lunedì 11 marzo 2013

DIFFUSI I DATI DEL GETTITO IMU DEI COMUNI DELLA ROMAGNA FAENTINA.



L’Imu sembra abbia fatto fare cassa, e non poca, ai Comuni della Romagna faentina. L’Istituto per la finanza e l’economia locale, una fondazione istituita dall’Associazione nazionale dei comuni italiani, ha recentemente diffuso i dati del gettito Imu dei comuni italiani. Tra questi ci sono anche quelli riferiti ai sei comuni della Romagna faentina. I numeri riportano anche gli incassi per abitazione principale pro capite e gli incassi per altri immobili sempre calcolati pro capite. Da queste tabelle emerge come Faenza, Riolo Terme, Brisighella e Solarolo siano tra i comuni della provincia ravennate che più di tutti incassano risorse dall’Imu mentre gli introiti più bassi si registrano a Casola Valsenio e Castel Bolognese I dati sono stati elaborati sulla base delle informazioni fornite dal ministero dell’Economia e finanza e indicano gli incassi Imu totali (compreso il gettito derivante dalle variazioni di aliquota adottate dai Comuni) per abitazione principale e per altri immobili, senza distinzione tra quota Stato e quota Comune e il numero di versamenti registrati, distintamente, per abitazione principale e per altri immobili. Nella provincia di Ravenna, il comune di Casola Valsenio e quello di Castel Bolognese risultano essere quelli con i valori pro capite più bassi, sia per l’abitazione principale che per gli altri immobili mentre Riolo Terme, Faenza, Brisighella e Solarolo sono quelli che incassano di più. La città d’acque della collina faentina svetta su tutte con 136 euro pro capite per la prima casa e 364 euro pro capite per gli altri immobili. Segue a stretto giro di boa Faenza con 122 euro per la prima casa e 420 per gli altri immobili. Anche Brisighella non scherza con 105 euro pro capite per la prima casa e 335 euro per tutti gli altri immobili. A Solarolo gli indici scendono a 100 euro pro capite versati per l’abitazione principale e 368 euro per tutti gli altri immobili. Infine comuni più economici, almeno dal punto di vista delle tasse sugli immobili, sono Casola Valsenio e Castel Bolognese. Qui gli indici pro capite per l’abitazione evidenziano rispettivamente una spesa di 73 euro per la prima casa e 329 euro per tutti gli altri a Casola Valsenio e 66 euro e 342 euro a Castel Bolognese. Anche per quanto concerne il calcolo delle medie dei versamenti in questi ultimi due comuni sono le più basse. Per l’abitazione principale si arriva a 188 euro a Castel Bolognese e 217 euro a Casola Valsenio e per gli altri immobili si raggiunge 353 euro a Casola Valsenio e 448 euro a Castel Bolognese. Ben altre cifre si registrano negli altri quattro comuni con Riolo Terme che viaggia dai 350 euro per la prima casa ai 539 euro per gli altri immobili. Segue Faenza con 319 euro e 602 euro, Brisighella con 295 euro e 322 euro e Solarolo con 274 euro e 411 euro. Articolo di Riccardo Isola  Fonte: http://www.corriereromagna.it/faenza/2013-03-07/pagare-di-pi%C3%B9-sono-i-faentini-e-i-riolesi

sabato 9 marzo 2013

DOVE SONO I GARANTISTI DI SINISTRA?


Mi chiedo dove siano, se ancora esistono, i garantisti della sinistra italiana

Lo ha affermato, in una nota, il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone. “In causa, in queste giornate, non sono solo le sorti del cittadino Berlusconi, ma il diritto degli italiani a scegliere democraticamente i propri rappresentanti, senza che il ’fattore giudiziario’ intervenga per annullare o alterare il responso delle urne. Un valore così importante non deve stare a cuore solo ai sostenitori di Berlusconi, ma anche ai suoi avversari, se hanno a cuore la coesione nazionale e il rispetto della democrazia

venerdì 8 marzo 2013

MANIFESTAZIONE PDL 23 MARZO A ROMA: APERTE LE PRENOTAZIONI: IO VADO!



Com’è noto, Sabato 23 Marzo nel pomeriggio si svolgerà a Roma, in  piazza del Popolo, una grande manifestazione nazionale del PDL con l’intervento del Presidente nazionale Silvio Berlusconi. La manifestazione ha lo scopo di ridire con forza che l’Italia vuole meno oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria, che famiglie, imprese e lavoro sono le nostre priorità e che l’Italia è un grande paese che sarà ancora protagonista in Europa e nel mondo. Il coordinamento provinciale di Ravenna sta predisponendo i pullman che partiranno nella mattinata dai principali centri della provincia per fare ritorno a Ravenna in serata.  Per chi vuole aderire i numeri da chiamare entro lunedi 18 Marzo sono il 3398628941 e il 3466829146.

giovedì 7 marzo 2013

UN MARE DI SOLDI INVESTITI IN STEPRA, SOCIETA’ PARTECIPATA DALLA PROVINCIA E DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI RAVENNA, DEI CITTADINI E DELLE IMPRESE CHE FORSE NON VEDREMO PIU’.



Il consiglio Provinciale ieri a maggioranza, contrari PDl, Lega Nord e UDC, ha approvato gli “Atti d‘indirizzo per l’assemblea ordinaria del 7 marzo 2013 della STEPRA (società consortile ARL – Sviluppo Territoriale della Provincia di Ravenna) ”. La società partecipata da enti pubblici Provincia di Ravenna e Camera di Commercio di Ravenna è un pozzo di San Patrizio, innumerevoli i contributi pubblici ad una società “immobiliare” per aree produttive, un vero scandalo, che Forza Italia prima e ora il PDL ha sempre contrastato, perché fuori dai compiti “istituzionali” della Provincia e, nel silenzio generale, della Camera di Commercio. Il Pd a sempre accusato i Governi di non dare fondi alle scuole, ma la quota di partecipazione (48,51%) per la sola Provincia di Ravenna pari a €. 1.338.881,52 doveva essere utilizzata nei compiti istituzionali come il settore scolastico, e la stessa somma della Camera di Commercio utilizzata per le aziende in crisi!  L’atto indirizzo espressi dalla sinistra è stato “ ...il nuovo consiglio di amministrazione riduca al massimo tutti i costi di gestione e definisca un Piano operativo-finanziario che consenta di far fronte alla situazione economica-finanziaria della società mettendo in campo tutte le iniziative necessarie”. Il giudizio dei tecnici è: “...come già evidenziato anche l’anno scorso, il rapporto di indebitamento debito/capitale è molto elevato, e la situazione finanziaria è ulteriormente peggiorata rispetto allo scorso anno. I debiti di carattere oneroso, contratti per il finanziamento degli investimenti effettuati per la realizzazione delle aree produttive, rappresentano il 96,54% dell’indebitamento totale. Di tale indebitamento il 90,64% (26.522.031 euro) è costituito da debiti di breve periodo verso banche con oneri finanziari in crescita. La restante parte (2.738.766) è costituita da mutui passivi.  L’indebitamento a breve supera in modo significativo le risorse disponibili a breve, Questo costituisce uno dei maggiori punti deboli della società”.
In una società, normale, i libri contabili andrebbero portati in Tribunale.
Nel maggio 2012 quando si è andati a finanziare un contributo di 379.000 da parte della Provincia alla Stepra dichiarai “Un brutto esempio viene dall’aeroporto di Forli e SAPRO, che dovrebbero fare riflettere la Provincia e la Camera di Commercio, che utilizzano soldi pubblici”. Nel frattempo la società partecipata SAPRO, è sta messa in liquidazione e dichiarato il fallimento per 32 milioni, un errore iniziale di affidare l’attività che si configura come ‘gestione del territorio’, che è un fatto che riguarda tutti i cittadini, a una SPA pubblica che opera al di fuori del controllo democratico e che funziona come una immobiliare che compra terreni agricoli per trasformare in edificabili se da una parte è sbagliato, dall’altra contiene in se tutti i germi del possibile di operazioni fuori del controllo della pubblica amministrazione (Provincia e Camera di Commercio). Vedremo cosa succederà,  certamente denuncerò azioni per sviare le responsabilità politiche dell’intera operazione, in merito ho richiesta una informazione al Segretario Generale della Provincia. Interessante conoscere se la sinistra della Provincia di Ravenna  tutta “Bersaniana”, che corre dietro al Movimento Cinque Stelle, l’informerà della operazione svolta a Ravenna! Il consigliere provinciale (Pdl) Vincenzo Galassini

mercoledì 6 marzo 2013

BERSANI A BERLUSCONI: “FACCIA IL LEADER”.

IL CAV. IN PIAZZA, UNA VOLTA AL MESE, E IL RITORNO A FORZA ITALIA!
Roma - «Se non ci avessero annullato in media 5 voti a sezione avremmo vinto di oltre 250 mila voti». Lo ha detto Silvio Berlusconi, a quanto raccontano, nel corso dell’incontro a villa Gernetto con gli eletti lombardi. Il Cavaliere ha poi dettato la linea del partito: «Aspettiamo di vedere domani la direzione del Pd. E di vedere se il segretario del Pd è un leader e sa guidare i suoi o se li porta a sbattere. Poi la prossima settimana ci riuniremo per eleggere i capigruppo, servono facce nuove». Poi torna sul suo cavallo di battaglia, l’Imu: «l’Imu va soppressa» ribadisce. Il Cavaliere è poi tornato sul fattore psicologico come prima causa della crisi economica. Questa - ha aggiunto - è stata la colpa più grande del governo Monti. «Ho parlato con le associazioni degli imprenditori, sono tutte preoccupate». Il Cavaliere ha poi aggiunto che nei sondaggi la coalizione di centro destra è avanti mentre Scelta Civica di Monti è scesa al 6,2%. Berlusconi annuncia anche di voler portare il Pdl in piazza almeno una volta al mese. Che avesse sempre in mente di cambiare il nome del partito ritornando agli albori e cioè a “Forza Italia” è cosa nota a tutti. Ma, nel corso dell’incontro con gli eletti a villa Gernetto, Silvio Berlusconi ha annunciato l’intenzione di voler tornare in piazza proprio «con Forza Italia» 
da IL SECOLO XIX © Riproduzione riservata

martedì 5 marzo 2013

DAL PD CONTINUANO A RIPETERE: MAI UN ACCORDO CON IL PDL.SUL SERIO CONTANO DI FARLO CON IL MOVIMENTO 5 STELLE?



Non gli basta perdere, vogliono perdersi. Dal Pd continuano a ripetere: mai un accordo con il Pdl. Difettano in aritmetica, oltre che in logica politica e prudenza istituzionale: con chi lo vogliono fare, il governo? Sul serio contano di farlo con il Movimento 5 Stelle? Così procedendo si riducono come il Pier Luigi Bersani dell’intervista a Repubblica, dove sembra il tipo della storiella: mi dia un cono di gelato al limone; mi dispiace, il limone è finito;allora mi dia una coppetta al limone; è finito; va bene, prenderò una brioche al limone. L’unico modo sensato per immaginare un governo che coinvolga gli stellati insultatori è quello di portarceli assieme al Pdl e ai montiani. In caso contrario il loro appoggio determinante si tradurrebbe in una totale inaffidabilità dell’Italia, con conseguente catastrofe finanziaria. Si deve essere fuori di testa, anche solo per immaginarlo. Ebbene: è possibile una simile ipotesi, di governo a quattro? No. Assolutamente no. Lo escludono i diretti interessati, e non vedo perché non si debba credere alle parole con le quali inframezzano il turpiloquio. Esclusa questa roba, cosa resta? E’ escluso un governo Pd-montiani, perché mancano i numeri. Quindi resta solo l’accordo fra Pd e Pdl. Si può discutere su come dargli forma, ma non ha senso far finta di non vedere che è l’unica possibilità alternativa al ritorno alle urne. Tragitto che non sarebbe solo sconsiderato, ma anche alquanto periglioso, dato che prima si deve eleggere un nuovo presidente della Repubblica, visto che l’attuale non ha più il potere di sciogliere le Camere. E’ più lungo il tempo che ci mettiamo per organizzare questo suicidio assistito che quello in cui i mercati faranno scattare il grilletto della pistola che abbiamo puntata alla nuca. Ripeto: non ha alcun senso, si deve andare all’accordo. Anche perché i tedeschi (uso un plurale non generico, visto che la cosa è venuta sia dal governo che dall’opposizione) vanno presi sul serio, quando parlando di “contagio”, quindi d’infettività italiana. Tutti hanno ritenuto che si riferissero a questioni monetarie, ma credo che la loro paura sia

sabato 2 marzo 2013

BERSANI, PER IL BENE DELL’ITALIA, DIMETTITI DA TUTTO



Per il bene dell'Italia, Pierluigi Bersani si dovrebbe dimettere. Non solo dalla segreteria del Partito democratico, questione tutta interna al Pd (e peraltro decisione già annunciata da Bersani, si tratta solo di capire i tempi), ma dal suo ruolo di candidato premier "obbligato". Ruolo tragicomico e assurdo, visto che nella storia Pierluigi ci è entrato come il vincitore più perdente di sempre. Per usare le sue meste parole, "siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto". Un paradosso che nemmeno il suo predecessore Romano Prodi aveva potuto usare nel 2006, quando almeno lui poteva vantarsi di essere arrivato secondo ma aver vinto grazie alla legge elettorale. Oggi è l'esatto opposto. Bersani è il leader più debole dell'arco parlamentare italiano, Monti escluso. Ha un partito spaccato come una mela. Un avversario, Beppe Grillo, che lui vorrebbe alleato e che invece lo sta prendendo a pesci in faccia. Un interlocutore, Silvio Berlusconi, che non sa se parlare con lui o con D'Alema. Infine, all'estero si presenterebbe ai vertici internazionali non solo senza credibilità, ma pure senza forza rappresentativa.
Errori strategici gravissimi - Secondo molti, Bersani avrebbe già dovuto fare un passo indietro lo scorso autunno. Di fronte al rampante Matteo Renzi, il segretario avrebbe potuto rinunciare alla propria candidatura a Palazzo Chigi e aprire la porta al rottamatore che piaceva tanto ai delusi di centrodestra e pure a qualche incerto poi virato sul Movimento 5 Stelle. Invece ha tenuto duro, ha puntato sulla sinistra, vinto la partita delle primarie e perso, malamente, quella con gli italiani che di sinistra non sono ma avrebbero votato per un Pd moderato. Il guaio è che, sicuro di diventare premier, aveva già preparato le poltrone per chi negli anni l'ha sostenuto a corrente alternata, come Walter Veltroni e Massimo D'Alema. E che ora, senza voti in Parlamento e con la prospettiva di un'alleanza con Grillo, sono già pronti a scaricarlo di nuovo. Bivio Grillo - La strategia dei volponi Veltroni e D'Alema non è né casuale né ideologica, ma diremmo situazionista. Entrambi hanno aspramente criticato le offerte di Bersani ai 5 Stelle, perché sanno che l'unico modo di prendere quelle poltrone a suo tempo

venerdì 1 marzo 2013

A fine febbraio al via un progetto di ricerca quinquennale che indaga 121 volatili, specie rare, coloniali, rapaci notturni e crepuscolari



BRISIGHELLA Parte lo studio sul falco pellegrino
Se ne occuperà Maurizio Samorì che seguirà la nidificazione degli uccelli in collina
di FRANCESCO DONATI  BRISIGHELLA. Parte a fine febbraio un intenso programma di osservazione del falco pellegrino nel territorio brisighellese, in occasione della nidificazione. Ad occuparsene sarà Maurizio Samorì che dal 2010 ha aderito al progetto dell’Atlante dei nidificanti e svernanti in Italia. Un progetto di ricerca quinquennale che indaga 121 volatili, specie rare, coloniali, rapaci notturni e crepuscolari. Nel territorio del comune collinare sono ben quattro i siti riproduttivi del falco pellegrino (che inizia a nidificare tra l’ultima settimana di febbraio e la prima di marzo). Di norma depone 3-4 uova, la cova dura 28-33 giorni e il periodo tra la schiusa e l’involo dei giovani è di 5-6 settimane. Proprio queste fasi saranno oggetto di un approfondito monitoraggio e studio. Dal punto di vista naturalistico e ornitologico il programma riveste un’importanza di altissimo livello nazionale e regionale. Basti pensare che la presenza in Romagna di questo rapace è considerata scarsa se non addirittura rara. Solo oggi attraverso uno specifico programma di protezione la specie sta ripopolando il territorio nella Vena del Gesso romagnola, lungo il medio corso del Lamone, e sullo Spungone, sito quest’ultimo considerato “storico” in quanto segnalato fin dal Duemila. «In Italia - ha rimarcato Samorì - la colonia del falco pellegrino è di circa mille coppie. E’ considerato in assoluto l’uccello più veloce della terra, con un’apertura alare che supera anche i 120 cm». E’ per antonomasia simbolo dell’arte della falconeria dai tempi di Federico Barbarossa: per questo assume un’aura di grande rispetto. Una volta era molto più diffuso. Il tracollo c’è stato tra il 1950 e il 1980, causato soprattutto dall’abuso di pesticidi in agricoltura. In collina la sagoma di questo splendido rapace nei cieli comincia a diventare nota. «Pareti rocciose e falesie della Vena si rivelano un habitat ideale - spiega Samorì -. Può succedere di vederlo all’opera: caccia esclusivamente in volo (colombacci, storni, piccioni). Si posiziona altissimo e piomba in picchiata sulla preda ad una velocità che può raggiungere i 400 km/h assumendo una perfetta forma aerodinamica, anche questa fonte di studio per la scienza e la tecnica». Uno spettacolo insomma al quale assistere trasmette grande emozione. Per info e segnalazioni: maurizio-natura@libero.it.