniziale di affidare l’attività che si configura come
‘gestione del territorio’, che è un fatto che riguarda tutti i cittadini, a una
SPA pubblica che opera al di fuori del controllo democratico e che funziona
come una immobiliare che compra terreni agricoli per trasformare in edificabili
se da una parte è sbagliato, dall’altra contiene in se tutti i germi del possibile
di operazioni fuori del controllo della pubblica amministrazione (Provincia e
Camera di Commercio). Vedremo cosa succederà,
certamente denuncerò azioni per sviare le responsabilità politiche
dell’intera operazione, in merito ho richiesta una informazione al Segretario
Generale della Provincia. Interessante conoscere se la sinistra della Provincia
di Ravenna tutta “Bersaniana”, che corre
dietro al Movimento Cinque Stelle, l’informerà della operazione svolta a
Ravenna! Il consigliere provinciale (Pdl) Vincenzo
Galassini
mercoledì 6 marzo 2013
BERSANI A BERLUSCONI: “FACCIA IL LEADER”.
IL CAV. IN
PIAZZA, UNA VOLTA AL MESE, E IL RITORNO A FORZA ITALIA!
Roma - «Se non ci avessero
annullato in media 5 voti a sezione avremmo vinto di oltre 250 mila voti». Lo
ha detto Silvio Berlusconi, a quanto raccontano, nel corso dell’incontro
a villa Gernetto con gli eletti lombardi. Il Cavaliere ha poi dettato la linea
del partito: «Aspettiamo di vedere domani la direzione del Pd. E di vedere
se il segretario del Pd è un leader e sa guidare i suoi o se li porta a
sbattere. Poi la prossima settimana ci riuniremo per eleggere i capigruppo,
servono facce nuove». Poi torna sul suo cavallo di battaglia, l’Imu: «l’Imu
va soppressa» ribadisce. Il Cavaliere è poi tornato sul fattore psicologico
come prima causa della crisi economica. Questa - ha aggiunto - è stata la colpa
più grande del governo Monti. «Ho parlato con le associazioni degli imprenditori,
sono tutte preoccupate». Il Cavaliere ha poi aggiunto che nei sondaggi la
coalizione di centro destra è avanti mentre Scelta Civica di Monti è
scesa al 6,2%. Berlusconi annuncia anche di voler portare il Pdl in piazza
almeno una volta al mese. Che avesse sempre in mente di cambiare il nome del
partito ritornando agli albori e cioè a “Forza Italia” è cosa nota a tutti. Ma,
nel corso dell’incontro con gli eletti a villa Gernetto, Silvio Berlusconi ha
annunciato l’intenzione di voler tornare in piazza proprio «con Forza Italia»
da IL SECOLO XIX © Riproduzione
riservata
martedì 5 marzo 2013
DAL PD CONTINUANO A RIPETERE: MAI UN ACCORDO CON IL PDL.SUL SERIO CONTANO DI FARLO CON IL MOVIMENTO 5 STELLE?
Non gli basta perdere, vogliono perdersi. Dal
Pd continuano a ripetere: mai un accordo con il Pdl. Difettano in
aritmetica, oltre che in logica politica e prudenza istituzionale: con chi lo
vogliono fare, il governo? Sul serio contano di farlo con il Movimento
5 Stelle? Così procedendo si riducono come il Pier Luigi
Bersani dell’intervista a Repubblica, dove sembra il tipo della
storiella: mi dia un cono di gelato al limone; mi dispiace, il limone è
finito;allora mi dia una coppetta al limone; è finito; va bene, prenderò una
brioche al limone. L’unico modo sensato per immaginare un governo che
coinvolga gli stellati insultatori è quello di portarceli assieme al Pdl e ai
montiani. In caso contrario il loro appoggio determinante si tradurrebbe in una
totale inaffidabilità dell’Italia, con conseguente catastrofe finanziaria. Si
deve essere fuori di testa, anche solo per immaginarlo. Ebbene: è
possibile una simile ipotesi, di governo a quattro? No.
Assolutamente no. Lo escludono i diretti interessati, e non vedo perché non si
debba credere alle parole con le quali inframezzano il turpiloquio. Esclusa
questa roba, cosa resta? E’ escluso un governo Pd-montiani,
perché mancano i numeri. Quindi resta solo l’accordo fra Pd e Pdl.
Si può discutere su come dargli forma, ma non ha senso far finta di non vedere
che è l’unica possibilità alternativa al ritorno alle urne. Tragitto
che non sarebbe solo sconsiderato, ma anche alquanto periglioso, dato che prima
si deve eleggere un nuovo presidente della Repubblica, visto
che l’attuale non ha più il potere di sciogliere le Camere. E’ più lungo il
tempo che ci mettiamo per organizzare questo suicidio assistito
che quello in cui i mercati faranno scattare il grilletto della pistola che
abbiamo puntata alla nuca. Ripeto: non ha alcun senso, si deve andare
all’accordo. Anche perché i tedeschi (uso un plurale non generico,
visto che la cosa è venuta sia dal governo che dall’opposizione) vanno presi
sul serio, quando parlando di “contagio”, quindi d’infettività
italiana. Tutti hanno ritenuto che si riferissero a questioni
monetarie, ma credo che la loro paura sia
sabato 2 marzo 2013
BERSANI, PER IL BENE DELL’ITALIA, DIMETTITI DA TUTTO
Per il bene dell'Italia, Pierluigi Bersani si
dovrebbe dimettere. Non solo dalla segreteria del Partito democratico,
questione tutta interna al Pd (e peraltro decisione già annunciata da Bersani,
si tratta solo di capire i tempi), ma dal suo ruolo di candidato premier
"obbligato". Ruolo tragicomico e assurdo, visto che nella storia
Pierluigi ci è entrato come il vincitore più perdente di sempre. Per usare le
sue meste parole, "siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto". Un
paradosso che nemmeno il suo predecessore Romano Prodi aveva potuto usare nel
2006, quando almeno lui poteva vantarsi di essere arrivato secondo ma aver
vinto grazie alla legge elettorale. Oggi è l'esatto opposto. Bersani è il
leader più debole dell'arco parlamentare italiano, Monti escluso. Ha un partito
spaccato come una mela. Un avversario, Beppe Grillo, che lui
vorrebbe alleato e che invece lo sta prendendo a pesci in faccia. Un
interlocutore, Silvio Berlusconi, che non sa se parlare con
lui o con D'Alema. Infine, all'estero si presenterebbe ai vertici
internazionali non solo senza credibilità, ma pure senza forza rappresentativa.
Errori strategici gravissimi - Secondo molti, Bersani avrebbe già dovuto fare un passo indietro lo scorso autunno. Di fronte al rampante Matteo Renzi, il segretario avrebbe potuto rinunciare alla propria candidatura a Palazzo Chigi e aprire la porta al rottamatore che piaceva tanto ai delusi di centrodestra e pure a qualche incerto poi virato sul Movimento 5 Stelle. Invece ha tenuto duro, ha puntato sulla sinistra, vinto la partita delle primarie e perso, malamente, quella con gli italiani che di sinistra non sono ma avrebbero votato per un Pd moderato. Il guaio è che, sicuro di diventare premier, aveva già preparato le poltrone per chi negli anni l'ha sostenuto a corrente alternata, come Walter Veltroni e Massimo D'Alema. E che ora, senza voti in Parlamento e con la prospettiva di un'alleanza con Grillo, sono già pronti a scaricarlo di nuovo. Bivio Grillo - La strategia dei volponi Veltroni e D'Alema non è né casuale né ideologica, ma diremmo situazionista. Entrambi hanno aspramente criticato le offerte di Bersani ai 5 Stelle, perché sanno che l'unico modo di prendere quelle poltrone a suo tempo
Errori strategici gravissimi - Secondo molti, Bersani avrebbe già dovuto fare un passo indietro lo scorso autunno. Di fronte al rampante Matteo Renzi, il segretario avrebbe potuto rinunciare alla propria candidatura a Palazzo Chigi e aprire la porta al rottamatore che piaceva tanto ai delusi di centrodestra e pure a qualche incerto poi virato sul Movimento 5 Stelle. Invece ha tenuto duro, ha puntato sulla sinistra, vinto la partita delle primarie e perso, malamente, quella con gli italiani che di sinistra non sono ma avrebbero votato per un Pd moderato. Il guaio è che, sicuro di diventare premier, aveva già preparato le poltrone per chi negli anni l'ha sostenuto a corrente alternata, come Walter Veltroni e Massimo D'Alema. E che ora, senza voti in Parlamento e con la prospettiva di un'alleanza con Grillo, sono già pronti a scaricarlo di nuovo. Bivio Grillo - La strategia dei volponi Veltroni e D'Alema non è né casuale né ideologica, ma diremmo situazionista. Entrambi hanno aspramente criticato le offerte di Bersani ai 5 Stelle, perché sanno che l'unico modo di prendere quelle poltrone a suo tempo
venerdì 1 marzo 2013
A fine febbraio al via un progetto di ricerca quinquennale che indaga 121 volatili, specie rare, coloniali, rapaci notturni e crepuscolari
BRISIGHELLA
Parte lo studio sul falco pellegrino
Se
ne occuperà Maurizio Samorì che seguirà la nidificazione degli uccelli in
collina
di FRANCESCO DONATI BRISIGHELLA. Parte a
fine febbraio un intenso programma di osservazione del falco pellegrino nel
territorio brisighellese, in occasione della nidificazione. Ad occuparsene sarà
Maurizio Samorì che dal 2010 ha aderito al progetto dell’Atlante dei
nidificanti e svernanti in Italia. Un progetto di ricerca quinquennale che
indaga 121 volatili, specie rare, coloniali, rapaci notturni e crepuscolari.
Nel territorio del comune collinare sono ben quattro i siti riproduttivi del
falco pellegrino (che inizia a nidificare tra l’ultima settimana di febbraio e
la prima di marzo). Di norma depone 3-4 uova, la cova dura 28-33 giorni e il
periodo tra la schiusa e l’involo dei giovani è di 5-6 settimane. Proprio
queste fasi saranno oggetto di un approfondito monitoraggio e studio. Dal punto
di vista naturalistico e ornitologico il programma riveste un’importanza di
altissimo livello nazionale e regionale. Basti pensare che la presenza in
Romagna di questo rapace è considerata scarsa se non addirittura rara. Solo
oggi attraverso uno specifico programma di protezione la specie sta ripopolando
il territorio nella Vena del Gesso romagnola, lungo il medio corso del Lamone,
e sullo Spungone, sito quest’ultimo considerato “storico” in quanto segnalato
fin dal Duemila. «In Italia - ha rimarcato Samorì - la colonia del falco
pellegrino è di circa mille coppie. E’ considerato in assoluto l’uccello più
veloce della terra, con un’apertura alare che supera anche i 120 cm». E’ per
antonomasia simbolo dell’arte della falconeria dai tempi di Federico
Barbarossa: per questo assume un’aura di grande rispetto. Una volta era molto
più diffuso. Il tracollo c’è stato tra il 1950 e il 1980, causato soprattutto
dall’abuso di pesticidi in agricoltura. In collina la sagoma di questo splendido
rapace nei cieli comincia a diventare nota. «Pareti rocciose e falesie della
Vena si rivelano un habitat ideale - spiega Samorì -. Può succedere di vederlo
all’opera: caccia esclusivamente in volo (colombacci, storni, piccioni). Si
posiziona altissimo e piomba in picchiata sulla preda ad una velocità che può
raggiungere i 400 km/h assumendo una perfetta forma aerodinamica, anche questa
fonte di studio per la scienza e la tecnica». Uno spettacolo insomma al quale
assistere trasmette grande emozione. Per info e segnalazioni: maurizio-natura@libero.it.
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