venerdì 27 luglio 2012

TUTTI IN PIAZZA PER TIMONCINI E SCOZZOLI


RIOLO TERME SI STA ATTREZZANDO CON MAXISCHERMI  PER ASSISTERE ALLE GESTE DEI DUE ATLETI OLIMPICI
ROMAGNA - E' già febbre olimpica nelle piazze romagnole. Riolo Terme e Forlì si stanno attrezzando per vivere le avventure degli atleti Daigoro Timoncini e Fabio Scozzoli, impegnati nei prossimi giorni a Londra. Nella città riolese verrà allestito un maxischermo ella Sala San Giovanni martedì 7 agosto, dando così la possibilità a tutti i cittadini di assistere dalle 13.30 alle gesta di Timoncini, mentre a Forlì in piazza Saffi verrà allestito un maxischermo in occasione della finale dei 100m Rana di Scozzoli, in programma domenica sera. 

TURISMO DATI IN CALO NEL MESE DI GIUGNO E NEL PRIMO TRIMESTRE: C’ERA D’APETTARSELO


CRESCITA A BRISIGHELLA E CASOLA VALSENIO E NELLA BASSA ROMAGNA. CHE TURISMO PUO’ ESSERCI NELLA BASSA ROMAGNA?
Giugno in frenata per quanto riguarda il turismo sul territorio provinciale: si conferma dunque, spiega la Provincia, "la difficoltà di questo primo semestre  2012 anche per il settore  sia a pure con elementi di diversificazione all'interno del territorio". Rispetto al dato nazionale di giugno, diffuso da Federalberghi, che segnava un - 8,2% sul mercato straniero e un - 7,1% su quello italiano, la nostra provincia registra un calo più contenuto pari al - 6,35. Il dato provinciale mensile è di 1.199.329 presenze, inferiore al giugno dello scorso anno, quando il dato beneficiò della Pentecoste che mobilita il mercato straniero, in particolare di lingua tedesca. Il dato periodo gennaio-giugno registra un calo del 4,68%, significativo comunque il dato delle presenze del semestre: 2.112.655. Gli arrivi, in giugno, sono stati 237.342 ( - 3,58% sul giugno dell’anno scorso).   Cervia registra una lievissima crescita dello 0,90% nel dato arrivi ma si abbassa il numero complessivo dei giorni di vacanza. Di conseguenza, il dato presenze registra una flessione mensile intorno al 4%. Il dato periodo, in  flessione sul 2011, registra un - 3,70% con un totale di 1.107.235 presenze nel primo semestre 2012.  Il Comune di Ravenna totalizza 872.000 presenze nel primo semestre 2012. E’ questa la realtà che ha più risentito del deflusso estero. Cede, nel periodo, il 4,70% di presenze nella città d'arte e il 5,54% nel comparto lidi.  La Bassa Romagna, con numeri assoluti più ridotti, si segnala per un primo semestre 2012 positivo: + 5,75% sia negli arrivi che nelle presenze.  Flessione anche nelle Terre di Faenza, dove però si registrano incrementi a Casola Valsenio e a Brisighella, che chiude il periodo gennaio-giugno 2012 con oltre 1.700 presenze in più sullo stesso semestre 2011 e una crescita pari al 13,08%.  Per quanto concerne il tipo di alloggio scelto dai turisti, i dati registrano la frenata delle strutture alberghiere tradizionali, e la crescita di bed and breakfast, agriturismi, campeggi. Dato positivo per gli alloggi turistici con +22,89 % di presenze nel semestre grazie all’impennata di giugno (+ 94,85%).

mercoledì 25 luglio 2012

STORICO SI DEL SENATO AL SEMIPRESIDENZIALISMO. ORA AVANTI ALLA CAMERA. BENE LA PROPOSTA DI BERLUSCONI


UNA GRANDE RIFORMA E’ A PORTATA DI MANO, NONOSTANTE I TENTATIVI UN POCO ISTERICI DI NEGARLA E MARGINALIZZARLA E LO SPAVENTO DI POTER DARE VOCE E PAROLA AL POPOLO. IL SEMIPRESIDENZIALISMO PUO’ DIVENTARE REALTA’-
E’ bastato che quattro gatti del PdL votassero a favore del semipresidenzialismo e del Senato federale per far uscire dai sepolcri tutti gli zombie della vecchia Repubblica che di cambiare qualcosa nei riti settecenteschi del nostro vivere politico non hanno alcuna intenzione. Il voto di oggi è inutile: buone intenzioni che rimarranno sulla carta. Le elezioni sono vicine, Berlusconi pensa agli aquiloni e alla campagna elettorale, Bersani a come ammazzare (politicamente, sia chiaro) Renzi, la Lega a chi sbianchettare dalle foto ufficiali. Il semipresidenzialismo interessa meno del menù di un ristorante da prenotare per la cena, in questo momento. Eppure, tre minuti dopo il sì del Senato già le agenzie battevano toni guerreschi e dichiarazioni di fuoco delle mummie nostrane. Pisanu, il vecchio e tremebondo Pisanu, si dissociava: eh sì, lui è legato alla Dc, al torbido, ai governi creati e disfatti in Parlamento, alle manovre di palazzo. Impossibile che votasse a favore lui, “la voce autorevole del PdL”, come l’ha definito Anna Finocchiaro. Pure la capa dei senatori piddini non ne vuol sapere di riscrivere qualche articolo della Costituzione e accusa Alfano e Gasparri di “mentire, perché questa riforma non vedrà mai la luce!”. Ovvio, a quelli come lei piace fare vertici notturni per decidere chi candidare al Quirinale. L’importante è che il prescelto sia o un senatore a vita del proprio gruppo o un ministro del proprio governo. La storia insegna, i fatti parlano chiaro. Ma gli ululati non finiscono qui: anche la Cgil, il sindacato degli scioperi e della lotta partigiana, non ci sta e parla addirittura di “inammissibile stravolgimento dell’ordinamento della Repubblica”, quasi che tutto fosse destinato all’immutabilità perpetua. La muffa al comando, per sempre. Rassegniamoci.

martedì 24 luglio 2012

CE LA FAREMO AD ELIMINARE LE PROVINCE: ABOLIREMO LE PROVINCE LA PROMESSA DI BERLUSCONI NEL 2008 E (DEL PD)



Repetita iuvant dicevano gli antichi, ma ripetere alcune cose potrebbe non giovare, anzi addirittura potrebbe fare arrossire. E’ il caso dell’abolizione delle province: durante la campagna elettorale del 2008 Silvio Berlusconi e la sua coalizione hanno promesso agli italiani di abolire le province per recuperare ben dieci milioni di euro, oggi gli stessi che nel 2008 erano i paladini di questo provvedimento dovranno approvare il decreto Monti che ne sopprimeremo solo 50 e le altre le fa accorparle. A dire il vero anche il PD, allora guidato da Veltroni, si sbracciava per l’abolizione delle province; ma anche loro per salvare il Governo Monti sono ad accettare il nuovo progetto. In questo periodo ne vedremo delle belle. Certi il partito del mantenimento della spesa pubblica ne fare di tutto per non cambiare nulla

lunedì 23 luglio 2012

MONTI E IL VERGOGNOSO NON ACCORDO CON LA SVIZZERA PER INCASSARE 50 MILIARDI DI EURO


Da quando si è insediato il governo Monti, abbiamo assistito a numerosi proclami sull’evasione fiscale, tra mirabolanti proclami e operazioni mediatiche, passando per leggi “ammazza privacy”, con il fisco che setaccerà non solo i nostri conti correnti, ma persino la bolletta del telefono. Ma i soldi della VERA EVASIONE, i MILIARDI DI EURO esportati all’estero dai “grandi evasori” (e probabilmente, in parte provento di altre attività illecite) non li vuole toccare!!! Potrebbe recuperare facilmente 50.000.000.000 di euro, che non aspettano altro che essere prelevati, come spiega l’articolo di seguito. C’è l’accordo con la Svizzera, altre nazioni europee lo hanno già fatto… ma il nostro governo, evidentemente, NON VUOLE QUEI SOLDI! Preferisce purgare i deboli. 50 miliardi sono una bella somma: avrebbero permesso di non aumentare la pressione fiscale, o quantomeno di evitare le tasse che più hanno colpito le fasce deboli della popolazione, generando l’ondata di suicidi alla quale stiamo assistendo. Ma Mario Monti non vuole saperne. E le FALSE “opposizioni” COLLUSE, tacciono…

sabato 21 luglio 2012

LA SICILIA E’ FALLITA PRIMA DELLA GRECIA. RINGRAZIAMO LOMBARDO PER I DEBITI CHE CI HA LASCIATO.


Dopo il blocco dei fondi Ue arrivano pesanti le parole di Lo Bello vicepresidente di Confindustria che chiede aiuto a Monti. Forse in molti lo sanno già. Nei mesi scorsi sono stati tanti gli allarmi lanciati a qualsiasi livello. L’ultimo in ordine di tempo, quello del Sindaco di Catania Stancanelli, che richiedeva soldi alla Regione per gli stipendi dei comunali di maggio. Sono situazioni già viste e riviste, soprattutto per chi è posto nei gradini più bassi della scala gerarchica, che come sempre, paga per primo le conseguenze. Non è la prima volta che i dipendenti comunali ricevono il loro stipendio in ritardo, ed in alcuni casi, questi ritardi si protraggono per mesi interi. Oggi, a parlare di scenario drammatico è Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria, che dalle pagine del Corriere della Sera lancia l’allarme di un possibile fallimento della Sicilia. “Va ripensata anche l’autonomia e occorre avviare un’operazione-verità. Scuotere dal torpore i siciliani, dai dipendenti regionali ai pensionati della stessa Regione che saranno i primi a trovarsi senza stipendi in caso di crollo. Ma il governo Monti – aggiunge – deve subito mettere mano ai conti, controllando un bilancio reso non trasparente da poste dubbie e residui inesigibili”. Chiaro il riferimento al cattivo governo della Regione Sicilia, che già negli ultimi mesi ha pensato alla campagna elettorale con assunzioni choc e sperpero di denaro a destra e a manca. Non a caso, l’Unione Europea ha bloccato i 600 milioni di euro destinati alla regione Sicilia. “La Sicilia – continua Lo Bello – rischia di diventare la Grecia del Paese e il Paese deve intervenire anche superando gli ostacoli di una autonomia concessa nel dopoguerra, in condizioni storiche e politiche ormai lontanissime, ma utilizzata da scriteriate classi dirigenti per garantire a se stesse l’impunità”.

venerdì 20 luglio 2012

DIMENTICATE NAPOLITANO, PENSATE SEMPRE E SOLO A BERLUSCONI.ONI.ONI.ONI.


 Come sono prevedibili. Napolitano finisce nel tritacarne in merito alla trattativa Stato-mafia, scoppia una violenta polemica sull’uso delle intercettazioni riguardanti il Presidente della Repubblica, e che succede? Che agli italiani viene fatta immediatamente una operazione-memoria: dimenticate Napolitano, ecco a voi il vero mostro. Ecco a voi il mafioso. Eccolo: è Silvio Berlusconi. E così i pm di Palermo vogliono ascoltare il Cavaliere in merito ai rapporti con Marcello Dell’Utri, e pare in merito ad una casa acquistata ad un prezzo “gonfiato” (così dicono). Che ci volete fare, così funziona. Mettete insieme “Berlusconi” e un’inchiesta sulla “mafia” (una qualsiasi) e il gioco è fatto. Cari italiani, eccolo lì, il mafioso. Ecco Berlusconi. Concentratevi su di lui, e non pensato ad altro. A nessuno

giovedì 19 luglio 2012

LE PROVINCE VANNO ELIMINATE.


ORA IL PD SCOPRE LA PROVINCIA ROMAGNA, PER CONTINUARE LO SPERPERO DI SPESA. COERENZA! LE PROVINCE VANNO TOLTE TUTTE COME HA SEMPRE CHIESTO IL PDL.

Il molloc del PD ha deciso di fare la provincia Romagna, dopo avere combattuto da sempre la Regione Romagna. Prendiamo atto che molte cose sono cambiate in sette mesi. Berlusconi e il Pdl hanno sempre sostenuto che le Provincie andavano eliminate. Ora che un primo passo il Governo Monti l’ha abbozzato, il Pd, e forse la Regione Emilia Romagna  prendono posizione per fare una provincia unica da Rimini, Forli-Cesena a Ravenna, il solito modo di mantenere enti e sedie da sempre come hanno fatto con le Comunità Montane, i Parchi, trasformate ma mantenute accampando tante tesi. Il decreto  prevede che le competenze delle province siano solo due, potranno anche diventare 3 o 4. ma non cambia niente sulla nullità delle Province. Vanno tolte tutte! . Ricordo la storia delle Province. Già il ministro Minghetti -Destra Storica- nel 1861 (Governo Cavour) provò a presentare due disegni di legge che nella neonata nazione identificavano a livello territoriale unicamente due livelli di governo: Comuni e Consorzi di Comuni ad area vasta (Regioni) . Fin da allora gli oppositori di destra e sinistra (sembra di raccontare la storia dei ns. giorni) si opposero all’abrogazione delle Province, opperbacco!!! Costituite le Regioni nel 1970, ci provò il PRI di Ugo la Malfa che presentò un ddl costituzionale che mirava allo stesso scopo, DC e PCI fecero melina ed il tutto si arenò…..more solito. Registro che dal 1861 sono trascorsi 151 anni e dal 1970, 42 anni e le Province nel frattempo sono perfino aumentate. Adesso ci prova il Governo Monti, più modestamente, puntando ad una riduzione….ho i miei dubbi che possa raggiungere il traguardo. Come nel gioco dell’oca si torna alla casella di partenza, ovvero alla situazione del 1861. Chissà perché all’estero fanno fatica a capire perché l’Italia non risolve mai i suoi problemi ??!!! secondo me dipende dalla Merkel !!! come dicono i buontemponi. Questa è la storia, spero che nel 2013 con Monti si arrivi se non ad eliminarle tutte ma almeno il 50%, sarà difficile. Non credo che la Provincia unica della Romagna serva qualcosa quando dovrà gestire solo due o 4 competenze. Coraggio, tagliamo, almeno noi diamo il buon esempio rispettando quanto ha sempre dichiarato il presidente Berlusconi! Vincenzo Galassini consigliere provinciale Pdl Ravenna

mercoledì 18 luglio 2012

FIERA DELLO SCALOGNO DI ROMAGNA


Dal 19 all 22 luglio Riolo Terme ospita la Fiera dello Scalogno di Romagna I.G.P. La storia dello scalogno racconta che sia stato portato dai popoli che migrarono dal Medio Oriente verso l’Europa, tra questi le popolazioni celtiche, molto presenti anche nelle nostre zone. Lo Scalogno di Romagna ha un sapore suo particolare, più forte e profumato della cipolla e più dolce di quello dell’aglio. Una curiosità: lo Scalogno di Romagna non è mai stato trovato allo stato selvatico per un singolare motivo: non fa fiori per cui non c’è possibilità di scambio di pollini tra infiorescenze di più piante, perciò è fondamentale conservare una parte dei bulbi dell’anno da poter piantare per ottenere una nuova produzione, altrimenti il tipico Scalogno di Romagna scomparirebbe.